giovedì 16 gennaio 2020

Fisco e pensioni. Obiettivo giustizia

Le nostre lotte hanno prodotto i primi risultati, ma dobbiamo essere pronti a riempire le piazze se le nostre richieste non saranno accolte”. Così il segretario generale della Cgil, Maurizio Landini, si rivolge a lavoratori e pensionati, in un video messaggio, alla vigilia degli incontri con il governo su fisco e pensioni.
Le lotte e le mobilitazioni dello scorso anno – afferma il leader del sindacato di Corso d’Italia – cominciano a produrre i primi risultati. Domani avremo un incontro con il governo per cominciare a ridurre la tassazione sul lavoro dipendente, cioè aumentare il netto in busta paga dei lavoratori. È un inizio perché poi bisogna riformare in tempi rapidi tutto il sistema fiscale affinché anche i pensionati e tutti i lavoratori dipendenti paghino meno tasse, la lotta all’evasione fiscale diventi davvero una lotta senza quartiere, il principio della progressività – e cioè che chi più prende e più possiede più deve contribuire – diventi la regola fondamentale”.
Allo stesso tempo – prosegue Landini – il 27 gennaio partirà finalmente il confronto per cambiare la Legge Fornero, una legge sbagliata. Sarebbe da irresponsabili non cambiare una norma così iniqua e che ha creato tanti problemi. I giovani devono avere la certezza di una pensione nel futuro, le donne devono vedere riconosciute le loro differenze di genere e non pagare due volte per questo, i lavori più pesanti per loro natura devono portare le persone ad andare in pensione prima. Contemporaneamente c’è bisogno di avere una legge sulla non autosufficienza ed è venuto il momento di una rivalutazione delle pensioni”.
Questi – conclude il segretario generale della Cgil – sono i temi centrali che vogliamo affrontare e che sono la condizione per fare ripartire gli investimenti e ricostruire una solidarietà e una giustizia sociale nel nostro Paese. Se questi risultati arriveranno bene, se dovessimo trovare problemi preparatevi, perché come ci siamo mobilitati lo scorso anno, dobbiamo essere pronti a riempire le piazze anche quest’anno”.
Fonte: Ufficio Stampa Cgil

mercoledì 15 gennaio 2020

Cgil, solidarietà a Maria Grazia Mazzola

Maria Grazia Mazzola

Esprimiamo la nostra vicinanza e solidarietà a Maria Grazia Mazzola, giornalista del Tg1, vittima di un’aggressione mentre svolgeva nel 2018 in territorio pugliese un’inchiesta giornalistica”. Così il segretario confederale della Cgil, Giuseppe Massafra in una nota nel giorno che precede l’avvio, presso il Tribunale di Bari, dell’udienza preliminare per quei fatti nei confronti di Monica Laera, già condannata in via definitiva per associazione mafiosa.
Una vicenda – prosegue Massafra. – che ci ricorda l’importanza del giornalismo nella lotta contro ogni forma di illegalità, e la necessità di tutelare e dare sostegno ai tanti giornalisti che ogni giorno inseguendo la verità, ricostruendo vicende e fatti per informare i cittadini, rischiano la vita e subiscono minacce e aggressioni”.
Un allarme che spesso viene sottovalutato e che si leva solo davanti ai fatti più terribili, agli attentati, agli omicidi. Eppure – ricorda il segretario confederale della Cgil – la cronaca ci riferisce spesso delle piccole e grandi intimidazioni ai danni di reporter che se non collegati a grandi testate faticano a difendersi e a difendere le proprie inchieste. Per questo oggi – conclude Massafra – cogliamo l’occasione per ricordare l’importanza dell’attività giornalistica e anche quella di una stampa libera, pluralista, al servizio dell’informazione e dei cittadini, in quanto presidio fondamentale di legalità”.

Fonte: Ufficio Stampa Cgil

martedì 14 gennaio 2020

Pensioni: Cgil, Fondo integrativo non è risposta a giovani e donne. Su Quota 100 nostre previsioni corrette

È un grosso abbaglio pensare che la risposta previdenziale per giovani precari e donne possa essere un Fondo previdenziale integrativo pubblico a capitalizzazione”. Così il segretario confederale della Cgil Roberto Ghiselli commenta quanto affermato oggi dal Presidente dell’Inps, Pasquale Tridico in audizione alla Commissione Lavoro della Camera.
Chi ha un lavoro povero o precario – osserva il dirigente sindacale – non è nelle condizioni di versare contributi sufficienti per costruirsi una pensione pubblica, figuriamoci se avrà mai le disponibilità finanziarie per fare versamenti aggiuntivi per un Fondo integrativo”. “Dare una prospettiva dignitosa a questi lavoratori rappresenta una nostra priorità. Lo si può fare – prosegue Ghiselli – rafforzando la previdenza pubblica e valorizzando le posizioni previdenziali così da permettere anche ai giovani e alle donne occupati nelle attività più svantaggiate di avere una pensione dignitosa, quella che noi chiamiamo ‘pensione contributiva di garanzia’”. 
Anche l’idea di un Fondo integrativo pubblico, concorrente con i Fondi negoziali, la riteniamo sbagliata perché – spiega – la funzione dell’Inps non è quella di gestire risorse nel mercato finanziario. I Fondi negoziali esistenti, che hanno dato in questi anni ottimi risultati nella gestione

venerdì 10 gennaio 2020

Pensioni: Cgil, no a Quota 102 o ipotesi con contributi alti per uscita anticipata

Le ipotesi di riforma previdenziale che prevedono l’obbligo di avere un numero alto di contributi non possono essere accettate, come quella definita Quota 102, con 64 anni di età e 38 di contributi, ancor peggio se accompagnate dal ricalcolo contributivo di tutta la carriera lavorativa. Interventi simili non consentirebbero l’accesso alla pensione anticipata alla maggior parte delle persone, in particolare quelle più deboli sul mercato del lavoro, a partire da giovani e donne”. È quanto dichiara il segretario confederale della Cgil Roberto Ghiselli a proposito delle proposte per sostituire Quota 100, sperimentazione che si concluderà al termine del 2021.
Qualunque ipotesi di uscita anticipata, che per noi deve essere possibile dai 62 anni – sottolinea il dirigente sindacale – deve vedere un requisito contributivo che non superi i 20 anni e deve valorizzare previdenzialmente i periodi di lavoro discontinuo, povero, gravoso o di cura”. Per Ghiselli “solo in questo modo si può parlare alla reale platea del mondo del lavoro, quella di oggi e ancor più quella di domani, oltre a garantire l’uscita con 41 anni di contributi a prescindere dall’età”.
È quindi importante – conclude il segretario confederale – aprire immediatamente il tavolo tra Governo e sindacati sulla previdenza, che riteniamo debba partire dai contenuti della Piattaforma unitaria che il sindacato da tempo ha presentato all’Esecutivo”.
Fonte: Uffico Stampa Cgil

giovedì 9 gennaio 2020

Istat: Cgil, confermati ritardi nostro mercato del lavoro

“I dati apparentemente positivi, in particolare quelli relativi a giovani e donne, diffusi oggi dall’Istat, non devono sottacere i gravi ritardi del nostro mercato del lavoro”. Così la segretaria confederale della Cgil Tania Scacchetti commenta le ultime rilevazioni Istat su ‘occupati e disoccupati’.
Per la dirigente sindacale “la stima mensile non è sufficiente a dare significative indicazioni di tendenza. Quanto rilevato a novembre evidenzia una sostanziale stagnazione, così come il 2019”. “In Italia – prosegue Scacchetti – il lavoro è precario per più di 3 mln di persone; la disoccupazione continua, oramai da quasi dieci anni, ad essere il terzo tasso più alto d’Europa, dopo Spagna e Grecia; pesantissimo il divario di genere (gli uomini occupati sono il 70%, mentre le donne il 50%), drammatico quello territoriale (divario occupazionale Nord-Sud è di quasi il 30%, con alcune regioni settentrionali sopra il 75%, e alcune meridionali appena sopra il 40%. Tutto ciò con una marcata ripresa della CIG)”.
“Chiediamo quindi al Governo un’iniziativa più vigorosa, in cui il buon lavoro – aggiunge Scacchetti – diventi una priorità, un’ossessione. Vanno invertite quelle politiche che negli anni hanno generato precarietà, flessibilità, riduzione dei diritti, impedendo al Paese di crescere. Serve quindi un Piano del Lavoro, che crei occupazione attraverso il rilancio degli investimenti pubblici e privati. È necessario rafforzare ed estendere tutele e diritti a tutte le lavoratrici e i lavoratori così come proponiamo con la Carta dei diritti. Infine – conclude la segretaria confederale – occorre il riconoscimento della reale rappresentanza sindacale che metta fine ai contratti ‘pirata’, responsabili di dumping salariale”.
Fonte: Ufficio Stampa Cgil

martedì 7 gennaio 2020

Usa – Iran: Landini, Cgil ribadisce netto rifiuto a guerra e terrorismo

Un crimine di guerra. Un’esecuzione mirata e senza alcuna copertura giuridica internazionale. Un oltraggio al ruolo e alla responsabilità del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite, organo responsabile della pace e della sicurezza del pianeta, di cui gli Stati Uniti d’America sono membro permanente”. Così il segretario generale della Cgil, Maurizio Landini, definisce il raid americano realizzato all’alba del 3 gennaio scorso nei pressi dell’aeroporto di Baghdad.
L’amministrazione americana, anche in chiave strettamente elettorale – prosegue Landini – ha nuovamente applicato la sua dottrina unilaterale di ordine globale a difesa dei propri interessi strategici. Cosa che da anni sta avvenendo in tutto il Medio Oriente, dove potenze grandi e piccole competono per il controllo e lo sfruttamento delle risorse naturali ed energetiche determinando guerre, caos, violenze,

venerdì 20 dicembre 2019

Immigrazione: FDV Cgil, dati reali confutano luoghi comuni

Nel 2018 i lavoratori immigrati nel nostro Paese hanno rappresentato il 10% dell’occupazione totale (2mln 455mila), generando una ricchezza pari al 9% del Pil (139 mld di euro). Dal 2015 al 2018 i residenti stranieri sono aumentati di 240mila persone, mentre 446mila italiani hanno trasferito la propria residenza all’estero. Sono solo alcuni dei dati, contenuti nell’anticipazione del rapporto realizzato dalla Fondazione Di Vittorio che, come afferma il Presidente Fulvio Fammoni “cercano di confutare i tanti luoghi comuni: ‘gli immigrati ci rubano il lavoro e i nostri soldi’, ‘è in atto un’invasione’, e a riconoscere il loro contributo in termini demografici, economici, fiscali e occupazionali”. Una ricerca, che verrà presentata a gennaio prossimo, che nasce dall’esigenza prosegue Fammoni “di rappresentare la realtà” poiché, spiega “quando si fa leva sulle paure per avere consenso politico è difficile far prevalere il merito”.
‘Non è in atto nessuna invasione’. Di fronte ad una grave crisi demografica dovuta al prevalere delle morti sulle nascite e all’emigrazione dei cittadini italiani verso l’estero (460mila italiani dal 2015 al 2018 hanno ottenuto la residenza in un altro Paese, a fronte di 156mila rimpatri), l’aumento di 240mila residenti stranieri, nello stesso periodo, non rappresenta un’invasione, anzi. Solo grazie ad un’equilibrata politica

mercoledì 18 dicembre 2019

Fantasmi per legge

Sono quasi un milione i bambini nati nel nostro Paese da genitori stranieri. Frequentano le nostre scuole, sono amici dei nostri figli, ma non vengono considerati cittadini italiani. Un sit-in davanti a Montecitorio per essere visibili.
Marco ha quattordici anni, occhi a mandorla e uno spiccato accento romano. I suoi genitori gestiscono un ristorante cinese ma lui di cinese, a parte l’aspetto, non ha proprio nulla. Pechino, dove è nato suo padre, è un punto del mappamondo appoggiato in una mensola della sua cameretta, utile al ripasso della lezione di geografia del giorno dopo. Marco è uno dei tanti. Apolidi, invisibili, indesiderati: chiamateli come volete ma non pronunciate la parola “cittadini” perché per la legge italiana cittadini non sono. Eppure, nella scorsa legislatura, il semaforo sembrava finalmente illuminarsi di verde. Dopo l’approvazione alla Camera mancava solo l’ultimo passaggio al Senato. Andato puntualmente a vuoto.
E così siamo a ricominciare l’ennesimo gioco dell’oca, sulla pelle di questi ragazzi, discriminati dalla legge sulla cittadinanza e, più recentemente, dalle nuove disposizioni dei decreti sicurezza, che li rendono e li mantengono stranieri in questo loro, nostro Paese. Condannati a dipendere dai permessi di soggiorno dei genitori, dai tempi di attesa sempre più lunghi e da discriminazioni normative e accanimenti burocratici vissuti direttamente al raggiungimento dei diciotto anni e che

martedì 17 dicembre 2019

Energia: Cgil, sbagliato il mancato rinvio proroga liberalizzazione mercato. Parlamento ripristini con provvedimenti fine anno

La Cgil esprime profonda preoccupazione per il mancato rinvio della proroga della liberalizzazione del mercato dell’energia e chiede che venga al più presto ripristinata con i provvedimenti di fine anno.
“É sbagliato aver eliminato la proroga dello slittamento” afferma in una dichiarazione il Vicesegretario generale della Cgil, Vincenzo Colla. “Avevamo espresso apprezzamento per l’emendamento approvato in commissione bilancio che di fatto faceva slittare la fine del mercato tutelato al gennaio del 2022” fa osservare Colla, “ed ora, dopo il voto di fiducia al Senato sulla legge finanziaria si ritorna al termine del primo luglio 2020”.
Colla ritiene infatti che “non si possono obbligare 23 milioni di utenti -famiglie e piccole imprese- a passare al “Mercato libero”. Per la Cgil -afferma con forza il sindacalista- deve valere la volontarietà e soprattutto la convenienza economica del costo della bolletta”.
Da ciò l’auspicio espresso dal Vicesegretario generale della Cgil che, con i prossimi provvedimenti di fine anno in Parlamento, “si riesca a ripristinare il provvedimento di proroga, in modo da avere il tempo necessario a fornire a questa vastissima platea di utenti la corretta e completa informazione, ad individuare un chiaro meccanismo di funzionamento e, soprattutto, a garantire ai cittadini utenti la libertà di scelta”.
Fonte: Ufficio Stampa Cgil

lunedì 16 dicembre 2019

17 dicembre: Pensioni: Cgil, Cisl e Uil, terza giornata di mobilitazione a Roma

Una riforma fiscale a vantaggio dei lavoratori dipendenti e dei pensionati, la riduzione del fenomeno dell’evasione, la defiscalizzazione degli aumenti contrattuali, pubblici e privati; un’equa rivalutazione delle pensioni, un welfare più giusto ed una legge sulla non autosuffIcienza: saranno questi i temi al centro della terza manifestazione nazionale unitaria di Cgil, Cisl e Uil indetta per ‪martedì 17 dicembre‬, in ‪Piazza Santi Apostoli a Roma‬, ‪dalle 9.30 alle 12.30‬.
Dal palco, oltre alle testimonianze di lavoratori e pensionati, interverranno anche i segretari generali di Cgil e Uil, Maurizio Landini e Carmelo Barbagallo ed il segretario generale aggiunto della Cisl, Luigi Sbarra.
Fonte: Ufficio Stampa Cgil

venerdì 13 dicembre 2019

Asili: Cgil, garantire fin dalla nascita diritto a formazione e istruzione

Gli asili nido non sono un percorso educativo garantito ad ogni bambino, soprattutto se si nasce al Sud o nelle aree interne del Paese, e rispetto agli anni precedenti l’aumento dei posti disponibili è quasi inesistente, solo lo 0,3%”. Così il segretario confederale della Cgil Giuseppe Massafra commenta le rilevazioni diffuse questa mattina dall’Istat sull’offerta comunale di asili nido e altri servizi socio-educativi per la prima infanzia.
La manovra economica – sottolinea il dirigente sindacale – prevede risorse che le famiglie potranno utilizzare per usufruire degli asili nido, ma purtroppo non tutte potranno beneficiarne perché, come conferma l’Istat, in tante parti del Paese tali strutture non sono presenti”. Inoltre, denuncia Massafra: “non c’è alcun investimento aggiuntivo sul Fondo nazionale presso il ministero dell’Istruzione che invece dovrebbe sviluppare il sistema educativo da 0 a 6 anni, aumentando così anche la diffusione degli asili nido”.
Ribadiamo che garantire il nido a tutti i bambini e le bambine significa garantire il diritto universale alla formazione e all’istruzione fin dalla loro nascita. Si tratta di uno dei principali investimenti per prevenire la povertà educativa e dare futuro alle nuove generazioni, puntando sull’inclusione e sulla crescita culturale del nostro Paese”, conclude Massafra.
Fonte: Ufficio Stampa Cgil

giovedì 12 dicembre 2019

Lavoro: Cgil, Cisl, Uil, 12 dicembre seconda giornata di mobilitazione a Roma

Per il rinnovo dei contratti pubblici e privati, per il superamento dei contratti pirata, per una riforma e un piano di assunzioni nella Pubblica Amministrazione, il 12 dicembre Cgil, Cisl, Uil saranno di nuovo in piazza Santi Apostoli a Roma, a partire dalle ore 9.30, per il secondo appuntamento della mobilitazione nazionale per il lavoro, dopo quello di ieri (10 dicembre) sulle crisi industriali.
I protagonisti della manifestazione assemblea saranno le lavoratrici e i lavoratori che racconteranno la loro condizione, i loro problemi, e avanzeranno le loro proposte: dai settori della scuola e della ricerca, alla sanità, alla pubblica amministrazione. Dal palco inoltre interverranno anche i segretari generali di Cisl e Uil Annamaria Furlan e Carmelo Barbagallo, e la segretaria confederale della Cgil Tania Scacchetti.
Intanto, in tutta Italia proseguono iniziative, attivi e presidi nei luoghi di lavoro e nei territori. Terzo e ultimo appuntamento nazionale martedì 17 dicembre a Piazza Santi Apostoli sui temi dello stato sociale, la rivalutazione delle pensioni, la riforma fiscale e la legge sulla non autosufficienza. Prevista la partecipazione dei segretari generali delle tre Confederazioni.
Fonte: Ufficio Stampa Cgil

mercoledì 11 dicembre 2019

Amianto: Cgil, Cisl e Uil, diamo voce alle 3mila vittime che muoiono ogni anno. Parlamento e governo diano risposte precise e immediate

Ogni anno ci sono oltre 3mila decessi a causa dell’amianto. I malati per mesotelioma sono classificati dal ReNaM (Registro Nazionale Mesotelioma) per il 70% per causa lavorativa diretta e per un altro 10% per causa lavorativa indiretta, cioè per esposizione ambientale o familiare (VI Rapporto ReNaM).
I sindacati e le associazioni rivendicano un’azione più efficace, continua e strutturata da parte di tutte le istituzioni. Ci sono interventi immediati che non comportano spese aggiuntive per le finanze dello Stato e non trovano la dovuta attenzione da parte del Governo e del Parlamento.
Gli assegni assistenziali per i malati di mesotelioma, pur a fronte delle disponibilità di cassa del Fondo per le Vittime dell’Amianto (FVA), sono fermi a 5.600 euro di una tantum, pur avendo avanzata la richiesta, senza oneri aggiuntivi per la finanza pubblica, di portarli a 10.000 euro a partire dal 01.01.2020 e con il conguaglio a 10.000 euro per quei cittadini che dal 01.01.2015 hanno percepito solo 5.600 euro.
Il numero delle aziende che chiedono i contributi per la bonifica dell’amianto è circa tre/quattro volte superiore al numero di quelle che sono accettate dai bandi ISI (Incentivi di Sostegno alle

martedì 10 dicembre 2019

Biotestamento: Cgil, grande conquista civile

“Finalmente una buona notizia. 
La firma del decreto sulla banca dati nazionale per le Disposizioni Anticipate di Trattamento (Dat), da parte del Ministro Speranza, è una grande conquista civile, risultato anche della lunga battaglia portata avanti dalla Cgil per la dignità, la libertà e l’autodeterminazione della persona nella fase finale della vita”. 
Così la segretaria confederale della Cgil Rossana Dettori.
Seppure due anni dopo l’approvazione della legge sul biotestamento, il decreto istitutivo della DAT darà piena attuazione ad una legge che renderà i cittadini più liberi”, conclude la dirigente sindacale.
Fonte: Ufficio Stampa Cgil

venerdì 6 dicembre 2019

Salute: Cgil, Cisl, Uil, avviare confronto per attuazione Patto

“Il Patto per la Salute deve essere uno strumento finalizzato a ristabilire il rispetto del diritto alla salute e alle cure dei cittadini, su tutto il territorio nazionale, come previsto dalla Costituzione”. Così in una nota Cgil, Cisl e Uil a seguito dell’incontro con il Ministro della Salute Roberto Speranza.
Per le tre Confederazione “è importante il finanziamento pluriennale, così come previsto nella legge di Bilancio”, anche se “resta, tuttavia, sottodimensionato il Fabbisogno Sanitario Nazionale, va quindi progressivamente adeguato”. “Un segnale positivo è rappresentato – proseguono Cgil, Cisl e Uil – dal finanziamento aggiuntivo dedicato finalmente all’abolizione del superticket”.
Per il cosiddetto ‘Cantiere di attuazione del Patto’, Cgil, Cisl e Uil propongono alcuni temi che chiedono di “affrontare nel corso di specifici tavoli aperti anche alla partecipazione dei sindacati”. Tra le questioni poste dalle organizzazioni sindacali: i LEA; le assunzioni; lo sviluppo delle reti socio-sanitarie integrate territoriali; la non autosufficienza; la prevenzione e promozione della salute. Ulteriori argomenti di confronto dovranno essere: il piano di investimenti per l’edilizia, l’ammodernamento tecnologico e l’HTA; la ricerca; la partecipazione dei cittadini.
“Oltre alla stipula del Patto per la Salute dovrà essere assicurato quindi un confronto sulle assunzioni e sul rafforzamento delle relazioni sindacali partecipative volte ad evitare improprie invasioni di campo sulla materia contrattuale. Vanno individuati sia a livello nazionale, con un preciso impegno del Ministro della Salute e, auspicabilmente, della Conferenza delle Regioni, sia a livello territoriale, appositi luoghi e modalità di confronto permanente e di partecipazione democratica, in cui – concludono Cgil, Cisl e Uil – si possa esercitare, accanto a quella doverosa delle Istituzioni, la responsabilità dei cittadini e delle forze sociali di rappresentanza”.
Leggi la nota unitaria: ‘Valutazione sul nuovo Patto per la Salute’, clicca qui
Fonte: Ufficio Stampa Cgil