giovedì 13 maggio 2021

Previdenza: Cgil, Cisl, Uil a Orlando, aprire il prima possibile tavolo per superamento Legge Fornero

Cgil, Cisl, Uil hanno inviato al Ministro del Lavoro Andrea Orlando la piattaforma unitaria sulla previdenza, sollecitando l’apertura di un tavolo di confronto per superare l’impianto della Legge Fornero a partire dal 2022″. È quanto si legge in un comunicato unitario delle tre confederazioni sindacali.

Cgil, Cisl e Uil ricordano le loro proposte: “occorre introdurre una flessibilità in uscita più diffusa a partire dai 62 anni di età o con 41 anni di contributi a prescindere dall’età, che tenga conto della diversa gravosità dei lavori, del lavoro di cura e delle donne, e affrontare subito il tema delle future pensioni dei giovani, che rischiano di essere penalizzate dalla discontinuità del lavoro”.

È poi necessario – aggiungono – sostenere il reddito dei pensionati e rilanciare la previdenza complementare varando una campagna istituzionale di informazione che sia coniugata ad un nuovo semestre di adesione in silenzio assenso”.

Su questi punti, si legge infine nella nota, “chiediamo si apra il prima possibile un confronto che possa trovare le giuste soluzioni anche legate alla situazione emergenziale che il Paese sta vivendo”.

Fonte: Ufficio Stampa Cgil

mercoledì 12 maggio 2021

Pnrr: Cgil, Cisl, Uil, Federazioni Cgil, Cisl, Uil Pensionati- legge quadro per le persone non autosufficienti deve essere varata nel 2021

L’incontro con il Governo sull’esigenza di varare una legge quadro sulla non autosufficienza è stato positivo”. Lo dichiarano in una nota congiunta i Segretari confederali di Cgil, Cisl, Uil, Rosanna Dettori, Andrea Cuccello, Domenico Proietti ed i Segretari Generali della Federazione dei Pensionati, Ivan Pedretti, Piero Ragazzini, Carmelo Barbagallo, al termine dell’ incontro in videoconferenza con i Ministri del Lavoro e della Salute, Andrea Orlando e Roberto Speranza. 
È positivo che il Pnrr abbia fatto propria la nostra proposta di una legge quadro per le persone non autosufficienti, ma la sua approvazione deve avvenire adesso e non a fine legislatura nel 2023. Se questa è davvero la sfida per il welfare, il fattore tempo è determinante”. 
Questa riforma – sottolineano i sindacalisti – deve affrontare in maniera coordinata i diversi bisogni che scaturiscono dalle conseguenze dell’invecchiamento della popolazione finalizzato ad offrire le migliori condizioni per mantenere la massima autonomia possibile. Le risorse del welfare socio sanitario per la non autosufficienza, previste dal Pnrr, non sono sufficienti rispetto al fabbisogno stimato per un primo pacchetto di interventi (dai 7,5 ai 9 miliardi di euro), considerando che vanno resi strutturali i finanziamenti per le indispensabili assunzioni di personale”. 
Per i sindacati va garantito in tutto il territorio nazionale un unico riferimento che accolga e prenda in carico il bisogno, evitando rimpalli tra diversi uffici di diverse istituzioni. Vanno anche valutate le interconnessioni con l’altra importante legge quadro per la disabilità. Governo e Sindacati hanno convenuto sulla costituzione di un tavolo politico e di un tavolo tecnico di confronto interministeriale e partecipato dalla Conferenza delle Regioni e dall’Anci che avviino da subito la discussione sulla riforma della non autosufficienza e sulla rapida e concreta attuazione dei progetti del Pnrr.
Fonte: Uffcio Stampa Cgil


martedì 11 maggio 2021

Lavoro: Landini, sicurezza emergenza nazionale, subito “Accordo” tra governo e parti sociali

Arrivare subito alla definizione di un “Accordo per la sicurezza” tra governo e parti sociali, fare assunzioni mirate nei servizi pubblici per garantire più prevenzione, ispezioni e controlli, condizionare le risorse del PNRR destinate alle imprese e alle aziende al rispetto dei contratti e di tutte le norme su salute e sicurezza nei luoghi di lavoro, fino ad arrivare ad una vera e propria patente a punti. Sono queste le principali richieste che il segretario generale della Cgil, Maurizio Landini, ha avanzato al tavolo sulla salute e sicurezza nei luoghi di lavoro, che si è tenuto con il ministro del Lavoro, Andrea Orlando, il ministro della Salute, Roberto Speranza, e i vertici di Cgil, Cisl e Uil.

Quella degli incidenti e dei morti sul lavoro – ha sottolineato il leader della Cgil – è una vera e propria emergenza nazionale. È necessaria una strategia sulla salute e sicurezza nei luoghi di lavoro per dare finalmente risposte adeguate. Strategia che deve essere finanziata anche con il PNRR e i fondi per la coesione europei e nazionali. Le risorse destinate alle imprese e alle aziende devono, però, essere condizionate al pieno rispetto delle garanzie di salute e sicurezza nei luoghi di lavoro, alla regolarità contrattuale e alla legalità”.

Per il segretario generale della Cgil, “per superare l’emergenza è necessario fare rapidamente assunzioni mirate nei servizi pubblici per aumentare la prevenzione attraverso più formazione, ispezioni, controlli e una maggiore ricerca sulla sicurezza. E’ inoltre necessario rafforzare la rappresentanza sindacale dei lavoratori in tutti i luoghi di lavoro e valorizzare la contrattazione come misura di prevenzione”.

Landini, infine, ha rilanciato la proposta di una patente a punti per le imprese, come strumento di controllo “sulla regolarità e il rispetto delle norme sulla salute e sicurezza nei luoghi di lavoro, la legalità e l’applicazione dei contratti collettivi nazionali di lavoro”.

Fonte: Ufficio Stampa Cgil

lunedì 10 maggio 2021

Sicurezza: Cgil, Cisl e Uil, mercoledì 12 maggio Assemblea nazionale “Fermiamo la strage nei luoghi di lavoro”

Fermiamo la strage nei luoghi di lavoro”. 

Questo il monito che CgilCisl e Uil lanceranno mercoledì prossimo, 12 maggio, nel corso della Assemblea nazionale a cui parteciperanno i segretari generali Maurizio LandiniLuigi Sbarra e Pierpaolo Bombardieri, delegati e rappresentanti per la sicurezza. L’appuntamento sarà trasmesso in diretta dalle ore 10 alle ore 12.30 sui siti istituzionali e sulle pagine Facebook dei tre sindacati confederali.

“È bastato che la morsa della pandemia allentasse lievemente la sua presa e consentisse di riprendere in

venerdì 7 maggio 2021

Industria: Cgil, bene aggiornamento strategia europea. Ma deve interagire con Next Generation Eu

È positivo che la Commissione europea abbia definito una rivisitazione della strategia industriale dell’Unione europea alla luce dei pesantissimi effetti della crisi prodotta dal virus all’industria europea”.

Il plauso alla decisione assunta dal governo dell’Unione arriva dalla Cgil, con le parole del Segretario confederale Emilio Miceli e del Coordinatore della Consulta Industriale, Fausto Durante, che motivano il loro apprezzamento con la necessità di aggiornare una strategia -delineata a marzo 2020- oramai superata dalla lunga pandemia.

L’attività industriale in Europa è stata gravemente colpita da blocchi dell’attività produttiva – fanno rilevare Miceli e Durante – determinando conseguenze severe per la tenuta dell’apparato industriale, i livelli di reddito e di tenuta occupazionale. Il trend degli ultimi mesi sembra stabilizzarsi verso una ripresa che ora va consolidata con una strategia che “interagisca positivamente con gli impegni assunti dall’Europa attraverso il programma Next Generation EU e con le previsioni degli Stati membri nei rispettivi piani nazionali di ripresa e resilienza, in particolare verso la transizione digitale e la sostenibilità delle produzioni. Ma con un’attenzione anche verso i settori fondamentali dell’industria di base come la siderurgia, la chimica, l’automotive”, segnalano Miceli e Durante.

Una strategia industriale, quella che la Commissione ha aggiornato che,ad avviso dei due sindacalisti, dovrà puntare “all’autonomia produttiva europea su presidi sanitari e farmaceutici, vaccini, semiconduttori e componenti di microelettronica, tecnologie digitali per la gestione di cloud e dati”.

Ma non è tutto. “In parallelo andranno aggiornate le norme relative agli aiuti di stato, alla concorrenza e più in generale al rapporto tra stato e mercato” dicono infine Miceli e Durante, convinti che le norme esistenti in questi ambiti “non siano più in linea con l’evoluzione dell’economia e del nuovo quadro geopolitico su scala mondiale”.

Fonte: Ufficio Stampa Cgil


giovedì 6 maggio 2021

Vaccini: Landini, Governo e Ue si schierino per stop a brevetti e contro disuguaglianze nel diritto alla cura

Importante la scelta del Presidente degli Stati Uniti Biden a favore della sospensione dei brevetti dei vaccini contro il Covid, ora il Governo italiano e l’Unione Europea si schierino in maniera altrettanto netta: il diritto alla cura deve essere garantito a tutti e in tutto il mondo, e solo modificando le regole commerciali per la produzione dei vaccini sarà possibile sconfiggere la pandemia”. È quanto dichiara il segretario generale della Cgil Maurizio Landini.

È indispensabile intervenire ora: sospendere i brevetti – sostiene – permetterebbe di abbattere a livello mondiale le forti diseguaglianze che dividono il mondo tra Paesi in cui è possibile curarsi e altri in cui è inevitabile morire”. “Per questo – ricorda Landini – la Cgil è tra i promotori della Campagna europea Right2cure-No profit on pandemic”, e in queste settimane delicate, in cui dentro l’Organizzazione Mondiale del Commercio inizieranno le trattative tra gli Stati Uniti e i proponenti della moratoria dei brevetti, rinnoveremo il nostro impegno per chiedere ai cittadini italiani ed europei di firmare l’ICE ‘Diritto alla Cura, nessun profitto sulla pandemia'”.

Per maggiori informazioni noprofitonpandemic.eu

Per firmare l’ICE eci.ec.europa.eu

Scarica il comunicato stampa del Comitato Italiano per l’Iniziativa dei Cittadini Europei “Diritto alla cura. Nessun profitto sulla pandemia”

Fonte: Ufficio Stampa Cgil

Immigrazione: Cgil, Cisl, Uil, dare permesso di soggiorno per attesa occupazione a chi ha un contratto di lavoro scaduto nelle more dell’esame della domanda di regolarizzazione

Sarebbe gravissimo negare il permesso di soggiorno e lasciare nell’irregolarità cittadini stranieri la cui domanda di regolarizzazione, ad un anno dalla presentazione, non è stata esaminata, e a cui nel frattempo è scaduto, senza rinnovo, il contratto di lavoro. Non è possibile caricare su queste persone i ritardi dovuti alla burocrazia e alla pandemia”. 

È quanto dichiarano in una nota congiunta CgilCisl e Uil a proposito della recente circolare del Ministero dell’Interno che dispone di negare la regolarizzazione agli immigrati il cui contratto a tempo determinato non venisse rinnovato o che non siano nella possibilità di trovare un nuovo datore nel momento del perfezionamento della domanda presso lo sportello unico per l’immigrazione.

Secondo Cgil, Cisl e Uil la circolare “è in contrasto sia con il Testo unico sull’immigrazione (art. 22), sia con l’art.103 del DL 34/2020, in cui si dispone che in questi casi debba essere concesso ai lavoratori stranieri un permesso temporaneo per attesa occupazione”. “Facciamo notare – proseguono – che una circolare dello stesso Viminale del 17.11.2020 aveva previsto la possibilità del rilascio di un permesso nel caso una domanda non fosse formalizzata per cause estranee alla volontà del cittadino straniero”.

Chiediamo dunque al Ministero dell’Interno – si legge infine – di modificare la circolare in modo da garantire l’emersione dall’irregolarità e dal lavoro nero di migliaia di lavoratori e lavoratrici stranieri/e, altrimenti condannati a restare invisibili e senza diritto alcuno”.

Fonte: Ufficio Stampa Cgil


martedì 4 maggio 2021

Vaccini: Comitato Right2cure, il 5 e il 6 maggio al WTO Draghi sostenga moratoria dei brevetti

Al WTO potrebbe essere l’ultima chiamata per i popoli della Terra, un punto di non ritorno: il 5 e il 6 maggio Draghi sostenga la proposta di moratoria dei brevetti di India e Sud Africa, così come gli abbiamo chiesto nella lettera del 19 aprile scorso!”. Così il Comitato Italiano per l’Iniziativa dei Cittadini Europei “Right2cure-No profit on pandemic”, di cui la Cgil fa parte con un centinaio di realtà associative. La Campagna ha l’obiettivo di raccogliere 1 milione di firme per chiedere all’Ue di modificare gli accordi commerciali e sospendere i brevetti dei vaccini.

Nel comunicato stampa – che si invia in allegato – il Comitato italiano cita le cifre “spaventose e inarrestabili” della tragedia indiana e brasiliana, che “richiedono scelte drastiche: stop ai brevetti”, perché “l’aumento dei decessi in tutto il pianeta è in stretta correlazione con la disponibilità dei vaccini, che le aziende titolari dei brevetti non sono in grado di assicurare, per cui bisogna urgentemente coprire il fabbisogno mondiale consentendo la produzione in tutte le aziende che abbiano le tecnologie”.

Solo lo 0,2% delle dosi è stato somministrato nei paesi a basso reddito – si ricorda nella nota – ed è qui che la pandemia continuerà a dilagare, a modificarsi e a circolare ovunque, con conseguenze disastrose per tutti”.

Infine il Comitato informa che “tre giorni fa in Brasile il Senato ha approvato, in contrasto con il presidente Bolsonaro, una legge che, qualora venisse approvata anche dalla Camera, permetterebbe la sospensione temporanea dei brevetti. Scelta – conclude – che potrebbe essere realizzata anche dai governi europei”.

In allegato il comunicato stampa del Comitato e la lettera del 19 aprile a Mario Draghi

Per maggiori informazioni noprofitonpandemic.eu

Per firmare l’ICE eci.ec.europa.eu

Fonte: Ufficio Stampa Cgil

venerdì 30 aprile 2021

Mafia: Silvestri (Cgil), ricordare La Torre per affrontare presente e costruire futuro

La memoria è un bene prezioso, ci dà la forza per affrontare il presente e lavorare per costruire il futuro. Ricordare Pio La Torre per noi significa tutto questo, soprattutto nel difficile momento che il nostro paese sta attraversando, dove alla crisi economica e sanitaria si sommano purtroppo una crisi morale e un degrado delle condizioni di vita e di lavoro di tante persone”. Così il responsabile Legalità della Cgil nazionale Luciano Silvestri nel trentanovesimo anniversario dell’uccisione per mano mafiosa del sindacalista della Cgil e politico comunista.

La Torre – prosegue il dirigente sindacale – ci ha insegnato il legame tra criminalità e controllo del territorio, e la necessità di sottrarre ai mafiosi beni e patrimoni realizzati illecitamente per restituirli ai cittadini. Una lezione che oggi, con la mafia inserita in ogni contesto economico, presente su tutto il territorio nazionale e che ha ormai varcato i confini dell’Italia per assumere caratteri transnazionali, dobbiamo tenere a mente anche per fronteggiare il pericolo di un’ulteriore espansione e che la criminalità organizzata metta le mani sulle ingenti risorse europee e del Recovery fund”.

“Pio La Torre – conclude Silvestri – ci ha insegnato a coniugare diritti nel lavoro e lotta per la legalità: le mafie si sconfiggono se siamo capaci di rendere salde queste due gambe. Se siamo capaci di organizzare una vera e propria mobilitazione territoriale che unisca le forze sane di questo Paese”.

Fonte: Ufficio Stampa Cgil


giovedì 29 aprile 2021

Appalti: Cgil, Cisl e Uil, fortissima preoccupazione per sconfortante sviluppo discussione su art.177 del Codice. Pronti alla mobilitazione

Come Cgil, Cisl e Uil esprimiamo fortissima preoccupazione riguardo allo sconfortante sviluppo della discussione intorno all’art.177 del Codice degli Appalti”. È quanto si legge in una nota unitaria di Cgil, Cisl, Uil.
“In ogni occasione possibile – sottolineano le tre confederazioni – cerchiamo di stimolare la politica ad occuparsi seriamente di questa tematica che non trova alcun fondamento nella normativa europea di riferimento, ma che rischia nel nostro Paese, allo scadere della proroga (ad oggi 31 dicembre 2021), di creare grandissimi danni occupazionali e altrettanti disastri agli importantissimi servizi interessati dalla tematica in oggetto (acqua, energia elettrica, gas, rifiuti).
Obbligare, infatti, i titolari di concessioni ad affidare l’80% dei propri contratti all’esterno – spiegano – ha due enormi conseguenze: creare disservizi agli utenti, nell’erogazione di questi servizi essenziali (e presumibilmente nelle bollette delle famiglie) e creare una possibile “tempesta perfetta” nel peggior momento possibile, ovvero creare precarietà dove invece esiste buona occupazione (si stima che sarebbero in pericolo circa 145.000 posti di lavoro a livello nazionale), proprio in un periodo di piena pandemia e proprio nel momento in cui andrebbe a cadere il divieto dei licenziamenti”.
Crediamo – proseguono Cgil, Cisl e Uil – che il buonsenso debba prevalere, visto che tutte le parti interessate, ARERA compresa, auspicano la medesima soluzione e siamo disponibili fin da subito ad un serrato confronto con i Ministeri interessati per una soluzione definitiva e condivisa della problematica”.
Ovviamente – concludono i sindacati – siamo pronti alla mobilitazione per difendere un modello d’impresa che fin qui ha funzionato ed a combattere un modello povero, che ha già mostrato tutti i segni del fallimento in tanti settori industriali e nell’edilizia”.
Fonte: Ufficio Stampa Cgil

lunedì 26 aprile 2021

NOTA SUL PIANO NAZIONALE RILANCIO E RESILIENZA - CGIL CISL UIL

NOTA SUL PIANO NAZIONALE RILANCIO E RESILIENZA 

Cgil, Cisl, Uil valutano l’importanza strategica del Piano di Ripresa e Resilienza quale strumento fondamentale per la ripresa del Paese, per aumentare l’occupazione in particolare giovanile e femminile e per ridurre i divari territoriali (Nord-Sud, aree urbane e aree interne e centro periferie). Infatti attraverso gli investimenti e le riforme inciderà profondamente sui processi economici e sociali e, anche sulla scorta delle indicazioni europee, si misurerà con le trasformazioni della digitalizzazione e della riconversione green. Per queste ragioni Cgil, Cisl, Uil considerano inadeguato il confronto finora avuto con il Governo in ordine alla definizione delle priorità strategiche, degli obiettivi e delle risorse del Piano stesso.
In primo luogo si segnala che nel PNRR è stato predisposto uno schema di governance interistituzionale, a più livelli. In questo modello il ruolo delle Organizzazioni Sindacali non è esplicitato adeguatamente, né sono definiti e garantiti livelli di negoziazione, di confronto preventivo e di monitoraggio né sugli investimenti né sulle riforme. Cgil, Cisl e Uil chiedono che le sei missioni, le sedici componenti e le tre azioni trasversali, diventino oggetto costante di confronto preventivo e di monitoraggio della “Governance partecipata” con il coinvolgimento sostanziale e non formale del Sindacato Confederale.
Coinvolgimento che, con riferimento all’efficacia delle tappe in successione del cronoprogramma, al rispetto degli obiettivi generali e intermedi attesi con riferimento all’impatto economico,

domenica 25 aprile 2021

25 aprile: Landini, l’antifascismo oggi è non essere indifferenti

“Se siamo una Repubblica democratica dobbiamo ringraziare i nostri padri, le nostre madri, i nostri nonni e le nostre nonne che hanno combattuto, e alla fine sconfitto, il fascismo e il nazismo”. Con questa parole Maurizio Landini ricorda, in un video di Collettiva.it, il 25 aprile del 1945, e si domanda: cos’è il fascismo oggi? Per il segretario generale della Cgil “il fascismo oggi è un sistema istituzionale autoritario, ma anche un sistema di idee che rovescia la democrazia perché non concepisce la partecipazione del popolo, il diritto delle persone di dire quello che pensano, perché alla fine tutti devono dire quello che pensa il capo”.

In questo senso, continua il  numero uno di Corso Italia, “c’è una violenza anche politica, una violenza che porta a discriminare le persone per la razza, quindi a favorire il razzismo, a discriminare le persone per il sesso, a discriminare le persone per la religione”.

Per Landini “essere antifascisti oggi vuol dire non avere paura dell’altro, vuol dire essere inclusivi, vuol dire far partecipare le persone, vuol dire battersi per i diritti e le libertà delle persone nel lavoro, vuol dire non essere individualisti ma essere solidali e in grado di favorire un altro modello sociale e un altro modello di sviluppo. E questo significa però non essere indifferenti, non far finta di non vedere quello che sta succedendo, ma vuol dire prendere parte ad una cultura della partecipazione, una cultura del riconoscimento dei diritti dell’altra persona e quindi in un’idea di fratellanza e di solidarietà”.

Per queste ragioni, ricorda il segretario generale della Cgil, “questo 25 aprile, che avviene all’interno di una pandemia pesantissima, non può essere un 25 aprile che passiamo in casa ma dobbiamo uscire”. Ed invita a partecipare all’iniziativa lanciata dall’Anpi “di deporre un fiore in tutte le vie in tutte le piazze che sono dedicate a uomini e donne che hanno dato la loro vita per renderci una repubblica democratica e libera”.

VIDEO – Maurizio Landini: il nostro fiore partigiano

Fonte: Ufficio Stampa Cgil