venerdì 9 luglio 2021

Cgil, necessaria una legge quadro per affrontare e gestire emergenze e ricostruzioni

L’Italia è un Paese fragile e tale condizione è cosa nota. Eppure non è stata mai attuata una strategia di prevenzione e ancora non abbiamo una legge quadro per affrontare e gestire le emergenze e le ricostruzioni. Per questo la Cgil ha presentato quest’oggi le “Proposte per una legge quadro per la riduzione dell’impatto delle calamità naturali, per la qualità delle ricostruzioni, per la salvaguardia dai rischi”. L’occasione è stata l’iniziativa svoltasi presso l’università dell’Aquila, che ha visto, tra gli altri, la partecipazione del segretario generale della Cgil, Maurizio Landini.

Per la Confederazione “una legge quadro è fondamentale per avere un modello organico di intervento che eviti procedure differenziate, per garantire diritti uguali ai cittadini e velocità negli interventi. È necessaria – prosegue – per affrontare sia la fase straordinaria di criticità, sia le fasi di ricostruzione e rilancio, fornendo principi su cui fondare l’azione pubblica anche in una prospettiva di riduzione dei divari sociali e spaziali”. “Una legge quadro – spiega ancora la Cgil – deve affrontare diverse questioni. Dal tema della governance, a quello degli appalti di servizi, alle misure per evitare delocalizzazioni delle imprese e sostenere lo sviluppo territoriale socio-economico, alla legalità, trasparenza e sicurezza”.

Per ridare priorità alle persone, all’ambiente, al territorio occorre cambiare il nostro modello di sviluppo, curare le fragilità e le bellezze del nostro Paese. Curare vuol dire fare una grande opera di prevenzione, sia dal rischio sismico che da quello idrogeologico. É necessario – conclude la Cgil – un grande ‘progetto nazionale’, come già proposto nel nostro Piano del Lavoro, che affronti le emergenze e punti sulla manutenzione del territorio, creando così lavoro e generando processi di riduzione delle disuguale e di inclusione sociale in un’ottica di sviluppo sostenibile del Paese”.

→ Il documento con le proposte

→ La relazione introduttiva di Laura Mariani 

Fonte: Ufficio Stampa Cgil

giovedì 8 luglio 2021

Non Autosufficienza: Cgil, Cisl, Uil, necessaria una legge nazionale

Apprezziamo l’iniziativa del Ministro Orlando volta a sollecitare azioni congiunte tra il suo Ministero e il Ministero della Salute al fine di predisporre in tempi brevi un disegno di legge che affronti le questioni sociali e sanitarie legate alla non autosufficienza”. È quanto dichiarano i segretari confederali di Cgil, Cisl e Uil Rossana Dettori, Andrea Cuccello e Domenico Proietti. 
Da anni – si legge nella nota – Cgil, Cisl e Uil si battono per dotare il nostro Paese di una legge sulla non autosufficienza, tema oggetto di numerosi confronti con i Ministeri, i Gruppi parlamentari e la Conferenza delle Regioni”. 
Una legge necessaria da approvare entro l’anno – ribadiscono in conclusione Dettori, Cuccello e Proietti – incardinata nei progetti approvati del PNRR, cornice indispensabile per rispondere ai bisogni delle persone disabili e non autosufficienti nell’ottica del pieno sviluppo dell’assistenza domiciliare e a garanzia delle cure e del sostegno alle famiglie”. 
Fonte: Uffico Stampa Cgil

mercoledì 7 luglio 2021

Alleanza contro la Povertà: presentate a Ministro Orlando richieste di modifica RdC

Il Reddito di Cittadinanza ha costituito un importante argine al diffondersi della povertà, ma deve essere aggiornato per rispondere a vecchi e nuovi bisogni. Occorre ampliare la platea dei beneficiari; investire nei percorsi di inclusione sociale e lavorativa; superare la trappola della povertà”. Sono queste le richieste di modifica al RdC presentate ieri al Ministro Orlando dall’Alleanza contro la Povertà dopo i primi risultati della ricerca che sta svolgendo il cartello di soggetti sociali, tra cui la Cgil, e che sarà terminata il prossimo autunno. → Primi risultati ricerca

Per l’Alleanza, come si legge nel documento consegnato al Ministro e nel comunicato stampa è necessario migliorare l’efficacia della misura “superando penalizzazioni per le famiglie numerose con figli minori e quelle composte da stranieri” e intervenire sui percorsi di inclusione sociale, “implementandoli attraverso l’analisi preliminare per la presa in carico multidimensionale dei beneficiari”, e sui percorsi di inclusione lavorativa, che vanno rafforzati per affrontare l’impatto della pandemia.

Evitare la trappola di povertà nel Reddito di Cittadinanza” è l’ultimo punto affrontato nel documento, in cui si chiede di “favorire un adeguato sostegno economico che permetta di fuoriuscire da una condizione di povertà con la progressiva emancipazione per chi ha redditi bassi e irregolari” e di “garantire nel medio periodo il cumulo tra reddito da lavoro e beneficio di RdC”.

Fonte: Ufficio Stampa Cgil


Fisco: Cgil, Cisl e Uil su documento conclusivo dell’indagine conoscitiva su riforma Irpef

Cgil, Cisl e Uil giudicano non rispondente alle reali esigenze di una vera, equa e giusta riforma fiscale il Documento conclusivo dell’indagine conoscitiva sulla riforma dell’Irpef delle Commissioni Finanze della Camera e del Senato. Il Documento non affronta in maniera efficace il tema della lotta all’evasione fiscale che vede l’Italia maglia nera in Europa” così in una nota Gianna Fracassi, Vice Segretaria generale Cgil, Giulio Romani, Segretario Confederale Cisl e Domenico Proietti, Segretario Confederale Uil.

Una svolta nella lotta all’evasione fiscale – spiegano – è propedeutica ad ogni ipotesi di riforma dell’Irpef e dell’intero sistema tributario. La riforma fiscale deve avere come primo obiettivo il taglio delle tasse ai lavoratori dipendenti e pensionati che sono i soggetti a più alta fedeltà fiscale”.

La riforma dell’Irpef per Cgil, Cisl e Uil – fanno sapere Fracassi, Romani e Proietti – deve essere fondata su un ampliamento della base imponibile e sulla strutturazione di un’imposta pienamente progressiva dai redditi più bassi ai più elevati. La leva fiscale, insieme alle politiche sociali ed economiche, deve essere utilizzata anche per colmare le diseguaglianze di ricchezza che hanno raggiunto dimensioni preoccupanti nel nostro Paese. Le spese fiscali – aggiungono i dirigenti sindacali – devono essere rimodulate verificandone la reale efficacia, tutelando quelle di rilevanza sociale ed eliminando quelle ambientalmente “dannose”. La trasformazione degli strumenti tributari locali deve avvenire in invarianza di gettito. Siamo contrari all’abolizione dell’IRAP. Sarebbe un errore gravissimo portare la tassazione delle rendite finanziarie al di sotto del 26% come sembra trasparire dal Documento”.

Per Cgil, Cisl e Uil “la riforma fiscale deve avere un riferimento europeo ed internazionale. A riguardo il Governo deve sviluppare un’azione per arrivare ad una vera e propria Unione fiscale europea. Sull’insieme di questi temi – concludono Fracassi, Romani e Proietti – Cgil, Cisl e Uil chiedono al Presidente Draghi di aprire un Tavolo di discussione su un tema che è decisivo per la ricostruzione economica, sociale e civile del Paese”.

Fonte: Ufficio Stampa Cgil

martedì 6 luglio 2021

Ddl Zan: Gallittu (Cgil), approvare testo Camera senza passi indietro

“L’epilogo della discussione avvenuta ieri sul disegno di legge di contrasto all’omolesbobitransfobia, al sessismo e all’abilismo va nella direzione che indichiamo fin dall’approvazione del Ddl alla Camera: nessun compromesso al ribasso, nessun passo indietro è possibile rispetto al testo licenziato da Montecitorio, e il 13 luglio in Senato ci si assumerà la responsabilità di approvarlo o respingerlo. Per quella data sono previsti presidi di piazza a cui la Cgil parteciperà”. È quanto dichiara il responsabile Ufficio Nuovi diritti della Cgil nazionale, Sandro Gallittu.

Per il dirigente sindacale “ciò che nelle ultime settimane è stato presentato come un tentativo di compromesso ha nascosto in realtà, da sempre, la volontà di snaturare completamente la legge o di affossarla. Nessun compromesso è possibile – sottolinea – rispetto all’inaccettabile strumentalizzazione della definizione di ‘identità di genere’ assolutamente inequivocabile e adottata unanimemente nei trattati internazionali, in norme interne, in sentenze delle Corti di Giustizia, della Corte di Cassazione e della Corte Costituzionale. La chiara volontà è quella di lasciar prive di tutela le persone trans, non binarie e gender non conforming, le più esposte a violenze e discriminazioni a partire dal lavoro, e di dividere la comunità tra beneficiari di un testo drasticamente privato del suo significato e chi ne rimarrebbe ancora una volta totalmente escluso”.

Anche il tentativo di recupero delle definizioni di ‘omofobia’ e ‘transfobia’, valide in un dibattito culturale ma non come definizioni di legge – aggiunge – risponde a quella finalità, perché più volte è stata segnalata da fonti autorevoli la potenziale incostituzionalità di quelle definizioni in campo penale in quanto mancanti della ‘determinatezza’ tassativamente prevista per le norme penali”.

Inoltre per il responsabile Ufficio Nuovi diritti della Cgil “nessun compromesso è possibile rispetto all’introduzione nelle scuole della ‘Giornata contro l’omolesbobitransfobia’, unico timido segnale della presa d’atto della necessità di utilizzare la leva culturale e di educazione al rispetto delle differenze per contrastare i crimini d’odio”.

“Ribadiamo forte e chiaro quanto in più occasioni affermato: approviamo la legge Zan nel testo licenziato dalla Camera e senza nessun passo indietro”, conclude Gallittu.

Fonte: Ufficio Stampa Cgil


mercoledì 30 giugno 2021

Appalti: Cgil, Cisl e Uil, pieno sostegno allo sciopero del 30 giugno nei settori elettrico, gas e rifiuti contro gli appalti che precarizzano il lavoro

In questi mesi Cgil, Cisl e Uil hanno posto più volte l’attenzione sulle conseguenze occupazionali dell’applicazione dell’articolo 177 del Codice dei contratti pubblici: un provvedimento che, a partire dal prossimo anno, obbligherà le imprese che gestiscono in concessione settori strategici come il gas, l’elettrico ed i rifiuti ad esternalizzare l’80% delle attività con conseguenze sociali e ricadute occupazionali pesantissime”. Lo dichiarano in una nota unitaria i segretari confederali di Cgil, Cisl, Uil Emilio Miceli, Andrea Cuccello e Tiziana Bocchi.

A queste ricadute – spiegano i tre sindacalisti – si aggiungerebbero inevitabilmente disservizi nella gestione di servizi essenziali. Abbiamo proposto di modificare radicalmente l’articolo per evitare queste ripercussioni senza aver avuto finora l’attenzione necessaria da parte delle Istituzioni: queste sono le ragioni che hanno spinto le nostre federazioni di categoria ad indire lo sciopero di oggi, 30 giugno. Il sostegno pieno allo sciopero delle tre Confederazioni – proseguono – si poggia sulla necessità di evitare che si generi precarietà attraverso la moltiplicazione degli appalti in questi settori, nonché per garantire, in vista dell’attuazione del PNRR, un sistema di gestione dei servizi a rilevanza economica più solido e non frammentato come emergerebbe all’indomani dell’applicazione dell’articolo 177”.

Miceli, Cuccello e Bocchi fanno appello al Governo e, in particolare, ai Ministri competenti affinché “si possa trovare la necessaria soluzione ad un tema dirimente per le politiche di sviluppo del Paese: l’immobilismo su questo fronte sarebbe un pessimo segnale per tutto il mondo del lavoro e un arretramento su settori strategici che pagheremmo caramente nei prossimi anni”, concludono.

Fonte: Ufficio Stampa Cgil

martedì 29 giugno 2021

Lavoro: Landini, c’è accordo su licenziamenti, ora confronto su riforme

L’intesa raggiunta a Palazzo Chigi tra sindacati e governo sui licenziamenti “mi sembra un risultato importante, che risponde alla mobilitazione che c’è stata sabato: avevamo detto che uniti avremmo portato avanti l’iniziativa fino al risultato e oggi il risultato c’è, perché dal primo di luglio, oltre al blocco selettivo del tessile, l’impegno è quello di utilizzare prima la cassa ordinaria, gli strumenti, laddove ci fossero problemi organizzativi per ricorrere ai licenziamenti”. Così il segretario generale della Cgil Maurizio Landini al termine dell’incontro a Palazzo Chigi durato quasi sette ore.

Questo è un fatto importante – prosegue – perché vuol dire mettere al centro la difesa del lavoro e avviare un processo di confronto, di merito. In questa dichiarazione firmata pochi minuti fa è previsto anche l’impegno, nei prossimi giorni, per avviare il confronto per la riforma degli ammortizzatori sociali, per le politiche attive e per la formazione. L’impegno del governo è anche ad affrontare gli altri temi di riforme fondamentali che devono essere realizzate, perché è necessario che il mondo del lavoro sia coinvolto nei cambiamenti e nelle scelte da fare in questo paese. Oggi – ha concluso Landini – è una giornata davvero importante, credo che l’unità delle sigle sindacali abbia prodotto un risultato non solo per i lavoratori ma per l’intero Paese”.

Fonte: Ufficio Stampa Cgil

venerdì 25 giugno 2021

Fisco: Cgil, Cisl, Uil, riforma non potrà prescindere da confronto con sindacati

“Se le direttrici della riforma fiscale fossero quelle emerse dall’anticipazione delle conclusioni dell’indagine conoscitiva delle commissioni di Camera e Senato, sarebbero poco rispondenti alle necessità di una riforma fiscale equa e giusta”. Lo affermano in una nota unitaria la vicesegretaria generale della Cgil, Gianna Fracassi, e i segretari confederali di Cisl e Uil Giulio Romani e Domenico Proietti.

L’Irpef – sottolineano i tre dirigenti sindacali – va riformata attraverso una diminuzione delle tasse per lavoratori dipendenti e pensionati, che da soli versano oltre il 90% del gettito netto, ed un ampliamento della base imponibile”. Fracassi, Romani e Proietti aggiungono che “Il regime dei forfait va ridiscusso; sarebbe sbagliato ridurre le imposte sulle rendite finanziarie”, e che “occorre contemporaneamente attuare una svolta epocale nella lotta all’evasione per recuperare i 110 miliardi che vengono sottratti alla collettività ogni anno e che rappresentano la via prioritaria per rafforzare le politiche pubbliche”.

Abbiamo da tempo presentato una piattaforma in cui chiediamo una riforma complessiva del sistema fiscale che ripristini l’equità. Le mobilitazioni del 26 giugno prossimo a Torino, Firenze e Bari – concludono Fracassi, Romani, Proietti – saranno l’occasione anche per rilanciare la piattaforma e ribadire che la riforma del fisco non può prescindere da un confronto con i sindacati che il Governo deve al più presto avviare”.

Fonte: Ufficio Stampa Cgil


giovedì 24 giugno 2021

Poste Italiane: Landini, firma rinnovo contratto notizia molto positiva

La firma dell’ipotesi di accordo per il rinnovo del contratto collettivo di lavoro del Gruppo Poste Italiane, da parte dei sindacati di categoria, è una notizia molto positiva per le lavoratrici e i lavoratori del settore”. Così il segretario generale della Cgil, Maurizio Landini, commenta l’accordo raggiunto. 

Il riconoscimento di un aumento economico complessivo mensile medio di 110 euro, con un importo una tantum di 1700 euro a copertura del periodo di vacanza contrattuale, – sottolinea il leader della Cgil – è una risposta importante alle giuste attese delle lavoratrici e dei lavoratori che, anche nelle fasi più drammatiche della pandemia, hanno contribuito con il proprio lavoro alla coesione del Paese”. 

E’ Inoltre importante – aggiunge Landini – che non ci sia stato nessuno scambio tra aumenti salariali e diritti normativi ritenuti da noi indisponibili. Come pure è importante che l’intesa preveda l’avvio di un confronto tra le parti per la sperimentazione e la definizione di modelli che favoriscano la partecipazione delle lavoratrici e dei lavoratori alle decisioni aziendali”. 

“La conclusione positiva del rinnovo contrattuale – prosegue il segretario generale della Cgil – può aiutare, inoltre, a far crescere ulteriormente il ruolo che Poste Italiane potrà avere nei prossimi anni per aiutare lo sviluppo del Paese. Puntando, innanzitutto, a diventare leader nel settore della logistica”. 

“Nei prossimi giorni – conclude Landini – nelle assemblee inizierà la consultazione delle lavoratrici e dei lavoratori ai quali spetta come sempre l’ultima parola prima della firma definitiva del contratto”.

Fonte: Ufficio Stampa Cgil

mercoledì 23 giugno 2021

G20 Italia 2021: Landini interviene al Labour and Employment Ministerial Meeting

On.li Ministri, Gentili partecipanti,
è un onore per me intervenire a nome delle Confederazioni sindacali italiane CGIL CISL UIL, che presiedono il Labour20, in questa importante sede decisionale e di confronto. Il G20 affronta quest’anno una sfida inedita alla sua capacità di offrire leadership globale: la pandemia. Essa ha causato la morte di milioni di persone e messo a dura prova i nostri sistemi sanitari e di protezione sociale, determinato una crisi economica e sociale senza precedenti, ed esacerbato tutte quelle disuguaglianze, che già erano cresciute a causa di precedenti politiche economiche e sociali neoliberali e di austerità. Dopo più di anno dal suo scoppio, in quanto L20, possiamo affermare con orgoglio che le lavoratrici e i lavoratori in tutto il mondo hanno fornito il contribuito più decisivo alla lotta al Covid-19 e garantito il funzionamento dei servizi e delle attività produttive; tuttavia essi hanno anche subito gravi perdite di occupazione e peggioramento delle loro condizioni di lavoro e del rispetto dei loro diritti, a partire da quello alla salute e sicurezza sul lavoro e tali effetti sarebbero stati ancora più pesanti senza il ruolo svolto dalle parti sociali insieme alle istituzioni.
Dove ha funzionato il dialogo sociale, sono stati minori gli effetti della pandemia e la gestione della crisi è stata più efficace. In un momento come questo, non posso quindi che incoraggiare le istituzioni al rispetto delle parti sociali e del sindacato in particolare e a un rafforzamento dei meccanismi di contrattazione collettiva e della libertà sindacale, diritti universali che non possono in alcun modo

Pnrr: Cgil, dovrà diventare ‘progetto Paese’. Fondamentale coinvolgimento parti sociali

È il momento di affrontare le sfide, a partire dalla riduzione delle disuguaglianze sociali e territoriali, e di misurarci con la riconversione verde e con la digitalizzazione, finalizzando gli investimenti alla creazione di occupazione e alla sua tutela, soprattutto per giovani e donne e nel Mezzogiorno. Il Piano di ripresa e resilienza, appena approvato dalla Commissione europea, non dovrà mai perdere di vista questi obiettivi, solo così si potrà tornare a parlare di crescita e sviluppo e si potrà ricomporre quella frattura sociale ed economica ampliata dalla pandemia”. Così la Cgil Nazionale in una nota.

Questo piano – sottolinea la Confederazione – non dovrà essere solo una sommatoria di progetti, dovrà diventare il ‘progetto Paese’, con un rafforzato protagonismo dello Stato. Il nostro metro di giudizio per valutarlo sarà il lavoro: sul versante della quantità, della qualità, del contrasto alla precarietà, della capacità di tenuta e di protezione, a partire da un sistema universale di diritti, tutele e di formazione”.

Per il sindacato guidato da Maurizio Landini “questo ambizioso piano di investimenti e di riforme potrà essere realizzato solo se il Governo coinvolgerà preventivamente le parti sociali. Ad oggi il processo di partecipazione dei sindacati è gravemente insufficiente, per garantire coesione sociale va rafforzata la partecipazione a tutti i livelli sia nazionale che territoriale. Per questo – conclude la Cgil – abbiamo chiesto insieme a Cisl e Uil  di cambiare il decreto legge che definisce il la governance del Pnrr”.
Fonte: Ufficio Stampa Cgil

martedì 22 giugno 2021

Ddl Zan: Cgil, grave tentativo di interferenza su prerogative e laicità dello Stato

Apprendiamo con stupore da indiscrezioni giornalistiche che la Segreteria di Stato del Vaticano ha presentato richiesta allo Stato italiano di modificare il DDL Zan in discussione in Senato. Un tentativo di interferenza che respingiamo con forza, ispirato, come è evidente, da una netta contrarietà di stampo confessionale alla legge di contrasto all’LGBT+ fobia”. È quanto dichiara la Cgil nazionale.
La richiesta, espressa e veicolata attraverso le vie ufficiali, di modifica ad una legge attualmente in discussione in ragione di una presunta violazione del Concordato è un fatto grave, mai verificatosi nella storia della Repubblica”, sostiene la Confederazione.
Riteniamo che l’ennesimo attacco alla laicità delle nostre istituzioni, che si traduce ancora una volta in un tentativo di limitazione della libertà delle persone, vada respinto nei fatti con l’approvazione immediata del disegno di legge – conclude la Cgil – e senza alcuna variazione né alcuna soluzione di finto compromesso”.
Fonte: Ufficio Stampa Cgil

venerdì 18 giugno 2021

Landini, morte sindacalista fatto gravissimo e inaccettabile, bene rispondere subito con sciopero

La morte di un sindacalista, investito durante un presidio sindacale, è un fatto gravissimo, inaccettabile, sul quale è necessario fare presto piena luce. E bene hanno fatto le organizzazioni sindacali confederali e di categoria territoriali a rispondere e reagire subito, proclamando immediatamente lo sciopero per oggi, domani e dopodomani di tutti i dipendenti del sito”. Così il segretario generale della Cgil Maurizio Landini, commenta quanto accaduto questa mattina di fronte ai cancelli di un magazzino di Biandrate, vicino a Novara. 

In questo momento, il mio primo pensiero – aggiunge il leader della Cgil – va alla famiglia di Adil Belakhdim, alla quale esprimo cordoglio e vicinanza. Nella logistica si stanno verificando troppi episodi d’intimidazione e di violenza, che mettono seriamente in discussione le libertà sindacali. E questo avviene in un settore, dove anche per effetto del ricorso ad appalti e sub appalti, e dell’applicazione di contratti pirata, i diritti e le tutele fondamentali dei lavoratori sono continuamente calpestati, in un clima spesso da Far West”.   

Servono, anche a livello istituzionale, – prosegue Landini – risposte e interventi immediati, per ripristinare legalità e diritti in un settore dove spesso sono ignorati. Inoltre, non è più rinviabile una legge sulla rappresentanza per porre fine all’utilizzo di contratti pirata e garantire a tutti i lavoratori diritti e tutele, a partire dalle libertà sindacali”. 

Sabato 26 giugno, insieme a Cisl e Uil – conclude il segretario generale della Cgil – saremo in piazza a Torino, Firenze e Bari, per chiedere la proroga del blocco dei licenziamenti per tutti i lavoratori, ma anche per rivendicare diritti, tutele, sicurezza e libertà sindacali per tutte le lavoratrici e i lavoratori, a partire da quelli della logistica”.

Fonte: Ufficio Stampa Cgil

giovedì 17 giugno 2021

Dl Semplificazioni: Cgil, governance va rafforzata per garantire coesione sociale

Un decreto di straordinaria complessità e importanza, che dovrà riuscire a coniugare i temi del Piano di ripresa e resilienza, a partire dalle due grandi transizioni ambientale e digitale, con la tutela e la creazione di lavoro. È necessaria la rapidità, ma accelerare non può significare deregolare e creare vulnus di partecipazione”. Così la vice segretaria generale della Cgil, Gianna Fracassi, oggi in audizione alla Camera su dl Semplificazioni e governance.

Per la dirigente sindacale “la governance va rafforzata per garantire coesione sociale”, e la principale criticità è che “il processo di partecipazione delle parti sociali è gravemente insufficiente. Pensiamo vada subito rivisto, considerati gli impatti, diretti e indiretti, che il Pnnr avrà sul lavoro. Per questo con Cisl e Uil abbiamo inviato un documento alla Presidenza del Consiglio”. Inoltre, sempre sul tema governance Fracassi propone di “rafforzare il rapporto con la Cabina di Regia, prevedendo una fase di consultazione preventiva sia sulle riforme sia sugli investimenti; istituire tavoli di confronto permanenti nei singoli Ministeri; definire il livello di confronto debba realizzarsi sui territori, visto che almeno 87 miliardi saranno finalizzati dagli enti locali”.

Di fronte ad un investimento così imponente per il Paese – avverte Fracassi – andrebbero rafforzati i controlli per contrastare la criminalità organizzata”. “Grazie all’iniziativa delle organizzazioni sindacali – afferma – si è evitata la disarticolazione del Codice degli appalti. Ora rileviamo dei punti di condivisione, dalla cancellazione del massimo ribasso ad analoghi trattamenti economici, nel rispetto dei ccnl, tra lavoratori in subappalto e appalto principale. Restano aperte però alcune questioni dall’innalzamento delle soglie per gli affidamenti diretti, al potenziamento dell’Anac, alla qualificazione e riduzione delle stazioni appaltanti, alla clausola occupazionale”.

In particolare, secondo la dirigente sindacale “per la creazione di lavoro femminile e giovanile gli obiettivi vanno rafforzati così come le condizionalità. Il decreto legge nel suo complesso dovrà essere coerente agli obiettivi definiti con l’Unione Europea a partire dal ‘non fare danni significativi all’ambiente’ ed evitare di riproporre vecchie ricette che, in passato, non solo non hanno accelerato gli investimenti, ma addirittura li hanno rallentati”, conclude Fracassi.

Fonte: Ufficio Stampa Cgil