mercoledì 4 dicembre 2019

Autonomia: Cgil, proposta Boccia non è risposta a disuguaglianze

Il testo proposto alla discussione dal Ministero per gli Affari Regionali e le Autonomie non risponde in alcun modo alla necessità di dotare il Paese della cornice normativa unitaria indispensabile a garantire la coesione nazionale, l’esigibilità dei diritti civili e sociali fondamentali per tutti i cittadini e il sistema di perequazione indispensabile a ridurre le inaccettabili disuguaglianze esistenti tra le Regioni”. Lo afferma la segretaria confederale della Cgil Rossana Dettori.
Non è posticipando di dodici mesi il trasferimento di competenze (e nemmeno per tutte le materie), né affidando ad una struttura tecnica il compito di individuare i Livelli Essenziali delle Prestazioni (che non potrà che fotografare l’esistente), e né limitando la perequazione alle sole infrastrutture (e con una dotazione di risorse insufficiente), che si eviterà – avverte Dettori – un’ulteriore frammentazione delle politiche pubbliche e una disarticolazione inaccettabile del sistema di diritti.
Per la segretaria confederale della Cgil “è fondamentale che una legge, attuativa della procedura, preveda la prioritaria definizione di tutte le norme di principio inderogabili nei cui confini possa essere esercitata l’autonomia, e dei Livelli Essenziali delle Prestazioni, la cui determinazione non può essere affidata ad una figura commissariale. Inoltre – conclude Dettori – è indispensabile che nel provvedimento siano individuate le modalità di reperimento delle risorse aggiuntive necessarie a realizzare una vera perequazione, finalizzata a ridurre gli attuali divari e a garantire a tutti i diritti sociali”.
Fonte: Ufficio Stampa Cgil

martedì 3 dicembre 2019

Disabili: Cgil, garantire lavoro, diritti e dignità

“Esprimiamo una forte preoccupazione per le oltre 770mila persone con disabilità iscritte ai centri per l’impiego in attesa non solo di un lavoro, ma anche di dignità. É importante quindi rivendicare e garantire non solo oggi, ma ogni singolo giorno dell’anno, i loro diritti e il loro benessere nel nome dell’uguaglianza e della piena partecipazione alla sfera politica, lavorativa, sociale, economica e culturale del nostro Paese”. Così la responsabile delle politiche per la disabilità della Cgil nazionale, Nina Daita nella Giornata internazionale delle persone con disabilità.
“Al Governo – prosegue la dirigente sindacale – chiediamo di affrontare il tema con più determinazione e impegno per aiutare sia le persone con disabilità che le loro famiglie che spesso vivono questa condizione con angoscia, preoccupazione e solitudine”.
Per Daita “è necessario, innanzitutto, cambiare il Jobs Act che, con l’introduzione della sola chiamata nominativa al lavoro, ha escluso i più fragili ed i più deboli, aumentando ancora di più le discriminazioni e i pregiudizi. Inoltre – conclude la responsabile delle politiche per la disabilità della Cgil – serve un piano straordinario per l’occupazione delle persone con disabilità, che possa riportare finalmente un pò di giustizia”.
Fonte: Ufficio Stampa Cgil

lunedì 2 dicembre 2019

Scuola: Cgil, investire in contrasto povertà educativa, emergenza nazionale



Il rapporto Ocse-Pisa conferma che la povertà educativa è un’emergenza nazionale, come denuncia da tempo la Cgil. Ed è causa principale del tramandarsi dai genitori ai figli di forti disuguaglianze sociali, economiche e culturali, in un quadro di scarsissima mobilità intergenerazionale. Le Istituzioni, a partire dal Ministero dell’Istruzione, investano in una strategia di contrasto a tale fenomeno”. È quanto dichiara il segretario confederale della Cgil Giuseppe Massafra.
Gli studenti italiani hanno bassissimi livelli di conoscenze e competenze. Un deficit – specifica Massafra – che riguarda tutto il territorio nazionale, ma si concentra nelle regioni del Sud del Paese, nelle zone metropolitane, nelle aree interne, negli istituti professionali più che nei licei. Si configurano così i noti divari territoriali nel possesso di titoli di studio e di competenze, ormai inaccettabili”.
Per il segretario confederale “occorre che tutte le scuole, soprattutto quelle a indirizzo tecnico e professionale, siano messe nelle condizioni di utilizzare metodologie didattiche come l’alternanza scuola lavoro di qualità, oppure strumenti di apprendimento duale come gli apprendistati formativi. Strumenti che – conclude il dirigente sindacale – possono essere leve per favorire una maggiore inclusione degli studenti più a rischio, che hanno maggiore difficoltà nell’apprendere unicamente con metodi tradizionali e che, invece, potrebbero migliorare in altri contesti formativi”.
Fonte: Ufficio Stampa Cgil

venerdì 29 novembre 2019

Ambiente: Cgil, Cisl e Uil a Costa, diciassette punti di un possibile calendario condiviso

In una lettera inviata oggi al Ministro dell’Ambente Sergio Costa, Cgil, Cisl e Uil, sulla base degli esiti dell’incontro dell’8 novembre scorso, dove tra l’altro si è convenuto di sviluppare un confronto costante e strutturato, si propongono i seguenti temi articolati sulla base di un calendario condiviso:
  1. Gli aspetti ambientali presenti nella legge di Bilancio: confronto e valutazioni su possibili integrazioni a partire dal Green new deal.
  2. Informazione e confronto sulla partecipazione della delegazione italiana alla COP 25 di Madrid. I temi e i contenuti del contributo del Governo italiano e del Ministro dell’Ambiente al successo dei lavori della COP 25, evidenziando che il sindacato internazionale è molto impegnato nella lotta ai cambiamenti climatici con il principio della JUST TRANSITION.
  3. I contenuti del Decreto Clima: confronto e valutazione su possibili integrazioni.
  4. Amianto: incontro di Cgil Cisl Uil con il gruppo di lavoro ministeriale sull’amianto.
  5. Confronto sul documento della VAS previsto nel PNIEC: informazione e valutazioni.
  6. Confronto e valutazioni sulla proposta del “Programma strategico nazionale per il contrasto ai cambiamenti climatici e il miglioramento della qualità dell’aria” (c. 1 dell’art.1 del

giovedì 28 novembre 2019

Pensioni: Cgil, rapporto Ocse evidenzia la necessità di riforma per giovani

Anche l’Ocse riconosce che le attuali norme di accesso alla pensione in Italia sono fra le più restrittive al mondo: si può andare in pensione di vecchiaia solo a 67 anni, rispetto ad una media internazionale di 64,2, e i più giovani, con la crescita della speranza di vita, potranno andarci a 71 anni di età”. Così il segretario confederale della Cgil Roberto Ghiselli commenta il rapporto ‘Pensions at a glance 2019’ dell’Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico.In realtà, il quadro è ben peggiore rispetto a quello descritto dall’Ocse. Chi ha iniziato a lavorare dopo il 1996 – spiega il dirigente sindacale – se non riuscirà a maturare una pensione superiore a 690 euro, e sono tantissimi i casi e lo saranno sempre di più in futuro, è costretto, già oggi, ad aspettare i 71 anni, per i giovani quella soglia si sposterà oltre i 73”.
Inoltre, in merito ai dati relativi alla spesa previdenziale, Ghiselli afferma “quanto calcolato dall’Ocse (16% del Pil) contiene anche alcune spese di natura assistenziale, parte del Tfr, e le imposte che per lo Stato non sono altro che una partita di giro. L’incidenza della spesa pensionistica effettiva, calcolata dall’Inps, è invece del 12%. La spesa previdenziale è sotto controllo, anche in prospettiva, e vi sono margini per una riforma che renda più sostenibile socialmente il sistema, e che guardi soprattutto a donne, giovani, precoci, lavori più faticosi, esodati”.
L’Ocse sollecita inoltre misure a favore delle persone che svolgono lavori poveri o discontinui, che sono soprattutto giovani e donne, una richiesta che da anni abbiamo avanzato ai vari governi”. Infine, il segretario confederale ha ribadito che “‘Quota 100’ è una misura a termine, del tutto inadeguata a rispondere alle esigenze complessive, e seppur poche le persone interessate, non è giusto eliminarla, anche perché – conclude – il costo reale di tale misura, secondo le nostre stime, sarà di circa 7mld inferiore a quanto preventivato”.
Fonte: Ufficio Stampa Cgil

mercoledì 27 novembre 2019

Clima: Cgil, il 29 novembre in piazza per il quarto sciopero globale

Per fronteggiare l’emergenza climatica e per chiedere un radicale cambiamento del modello di sviluppo che consenta di raggiungere, entro il 2030, tutti gli obiettivi dell’Agenda Onu, aderiamo e sosteniamo il quarto sciopero globale per il clima indetto dai ragazzi del Fridays For Future per venerdì 29 novembre. Saremo presenti alle numerose manifestazioni che si terranno nelle città italiane”. Così in una nota la Cgil Nazionale.
La battaglia per la giustizia climatica – prosegue la nota – è una battaglia per la giustizia sociale, per la democrazia, per l’equità all’interno dei Paesi, fra Paesi, e fra diverse generazioni. È una battaglia per il diritto alla partecipazione nei processi decisionali”.
Inoltre, annuncia la Confederazione “saremo presenti, con una delegazione, alla conferenza delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici 2019 (Cop25) che è stata spostata a Madrid dal 2 al 13 dicembre, ma manterrà incomprensibilmente la presidenza cilena. A tal proposito, esprimiamo solidarietà al popolo cileno che continua a subire repressioni e violazione dei diritti umani”. 
La Cgil parteciperà agli eventi che si terranno in concomitanza della Cop25 come: la marcia per il clima in programma per il 6 dicembre, la ‘cumbre social por el clima’, oltre a tutte le iniziative organizzate dal movimento sindacale internazionale.
Fonte: Ufficio Stampa Cgil

martedì 26 novembre 2019

Infrastrutture: Cgil, subito task force per far partire lavori, risorse ci sono

Solo dopo l’ennesimo disastro ci si preoccupa della difficile situazione in cui si trova il nostro Paese sotto il profilo della sicurezza e della stabilità delle sue infrastrutture. Quanto avvenuto, per ultimo, sul viadotto autostradale Torino – Savona, dimostra non solo la fragilità della morfologia di estese aree della penisola, ma anche la mancata manutenzione e l’incuria che da troppi anni si manifesta in tutti i suoi effetti negativi”. E’ quanto si legge in una nota della Cgil nazionale.
Per il sindacato guidato da Maurizio Landini, “Non c’è più tempo da perdere, bisogna intervenire subito, non aspettare altri eventi disastrosi. Le risorse economiche ci sono, non accettiamo scusanti. Va subito messa al lavoro una ristretta task force per far partire immediatamente i lavori sulle migliaia di ponti, viadotti, gallerie, rete ferroviaria e sulla estesa rete di oltre 120 mila km. di strade secondarie, vera nervatura di collegamento per milioni di italiani, lasciate senza più manutenzione dopo l’abolizione delle Provincie” .
Da qui parte, come proposto dalla Cgil, – sottolinea il sindacato di Corso d’Italia – un credibile Piano del Lavoro. Ci risultano immediatamente disponibili e spendibili oltre 14 miliardi, che svilupperebbero centinaia di migliaia di posti di lavoro e porterebbero stabilità e sicurezza all’Italia.
“Per quanto ci riguarda – conclude la nota della Cgil – siamo disponibili a fare la nostra parte in termini di confronto e responsabilità collettiva, per dare al Paese sviluppo, lavoro e sicurezza per tutti i cittadini italiani”.
Fonte: Ufficio Stampa Cgil

lunedì 25 novembre 2019

Cgil, Cisl, Uil, la violenza contro le donne non si deve legittimare mai

La violenza maschile contro le donne è un male antico e trasversale che interessa tutto il mondo e deve essere sradicato, garantendo così a tutte le donne il diritto alla libertà e alla dignità.
La violenza contro le donne, come ci dicono le statistiche più accreditate, viene esercitata in tutti i contesti in cui si articola il nostro vivere civile, da quello familiare a quello sociale, dalla politica ai luoghi di lavoro.
Soprattutto laddove si utilizzano i rapporti gerarchici, la precarietà, l’incertezza sulle prospettive di lavoro, si somma violenza a violenza.
Così come quando il linguaggio, la cronaca, colpevolizza o trova giustificazione ai comportamenti violenti contro le donne che sono già vittime, si attua una seconda violenza rappresentativa di una società che sta degenerando.

La violenza non si deve legittimare MAI!
Il sindacato è sempre più impegnato nella lotta contro le molestie e la violenza nei luoghi di lavoro, per definire con chiarezza che molestie e violenza non sono parte del lavoro.
Il recepimento dell’Accordo Quadro Europeo, prima insieme a Confindustria e poi con le altre associazioni datoriali, ci ha fornito strumenti nuovi per operare in questa direzione nella consapevolezza della complessità di tale compito, della sua peculiarità della violenza nei contesti produttivi: difficoltà delle

giovedì 21 novembre 2019

NUVITÀ SUL CONTRATTO GRAFICI

Martedì a Milano si è tenuto un incontro Nazionale SLC dei grafici. Presenti vari territori. Presenti inoltre Carrega Gianluca, che segue da tempo le vicende del contratto, e Giulia Guida segretaria Nazionale con delega al contratto in discussione.
Saltando le note sugli interventi vi comunico le, appunto, novità.
Dopo lo sciopero del 25 ottobre da parte aziendale nulla si è mosso, almeno in apparenza.
In realtà qualche giorno fa, forse qualcosa di più, c'è stata una telefonata tra i vertici di assografici e la SLC. La volontà è quella di riaprire il tavolo di confronto.
Per una serie di valutazioni difficili da rendere in poche righe si è riusciti a far si che la trattativa sia passata ai segretari generali romani, in maniera unitaria; coinvolgendo quindi anche la cisl.
In breve a breve questi si incontreranno in ristretta con i vertici della controparte per il proseguo della trattativa. I punti di caduta sono quelli esposti in assemblea e quelli a giudizio di tutti, non si toccano. Possibile è, ma tutti lo danno per inaccettabile da parte aziendale in quanto in precedenza già presentata come opzione, la trasformazione della parte di 13^ in discussioni in minimo salariale. Capite bene che questo seppur con forma diversa non cambierebbe in nessun modo il suo valore e le sue dinamiche. Per il resto tutto come prima. 
Si richiede inoltre un aumento più cospicuo dei 50 € posti sul tavolo dagli imprenditori. Staremo a vedere. Restando a disposizione per assemblee di approfondimento, se richieste, saluto tutti voi.
Rebuschi Romano
SLC Brescia

mercoledì 20 novembre 2019

Cgil, Cisl e Uil celebrano il trentennale della Convenzione ONU dei diritti dell’infanzia e dell’adolescenza

Oggi si celebra il trentennale della Convenzione ONU dei diritti dell’infanzia e dell’adolescenza del 1989.
Dopo tutti questi anni il bilancio però è ancora negativo, i diritti sanciti dalla convenzione non sono pienamente esigibili, al contrario le condizioni delle nostre bambine e bambini peggiorano: aumenta la povertà dei minori, i servizi sociali non sono messi nella condizione di rispondere pienamente ai loro bisogni, scarseggiano i percorsi educativi di qualità, le politiche di sostegno alla genitorialità sono insufficienti e l’ambiente e gli spazi in cui viviamo non sono  a misura di bambino.
Il miglior modo per celebrare la  Convenzione è un forte impegno per la sua piena applicazione, da parte di tutti gli attori responsabili, a partire dal governo sino a tutta la società civile.
Per tali motivi  Cgil Cisl e Uil hanno aderito all’Alleanza per l’infanzia e ritengono necessario ridurre le disuguaglianze e la povertà educativa minorile attraverso la definizione dei livelli essenziali delle prestazioni per l’infanzia e l’adolescenza, diffondere e qualificare percorsi educativi e servizi 0/6 anni per il raggiungimento degli obiettivi di Lisbona, garantire il sostegno alla genitorialità partendo dal recepimento e dall’attuazione della Direttiva Work Life Balance. Cgil Cisl Uil vogliono offrire un contributo al cambiamento di paradigma culturale necessario a porre le bambine e i bambini al centro di politiche mirate e integrate volte a promuovere il loro pieno sviluppo.
Fonte: Ufficio Stampa Cgil

martedì 19 novembre 2019

Casa: Cgil, Cisl, Uil, presentano piattaforma ‘Una nuova questione abitativa’

A cinquant’anni dagli scioperi del 1969 per il diritto alla casa e contro il caro affitti, Cgil, Cisl, Uil hanno rilanciato, con l’iniziativa di oggi al Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, il dibattito sul diritto all’abitazione presentando una piattaforma rivendicativa dal titolo: “La casa: una nuova ‘questione abitativa”.
A dare il senso del disagio abitativo di oggi, alcuni dati illustrati nel corso del dibattito: l’edilizia pubblica rappresenta solo il 4% del patrimonio abitativo e 650mila sono le domande inevase presso i Comuni e gli ex Iacp; 4 milioni di giovani tra i 25 e i 39 anni risiedono ancora nella famiglia di origine. Un disagio che per Cgil, Cisl, Uil è “stato determinato e ampliato dalla mancanza di politiche adeguate nel settore, dal progressivo arretramento dello spazio pubblico, dalla carenza di fondi”.
Per questo, secondo la vicesegretaria generale della Cgil Gianna Fracassi, e i segretari confederali di Cisl e Uil Giulio Romani e Ivana Veronose, “è indispensabile un rinnovato protagonismo sindacale”. Nella Piattaforma unitaria presentata oggi vengono quindi lanciate alcune proposte concrete: incremento dell’offerta residenziale pubblica; all’edilizia sociale a costi sostenibili; la rigenerazione delle città e la riqualificazione delle periferie; il rifinanziamento con adeguate risorse al Fondo di Sostegno all’affitto; misure fiscali in grado di calmierare il mercato privato degli affitti attraverso la riduzione dei canoni; l’istituzione di una cabina di regia nazionale con la partecipazione delle parti sociali, delle Agenzie comunali per la casa e l’Osservatorio della condizione abitativa.
Scarica:
– La piattaforma unitaria
– Le slides
– L’opuscolo

venerdì 15 novembre 2019

Cgil, Cisl e Uil aderiscono all’Alleanza per l’Infanzia

La diminuzione della natalità nel nostro Paese è sempre più preoccupante, l’attenzione politica alle bambine e ai bambini è ancora insufficiente e non rientra in un quadro organico di interventi”. È l’affermazione dei Segretari Confederali di Cgil, Cisl e Uil Rossana Dettori, Andrea Cuccello e Silvana Roseto.
E’ apprezzabile – proseguono – lo sforzo fatto nel Disegno di legge di bilancio 2020 nel prevedere risorse economiche dedicate alle politiche di sostegno della famiglia, ma è necessario aprire una riflessione comune che spazi su tre grandi temi: il sostegno economico, la diffusione di servizi sociali e percorsi educativi di qualità e il rafforzamento del sistema dei congedi rivolti ai genitori”.
Per questo come Cgil, Cisl e Uil abbiamo aderito all ‘Alleanza per l’infanzia’, che attraverso analisi, studi, riflessioni e confronti vuole contribuire a costruire proposte comuni che guardino, con lungimiranza, al benessere di tutte le bambine e bambini”, concludono Rossana Dettori, Andrea Cuccello e Silvana Roseto.

martedì 12 novembre 2019

Pensioni: Cgil, donne gravemente penalizzate

Le disuguaglianze di genere presenti nel mercato del lavoro si ripercuotono anche sul sistema previdenziale: le pensioni di vecchiaia erogate alle donne sono il 48% in meno rispetto a quelle erogate agli uomini, quelle anticipate il 20% in meno. Inoltre, l’83% delle pensioni integrate al minimo sono liquidate alle donne, che ricevono una pensione di vecchiaia che ammonta a 645 euro lorde al mese.
Questi sono solo alcuni dei dati più significativi contenuti nell’analisi elaborata dall’ufficio Previdenza della Cgil Nazionale insieme all’Inca, e presentata quest’oggi nel corso della secondo appuntamento della campagna ‘Rivolti al Futuro’. Campagna che ha preso il via a luglio con l’iniziativa sul futuro previdenziale dei giovani, e con la presentazione della proposta della pensione contributiva di garanzia.
Come si evidenzia nel rapporto le donne sono penalizzate anche per l’accesso alla pensione anticipata. Hanno potuto usufruire di strumenti come Ape sociale e Precoci solo rispettivamente il 34% e il 17% delle lavoratrici. Secondo la Confederazione, anche ‘Quota 100’ resta una risposta “parziale”. Infatti, sulla base di alcune stime del sindacato le donne che nel 2019 utilizzeranno tale misura saranno

lunedì 11 novembre 2019

Manovra: Cgil, giusta direzione, ma risorse limitate

Nel disegno di legge di Bilancio sono contenute misure che indicano una giusta direzione, ma allo stesso tempo la limitatezza delle risorse ne depotenzia l’efficacia”. È quanto si legge nella premessa del documento illustrato quest’oggi dalla vicesegretaria generale della Cgil, Gianna Fracassi, in audizione presso le Commissioni bilancio di Camera e Senato.
Il nostro – ha dichiarato Fracassi – è un Paese fermo, con disuguaglianze sempre più profonde, una grave crisi industriale, e un tasso di disoccupazione, soprattutto giovanile e femminile, molto alto rispetto alla media europea, dilaga il lavoro povero e impoverito. Un quadro aggravato dalle passate politiche italiane ed europee, e di cui scontiamo e sconteremo le conseguenze. Tra queste la necessità – da noi condivisa – di neutralizzare le clausole di salvaguardia, pena l’aumento dell’Iva con effetti regressivi su consumi e, quindi, condizioni dei cittadini. Un provvedimento che però lascia ben poche risorse per altre misure”.
Nell’analisi dell’articolato della legge di Bilancio, ci si sofferma su quanto contenuto in materia fiscale. La Confederazione rileva “segnali di cambiamento condivisibili”. “Primo significativo passo – si legge nel documento – l’intervento sull’imposizione tributaria sui lavoratori, che però dovrà essere raddoppiato nel 2021, e dovrà inserirsi in una complessiva riforma, per garantire maggiore equità fiscale e progressività sia sui lavoratori che sui pensionati”. La vicesegretaria generale della Cgil ha sottolineato anche come la

giovedì 7 novembre 2019

Dl fisco: Cgil, non si tocchino le misure di contrasto all’evasione

Non si  tocchino le misure di contrasto all’evasione fiscale presenti nel dl fisco: seppur insufficiente, la stretta non deve essere in alcun modo allentata, casomai rafforzata in un paese che ha 109 miliardi di evasione. Se il Governo si propone, come dichiarato, di avviare una nuova stagione di lotta a questo fenomeno, occorrono interventi più incisivi e strumenti adeguati”. È quanto dichiara la vicesegretaria generale della Cgil Gianna Fracassi in seguito all’audizione presso la Commissione Finanza della Camera dei deputati sul Dl fiscale, tenutasi questa mattina.
“Così come – prosegue Fracassi – è fondamentale contrastare lo sfruttamento nel lavoro anche attraverso le misure fiscali, come avviene con la disposizione introdotta nel dl per tutelare l’erario nelle catene degli appalti. Misura che può limitare le false cooperative, il lavoro di scarsa qualità negli appalti e i fallimenti pilotati delle srl che penalizzano i lavoratori”.
“Importante passo iniziale – sostiene poi la dirigente sindacale – è quello compiuto sulla tracciabilità e in particolare l’utilizzo dei dati delle fatture elettroniche in chiave di tutoraggio e semplificazione. Elemento positivo che, con la riduzione dell’utilizzo del contante e gli incentivi ai pagamenti elettronici e con l’implementazione dell’incrocio automatico delle altre banche dati previsto in legge di bilancio, potrebbe essere un punto di svolta per scoraggiare e combattere l’evasione”.
Fracassi, nel ricordare che Cgil, Cisl e Uil nella loro piattaforma unitaria hanno avanzato una serie di proposte sul fisco e sulla lotta all’evasione, ne rilancia alcune. In primis “è imprescindibile rafforzare l’organico dell’Agenzia delle Entrate per operare una vera svolta”. “Occorre poi – continua – evitare che sui cittadini gravino i maggiori costi degli interventi sulla tracciabilità, per questo servono incentivi e accordi con il sistema bancario”. Vi sono infine interventi necessari a livello europeo: “Poiché l’evasione è un fenomeno di dimensioni globali – conclude la vicesegretaria generale della Cgil – è necessario aumentare la trasparenza transfrontaliera, eliminare il dumping fiscale all’interno dell’Ue, ed introdurre una web tax per porre fine alle pratiche elusive”.

                                                                                                                         Fonte: Ufficio Stampa Cgil