giovedì 10 gennaio 2019

Cgil, Cisl e Uil, il 9 febbraio manifestazione nazionale a Roma

Una grande manifestazione unitaria a Roma il prossimo 9 febbraio, è quanto deciso da Cgil, Cisl e Uil per sostenere la piattaforma unitaria che contiene le proposte per cambiare le scelte dell’Esecutivo e per aprire un confronto serio e di merito.
Cgil, Cisl, Uil valutano positivamente il percorso di mobilitazione svoltosi negli scorsi mesi a sostegno della piattaforma unitaria“, scrivono in una nota le tre confederazioni.
Il consenso delle decine di migliaia di lavoratori, pensionati e giovani alle proposte di Cgil, Cisl, Uil, emerso in occasione delle centinaia di assemblee organizzate su tutto il territorio nazionale, è stato pressoché unanime – spiegano – ed ha rappresentato un primo importante momento di confronto e discussione delle proposte sindacali con i lavoratori e i pensionati italiani sul documento consegnato nello scorso mese di dicembre al Presidente del Consiglio che si era impegnato a dare continuità al confronto, mai avvenuto, su alcuni capitoli indicati dal Sindacato”.
Per Cgil, Cisl e Uil “la legge di bilancio, appena approvata, ha lasciato irrisolte molte questioni fondamentali per lo sviluppo del Paese, a partire dai temi del lavoro, delle pensioni, del fisco, degli investimenti per le infrastrutture, delle politiche per i giovani, per le donne e per il Mezzogiorno. Temi sui quali Cgil, Cisl e Uil hanno avanzato indicazioni e proposte credibili e realizzabili che non hanno trovato riscontro nella legge di stabilità avanzata dal Governo”.
Pertanto – concludono le tre confederazioni – per sostenere le proposte unitarie contenute nella piattaforma sottoposta ai lavoratori da Cgil, Cisl, Uil, per cambiare le scelte dell’Esecutivo e per aprire un confronto serio e di merito, Cgil, Cisl, Uil organizzeranno una grande manifestazione nazionale che si svolgerà a Roma sabato 9 febbraio“.

mercoledì 9 gennaio 2019

I beffati del decreto dignità

Lavoro: Cgil, il Paese è fermo

Il mercato del lavoro è ormai da troppi mesi immobile. Il Paese è fermo, anzi, dai dati diffusi quest’oggi dall’Istat su ‘occupati e disoccupati’ si intravede, ancor più distintamente, l’avvicinarsi del rischio recessione, un rischio aggravato ulteriormente dalla stagnazione della produzione industriale”. È quanto dichiara la segretaria confederale della Cgil Tania Scacchetti.
La dirigente sindacale esprime particolare preoccupazione per il dato sugli occupati (58,6%), e sottolinea: “si ripete sostanzialmente dalla scorsa primavera. Tra gli occupati, su base annua, crescono solo gli ultracinquantenni e calano tutte le altre fasce di età. Diminuisce l’occupazione femminile e quella dipendente. Cala la disoccupazione, ma solo a fronte dell’aumento degli inattivi e dell’esaurirsi dei tempi degli ammortizzatori sociali, e il dato sull’occupazione giovanile ristagna, ormai da troppo tempo, al 31,6%”.
Il futuro del Paese, e le rilevazioni di oggi lo dimostrano, ha bisogno di ingenti investimenti per la creazione di lavoro, a partire dalle infrastrutture materiali e immateriali. Purtroppo – conclude Scacchetti – la manovra economica del Governo non va in questa direzione: diminuiscono gli investimenti e si depotenziano le già esigue iniziative e misure in materia di politiche attive. Per questo il 9 febbraio saremo in piazza a Roma, insieme a Cisl e Uil, per un’importante manifestazione nazionale”.
Fonte: Ufficio Stampa Cgil

mercoledì 2 gennaio 2019

Pensioni: Ghiselli (Cgil), Governo convochi sindacati, necessario superare legge Fornero

“Nei prossimi giorni è prevista l’approvazione del decreto legge sulle pensioni e sarebbe un errore se il Governo procedesse, anche in questa circostanza, senza un preventivo confronto con le organizzazioni sindacali, ignorando le proposte che unitariamente abbiamo da tempo formulato”. Così il segretario nazionale della Cgil, Roberto Ghiselli.
“Se le anticipazioni fossero attendibili – aggiunge il dirigente sindacale – ci troveremmo di fronte ad una misura previdenziale temporanea, che si esaurirà in un triennio e che non potrà essere definita quota 100 perché il requisito dei 38 anni di contributi per l’anticipo pensionistico rimarrebbe vincolante a prescindere dall’età. Ma, soprattutto, non avrebbe nulla a che vedere con la “cancellazione” della legge Fornero che, al contrario, resterebbe in vigore integralmente e che, anche nei prossimi tre anni, non migliorerebbe le condizioni di gran parte delle persone, soprattuto per chi ha fatto lavori discontinui e gravosi, le donne, i lavoratori precoci”.
“Si sta parlando di misure, alcune anche condivisibili, – sottolinea Ghiselli – che comunque da sole non sono una riforma organica e socialmente sostenibile del sistema previdenziale italiano”.
“Voremmo inoltre capire – conclude il segretario nazionale della Cgil – se il decreto conterrà effettivamente la proroga dell’Ape sociale e di Opzione donna, e un intervento risolutivo per gli esodati. Rispetto all’ipotesi di un blocco dei 5 mesi di incremento dell’aspettativa di vita per le pensioni anticipate, se questa misura venisse accompagnata da un sistema di finestre d’uscita esteso anche a queste pensioni verrebbe annullato quasi del tutto il beneficio e sarebbe una ulteriore promessa non mantenuta”.
Fonte: Ufficio Stampa Cgil

lunedì 24 dicembre 2018

Manovra: Cgil, Cisl e Uil, pessima e recessiva, mortifica sviluppo, lavoro e fasce deboli

Una Legge di Bilancio sbagliata, miope, recessiva, che taglia ulteriormente su crescita e sviluppo, lavoro e pensioni, coesione e investimenti produttivi, negando al Paese, e in particolare alle sue aree più deboli, una prospettiva di rilancio economico e sociale . Per rispondere ad una impostazione di politica economica assolutamente sbagliata e che non recepisce le richieste della piattaforma unitaria, Cgil, Cisl e Uil sono pronte alla mobilitazione unitaria che culminerà con una grande manifestazioni nazionale a Gennaio ”.
È questo il duro giudizio che Cgil, Cisl e Uil esprimono in una nota unitaria sul Maxiemendamento approvato questa notte con voto di fiducia al Senato che, aggiungono “per le modalità della sua approvazione, rappresenta una grave lesione alla democrazia parlamentare”.
“Nel testo approvato da Palazzo Madama – scrivono Cgil, Cisl e Uil – non c’è il minimo sforzo per intercettare le urgenti e profonde necessità espresse dai territori, dal lavoro, dalle categorie più deboli.
Di fronte alle enormi difficoltà dei lavoratori, dei pensionati, dei disoccupati, dei giovani, si risponde con la logica assurda e incoerente delle spese correnti e dei tagli al capitale produttivo. Le

giovedì 20 dicembre 2018

Intesa Confapi e Cgil, Cisl, Uil sulle molestie e violenza nei luoghi di lavoro



E’ stato sottoscritto tra Confapi e Cgil, Cisl, Uil un’intesa in tema di molestie e violenza nei luoghi di lavoro.
Le Parti hanno ritenuto di cogliere quanto già indicato sul tema, a livello europeo, nell’Accordo del 2007 (facendo della traduzione parte integrante dell’Intesa), ed hanno convenuto, ritenendo quanto mai importante non solo condividere dei principi, ma indicare percorsi di intervento, modalità di gestione e strumento concreti, di corredare l’Intesa di un fac-simile di Dichiarazione nei riguardi della quale vi è l’impegno di farla sottoscrivere nelle diverse unità produttive, al fine di affermare in modo diffuso il contrasto alle molestie e violenza sul lavoro.
Riconoscendo congiuntamente il principio della dignità delle lavoratrici e dei lavoratori, nell’Intesa si precisa che ogni atto, comportamento, prassi che risultino violarla, saranno ritenuti inaccettabili.
Confapi e Cgil, Cisl, Uil, credendo fortemente nei valori espressi nell’Intesa, s’impegnano a darne un’ampia diffusione, a promuoverne l’applicazione, puntando, in primo luogo, ad aumentare la conoscenza del tema delle molestie e violenza sul lavoro e ad accrescere la consapevolezza.
La drammaticità del fenomeno e l’aumento della casistica enumerano eventi di molestie e violenza sia di natura fisica, psicologica e sessuale, in ormai contesti lavorativi sempre più diversificati, coinvolgendo le popolazioni lavorative a tutti i livelli e a tutte le età.
L’impegno concreto delle Parti nel non tollerare alcun comportamento riconducibile a molestia e violenza

mercoledì 19 dicembre 2018

Lavoro: Cgil, Cisl, Uil, ritirare emendamento taglio premi Inail

“Esprimiamo seria preoccupazione e contrarietà per la riduzione dei premi assicurativi all’Inail da parte delle imprese”. Così i segretari confederali di Cgil, Cisl, Uil Franco Martini, Angelo Colombini, Silvana Roseto commentano l’emendamento alla manovra, presentato al Senato, nel quale: “non si tiene conto che l’equilibrio finanziario nella gestione dell’Istituto deve contemporaneamente riguardare sia la revisione delle tariffe a favore delle imprese, che la qualificazione delle prestazioni a favore delle lavoratrici e dei lavoratori”.
Secondo le tre Confederazione “il nodo non è il riequilibrio delle tariffe, previsto anche dalla normativa vigente da attuare con cadenza triennale, la cui urgente attuazione è stata richiamata dalla recente intesa che abbiamo siglato con Confindustria il 12 dicembre scorso, ma è l’assenza dell’impegno sulla qualificazione delle prestazioni a favore delle lavoratrici e dei lavoratori”.
“Di questo obiettivo – denunciano Martini, Colombini, Roseto – non vi è traccia nella manovra, anzi lo stesso emendamento prevede addirittura che i 410 milioni di risparmi per le imprese vengano reperiti anche attraverso un taglio di 110 milioni agli interventi in materia di formazione”. “Ciò è ancor più grave, a poche ore dall’iniziativa promossa dall’Istituto, che ha rilanciato l’obiettivo del reinserimento lavorativo delle lavoratrici e dei lavoratori vittime di infortuni, obiettivo che – aggiungono – richiede un forte impegno dell’Inail nella formazione e nella ricerca”. “Per queste ragioni le Segreterie Nazionali di Cgil, Cisl, Uil chiedono il ritiro dell’emendamento e interventi coerenti con l’intesa Confindustria-sindacati in materia di salute e sicurezza sul lavoro”, concludo Martini, Colombini, Roseto.
Fonte: Ufficio Stampa Cgil

martedì 18 dicembre 2018

Migranti: Cgil, Cisl, Uil, per una corretta integrazione dare centralità a diritti umani e dignità lavoro

Quest’anno la Giornata internazionale dei migranti coincide con i settant’anni della Dichiarazione universale dei diritti umani dell’Onu. I principi enunciati di uguaglianza, libertà, dignità di tutti gli individui, il diritto al lavoro, all’istruzione indipendentemente da razza, colore, religione, sesso, lingua e opinione politica, contenuti in esso, costituiscono valori fondanti per la costruzione di un percorso civile di convivenza sociale tra diverse culture, in linea anche con i principi contenuti nella Convenzione internazionale sulla protezione dei diritti di tutti i lavoratori migranti e dei membri delle loro famiglie del 1990, purtroppo mai ratificata da uno Stato membro della Ue”. È quanto si legge in una nota di Cgil, Cisl, Uil.
La Giornata internazionale del migrante, proseguono le tre Confederazioni “è un’ulteriore occasione di riflessione sulla governance del fenomeno migratorio che riteniamo sia necessario affrontare proponendo necessarie politiche di integrazione ed inclusione sociale e il rispetto dei diritti umani ponendo al centro l’individuo e il lavoro, combattendo gli abusi e lo sfruttamento dei lavoratori immigrati”.
È illusorio governare il fenomeno migratorio, per sua natura globale, alzando muri e impedendo la libera circolazione delle persone. Noi crediamo fermamente – sottolineano Cgil, Cisl, Uil – che sia uno sbaglio non aver ancora ratificato il documento sul Global Compact a Marrakesh col quale si promuove una gestione sicura, ordinata e regolare dei flussi migratori internazionali

lunedì 17 dicembre 2018

Cop24: Cgil, altra occasione persa

Abbiamo perso un’altra preziosa occasione. L’adozione del Regolamento per l’attuazione dell’Accordo di Parigi e la dichiarazione di Slesia per la solidarietà e la giusta transizione sono elementi positivi, ma non sono assolutamente sufficienti”. Così la Cgil nazionale commenta gli esiti della ventiquattresima Convenzione delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici (Cop24 Unfccc), conclusasi a Katowice.
Dopo l’allarmante ‘Special Report on Global Warming of 1.5°C’ dell’Ipcc ci saremmo aspettati – prosegue la Confederazione – che, con senso di responsabilità, i governi avessero fatto quanto necessario per contenere l’incremento della temperatura entro 1.5°, a partire da un’azione concreta di revisione degli impegni volontari di riduzione delle emissioni”. Inoltre, la Cgil ritiene “estremamente grave che i diritti umani siano stati tagliati fuori dal regolamento. Quest’ultimo per essere efficace e sostenibile – spiega – ha bisogno di tenere insieme l’ambizione di 1.5°C, l’equità sociale, di genere e intergenerazionale, la giusta transizione, la sicurezza alimentare, la tutela dell’ecosistema e della biodiversità, la partecipazione e i diritti delle popolazioni indigene”.
La Confederazione ritiene “positiva” la decisione del segretario generale delle Nazioni Unite, António Guterres di convocare un vertice sul clima a settembre 2019 “così da rafforzare l’ambizione climatica e il sostegno finanziario ai Paesi in via di sviluppo”. “Crediamo, inoltre, che l’Italia abbia sottoscritto importanti dichiarazioni: quella di Slesia, dei paesi ambiziosi, e quella europea per rafforzare ed estendere il prezzo del carbonio, ma a tali atti devono seguire azioni concrete. Per questo, ci aspettiamo che il Governo apra un confronto con le parti sociali per discutere della giusta transizione e del piano clima-energia. 
Continueremo, nei prossimi mesi, con tutto il movimento sindacale e il movimento per il clima, una battaglia per un modello di sviluppo sostenibile, equo e in linea con l’obiettivo della riduzione delle emissioni di anidride carbonica”, conclude la Cgil.
Fonte: Ufficio Stampa Cgil

venerdì 14 dicembre 2018

Tim: Comunicato unitario su incontro del 13 dicembre

Nella giornata del 13 dicembre, è proseguito il confronto tra TIM, le Segreterie Nazionali SLC-CGIL, FISTEL-CISL, UILCOM-UIL e il Coordinamento Nazionale delle RSU sul tema ferie e permessi retribuiti (ef).Nella giornata del 13 dicembre, è proseguito il confronto tra TIM, le Segreterie Nazionali SLC-CGIL, FISTEL-CISL, UILCOM-UIL e il Coordinamento Nazionale delle RSU sul tema ferie e permessi retribuiti (ef).Il confronto, anche in virtù di quanto emerso dai lavori della commissione tecnica, ha potuto acquisire alcuni avanzamenti.Permangono tuttavia delle criticità che, se non superate, rischiano di compromettere l’esito della trattativa.Le organizzazioni sindacali confederali insieme al coordinamento, hanno sottolineato l’importanza di giungere ad una soluzione condivisa sulla tematica oggetto del confronto.L’azienda si è riservata ulteriori approfondimenti in merito.Resta inteso che in caso di non convergenza degli intenti, saranno valutate le eventuali iniziative da assumere.

Le Segreterie NazionaliL SLC CGIL - FISTEL CISL - UILCOM UIL

giovedì 13 dicembre 2018

Rai: Accordo Quadro su Politiche Attive e Pdr

Il giorno 13 dicembre 2018, presso Unindustria-Confindustria, Slc Cgil, Fistel Cisl, Uilcom Uil, Ugl Informazione, Libersind-ConfSal unitamente al Coordinamento Nazionale delle Rsu, hanno sottoscritto con Rai l’accordo che chiude uno dei capitoli fondamentali di rimando del CCL firmato il 28 febbraio 2018 - POLITICHE ATTIVE e l’accordo “provvisorio” sul PdR.
POLITICHE ATTIVE
L’accordo ha definito:
1. un percorso di stabilizzazione per i precari con contratti autonomi;
2. l’estensione delle tutele contro il licenziamento senza giusta causa per i lavoratori facenti parte del bacino A e B e in apprendistato assunti prima del 7 marzo 2015;
3. il ripristino dei facenti funzione dei livelli apicali nel corso del 2019/20;
4. il ripristino d’organico con l’istituzione di un Osservatorio per seguire e valutare il di-mensionamento produttivo e la piena utilizzazione del personale interno;
5. la previsione di selezioni mirate per tutte le figure professionali della produzione.
Vogliamo evidenziare che l’accordo ripristina tutele fondamentali a 1500 lavoratrici e la-voratori che in forza dell’entrata in vigore del Jobs Act le avevano perdute, ha avviato un percorso di stabilizzazione per i precari, agisce per mettere in sicurezza professionalità ed assetto produttivo