giovedì 11 giugno 2020

Stati generali: Prodi su Collettiva.it, Progetto vuol dire fiducia

Romano Prodi
Alla vigilia degli “stati generali”, l'ex presidente del Consiglio invita le migliori energie a unirsi per disegnare il futuro sotto la regia dello Stato. Ma un buon “prodotto” non basta: bisogna sconfiggere la convinzione, secondo cui niente può cambiare, che paralizza la politica e la società italiana
Le riflessioni su come finalmente progettare il nostro futuro mi trovano totalmente d’accordo. Non è certo una sorpresa, data l’affinità culturale e la reciproca ibridazione che molti lustri di comuni discussioni hanno prodotto fra di noi.
Il ruolo dello Stato, la necessità di programmazione, di pianificazione e di costruzione di una capacità progettuale sono state tra di noi analizzate, approfondite e anche proposte in più occasioni. Il problema è che il nostro Paese non è mai stato in grado, come propone il “progetto”, di creare una sede istituzionale centrale che, operando in collaborazione con più ministeri, possa portare a compimento questa difficile e necessaria trasformazione.
Eppure le idee le abbiamo ed esse, anche se in modo esemplificativo e non esaustivo, sono correttamente riportate nello scritto su cui sto compiendo le mie riflessioni. Altrettanto correttamente

mercoledì 10 giugno 2020

Produzione industriale: Cgil, nessuna sorpresa ma ora decisivo fattore tempo e responsabilità di tutti

I dati sulla produzione industriale diffusi dall’Istat, – 42% su base annua, “non ci colgono di sorpresa. I numeri registrano ciò che sappiamo: che l’industria in questi mesi è stata sostanzialmente fermata. Fermo che si è riverberato, ad aprile, sulla mancata vendita di autoveicoli e sulle pesanti perdite nei settori moda (- 80%) e trasporti (-
74%)”. È il Segretario confederale Emilio Miceli, responsabile dell’Area Industria e reti delle Cgil, a commentare i “prevedibili” dati divulgati stamani dall’Istituto centrale di statistica che registrano la grave contrazione della produzione industriale.
Intervenire è perciò urgente e Miceli insiste: “il fattore tempo continua ad essere decisivo. E’ importante sapere quante risorse vengono messe a disposizione con fondi nostri ed europei, attraverso finanziamenti o ricapitalizzazioni, ma sapere quando diventeranno fruibili è ancora più decisivo”.
Per il Segretario confederale poi, nei settori esposti alla concorrenza internazionale “non possiamo arrivare in ritardo perché perderemmo quote di mercato a beneficio degli altri. Dovremo essere rapidi negli aiuti a chi è in difficoltà e nell’indirizzare una quota consistente degli investimenti pubblici per aiutare il sistema d’impresa a cambiare il modo di produrre ed il prodotto”.

lunedì 8 giugno 2020

Istat: Cgil, occorrono investimenti pubblici per compensare caduta domanda privata

 “Lo scenario economico globale sarà dominato dagli effetti negativi della pandemia e il drastico ridimensionamento del commercio mondiale influenzerà il commercio estero nazionale. Per rilanciare l’economia italiana occorreranno investimenti pubblici per compensare la caduta della domanda privata”. Così la vicesegretaria generale della Cgil, Gianna Fracassi commenta le previsioni economiche diffuse quest’oggi dall’Istat.
“L’Istituto nazionale di statistica rileva – sottolinea Fracassi – una ripresa ‘dimezzata’: una recessione profonda per quest’anno e un rimbalzo positivo molto meno forte della caduta. Tutto ciò nonostante le misure di sostegno al lavoro, alle famiglie e alle imprese messe in campo dal Governo e nonostante la scommessa sull’efficacia della politica monetaria accomodante e, ancor di più, su una politica europea espansiva”.
“In linea col quadro macroeconomico tendenziale del Governo, presentato poco meno di due mesi fa nel DEF, si prevede – prosegue Fracassi – una marcata contrazione del Pil determinata prevalentemente dalla domanda interna e, in particolare, dalla caduta dei consumi (-8,7%) e dal crollo degli investimenti (-12,5%), che rimontano solo parzialmente nel prossimo anno”. “D’altra parte – aggiunge la dirigente sindacale – l’Istat prevede segno negativo per i salari reali nel biennio e una brusca riduzione dell’occupazione nel 2020 (-9,3%), misurata in termini di unità di lavoro quindi tenendo conto delle ore lavorate, con una ripresa, anche qui, molto limitata nel 2021 (+4,1%)”.
“Per questo, occorre un nuovo ruolo economico dello Stato. I presupposti e le risorse ci sono tutti, a livello nazionale ed europeo. Serve solo programmare, assieme alle parti sociali, gli investimenti pubblici, le riforme, la creazione di lavoro, il nuovo welfare, la nuova governance pubblica. Insomma – conclude Fracassi – un piano che utilizzi al meglio i fondi a disposizione, coniugando le risposte all’emergenza con la visione di un nuovo modello di sviluppo”.
Fonte: Ufficio Stampa Cgil

venerdì 5 giugno 2020

Giornata ambiente: Fracassi, serve rivoluzione delle priorità, sfida per salute, giustizia sociale e lavoro

“Il rispetto e la cura del pianeta e di tutti gli esseri viventi che lo abitano sono le grandi sfide di oggi. Sfide che la Cgil è impegnata a vincere perché portano con sé salute, giustizia sociale e lavoro”. È quanto dichiara la vicesegretaria generale della Cgil Gianna Fracassi in occasione della Giornata mondiale dell’ambiente.
“Il sistema di sviluppo attuale – sostiene la dirigente sindacale – è iniquo, serve una rivoluzione delle priorità, un cambiamento collettivo del punto di vista, con una forte centralità della persona e dei suoi bisogni primari, del territorio e dell’ambiente. Il green deal italiano ed europeo hanno tracciato la direzione verso lo sviluppo sostenibile, ma – sottolinea – il cambiamento di cui abbiamo bisogno deve essere più netto, più radicale, più veloce e occorrono più investimenti”.
“Le risorse, a partire dal taglio progressivo dei sussidi delle fonti fossili, e gli investimenti pubblici e privati per far ripartire l’economia dopo la pandemia – spiega Fracassi – devono avere come condizione il rispetto di tutti gli obiettivi di sviluppo sostenibile e la lotta all’emergenza climatica”.
“In questo senso – conclude la vicesegretaria generale – cogliamo positivamente la comunicazione della Commissione Europea per il nuovo fondo di recupero da 750 miliardi di euro che, per rilanciare la competitività, la resilienza e il ruolo dell’Unione Europea a livello globale, sarà destinato ad accelerare la transizione ecologica e digitale”.
Fonte: Ufficio Stampa Cgil

mercoledì 3 giugno 2020

Donne: Fp e Cgil, bloccato tentativo rinvio discussione Ue su parità di genere

Bloccato il tentativo di rinvio della discussione della direttiva sulla trasparenza salariale da parte della Commissione Europea. Accolta nei fatti la nostra richiesta di non sospendere i lavori sulla direttiva per la trasparenza delle retribuzioni e l’intera Strategia per la Parità di Genere, nessun accantonamento della discussione”. Ad affermarlo sono Fp Cgil e Cgil.
L’impegno delle donne in questa fase di pandemia, proseguono, “non è mai venuto meno. Sono loro che hanno affrontato, senza mai tirarsi indietro, tutta la fase acuta negli ospedali, nei centri residenziali, nei servizi sociali. E sono sempre loro che hanno gestito il lavoro domestico, di assistenza e di cura per anziani e bambini. Settori questi che sono stati messi a dura prova durante la crisi di Covid-19 e hanno dimostrato ancora una volta il ruolo essenziale dei servizi pubblici nella società. 
Sappiamo che in tutti questi settori gli occupati sono perlopiù donne, e sappiamo altrettanto bene che si tratta di settori sottovalutati e con paghe più basse, anche rispetto a altri in cui prevale la presenza maschile”.
Per queste ragioni, osservano Fp Cgil e Cgil, “riteniamo fondamentale che la Commissione Europea proceda con i lavori sulla Direttiva e siamo lieti di sapere che la presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, che si era impegnata a vincolare le norme sulla trasparenza salariale nei primi 100 giorni del suo mandato, nonostante alcune incertezze e in seguito alle pressioni sindacali, nazionali ed europee, intenda onorare questo impegno come rivelato dal programma di lavoro europeo pubblicato il 28 maggio”, concludono.
Fonte: Ufficio Stampa Cgil

martedì 2 giugno 2020

Coronavirus: Cgil, Cisl, Uil, da sottoscrizione lavoratori e pensionati raccolto un milione e 900 mila euro per sostenere reparti terapie intensive

La sottoscrizione lanciata due mesi fa da Cgil, Cisl, Uil, per fronteggiare l’emergenza Coronavirus e sostenere i reparti di terapia intensiva ha raggiunto oggi la somma complessiva di 1 milione e 900 mila euro che sono già stati devoluti alla protezione civile. È quanto sottolineano in una nota i Segretari organizzativi di Cgil, Cisl, Uil, Nino Baseotto, Giorgio Graziani, Pierpaolo Bombardieri.
Siamo molto soddisfatti. È un risultato molto importante che testimonia la solidarietà concreta da parte di tanti lavoratori e pensionati italiani. Abbiamo raccolto in queste ultime settimane  900 mila euro che si aggiungono al milione di euro già versato alla Protezione Civile. Ma la nostra sottoscrizione proseguirà ancora per sostenere il lavoro di tanti medici ed operatori sanitari impegnati  nella lotta contro il Coronavirus“.


I versamenti vanno fatti sul conto corrente bancario – Monte dei Paschi di Siena IBAN IT 50 I 01030 03201 000006666670 con causale: Aiuta chi ci aiuta.

giovedì 28 maggio 2020

Piazza Della Loggia: Cgil, non smetteremo mai di ricordare e vigilare

Sotto quello striscione posato a terra c'è il corpo di un uomo. Di un compagno. Sono le 10.12 del 28 maggio 1974 quando il terrorismo nero colpisce la manifestazione organizzata dai sindacati in Piazza della Loggia a Brescia. Otto vittime, tre donne e cinque uomini. Erano insegnanti e operai, uno era stato partigiano. Otto vite spezzate e una bomba contro il sindacato simbolo della partecipazione democratica.
Il giorno dopo l'Italia reagisce in massa. A Roma si riempie Piazza San Giovanni. Prende la parola il segretario generale della Cgil Luciano Lama: “Da Piazza Fontana a Brescia una mente criminale, una mano sola ha operato per colpire a morte lo stato democratico per spegnere nella coscienza dei cittadini l’amore per la libertà; ma compagni e amici dei partiti democratici, questo disegno che vuole disgregare il paese non riesce: i grandi valori della Resistenza non sono senza difensori. Voi li vedete qui oggi, questi difensori riuniti come in altre cento piazze d’Italia, decisi a difendere le istituzioni, a promuovere il progresso sociale e civile”.
Non smetteremo mai di ricordare. Non smetteremo mai di vigilare.

sabato 14 marzo 2020

Cgil, Cisl, Uil: sottoscritto con Governo “protocollo di regolamentazione delle misure per il contrasto e il contenimento della diffusione del virus Covid-19 negli ambienti di lavoro”

Questa mattina, presso la Presidenza del Consiglio, Cgil, Cisl e Uil hanno sottoscritto con il Governo e le parti datoriali un “protocollo di regolamentazione delle misure per il contrasto e il contenimento della diffusione del virus Covid-19 negli ambienti di lavoro”. (Scarica il protocollo)
È un risultato molto importante in una fase che impone a tutti massima responsabilità nel garantire, prima di ogni altra cosa, la sicurezza e la salute dei lavoratori e delle lavoratrici. La salute di chi lavora è per noi un’assoluta priorità che deve precedere qualunque altra considerazione economica o produttiva.
L’accordo che questa mattina abbiamo sottoscritto consentirà alle imprese di tutti i settori, attraverso il ricorso agli ammortizzatori sociali e la riduzione o sospensione dell’attività lavorativa, la messa in sicurezza dei luoghi di lavoro.
Nell’accordo è stato previsto il coinvolgimento dei lavoratori e delle loro rappresentanze a livello aziendale o territoriale per garantire una piena ed effettiva tutela della loro salute. Per questo è importante che in tutti i luoghi di lavoro si chieda una piena effettività dell’intesa che è stata raggiunta.
Sappiamo che il momento è difficile e sappiamo che i lavoratori e le lavoratrici italiane sapranno agire e contribuire, con la responsabilità che hanno sempre saputo dimostrare, nell’adeguare l’organizzazione aziendale e i ritmi produttivi per garantire la massima sicurezza possibile e la continuazione produttiva essenziale per non fermare il Paese.
Importante è la sottoscrizione del testo da parte del Governo che, per quanto di sua competenza, favorirà la piena attuazione del protocollo.
Fonte: Ufficio Stampa Cgil

venerdì 13 marzo 2020

Coronavirus: Cgil, Cisl, Uil, inserire lavoro domestico tra beneficiari cassa integrazione in deroga

Abbiamo segnalato con preoccupazione alla Ministra del Lavoro Nunzia Catalfo la situazione che si sta creando in relazione a colf e badanti, la cui attività viene sospesa in questi giorni a causa delle misure precauzionali relative al contenimento del virus Covid-19”. Così, in una nota, i segretari confederali di Cgil, Cisl, Uil Tania Scacchetti, Luigi Sbarra, Ivana Veronese.
Ad evitare grave pregiudizio del reddito di queste lavoratrici e lavoratori, che possono andare incontro addirittura alla perdita dell’alloggio, chiediamo – aggiungono i tre dirigenti sindacali – che i lavoratori domestici siano esplicitamente inclusi tra i beneficiari della cassa integrazione in deroga prevista dal decreto legge di prossima emanazione”.
Fonte: Ufficio Stampa Cgil

giovedì 12 marzo 2020

Coronavirus: comunicato della segreteria nazionale Cgil

La Segreteria della Cgil ritiene imprescindibile assicurare la salute e la sicurezza in tutti i luoghi di lavoro.  Questa deve essere la priorità di tutti in questo momento per dare più forza al contrasto alla diffusione del COVID – 19.
Il DPCM 11 marzo, emanato nella notte dal Governo, non può limitarsi a semplici raccomandazioni, ma va reso pienamente esigibile al fine di sanificare, mettere in sicurezza e riorganizzare tutti i luoghi di lavoro.
In questo senso è positivo che il governo abbia accolto la richiesta unitaria di incontro, che a nostro parere deve avere come obiettivo la definizione di un protocollo nazionale di sicurezza anti contagio da applicare in tutti i luoghi di lavoro.
La sua definizione e applicazione non può prescindere da un confronto e da accordi fra le parti sociali ad ogni livello, coinvolgendo tra le altre anche le Rappresentanze sindacali dei lavoratori.
Laddove non ricorrano le condizioni per dare applicazione al protocollo di sicurezza si deve procedere alla riduzione delle attività produttive sino anche alla loro momentanea sospensione utile a determinare le condizioni di sicurezza per le lavoratrici e i lavoratori.
Per realizzare tutto ciò, occorre fare ricorso a tutti gli strumenti contrattuali e agli ammortizzatori sociali esistenti o di prossima definizione per sostenere sia i processi di sanificazione e messa in sicurezza dei luoghi di lavoro, sia per far fronte ad eventuali rallentamenti o sospensione delle attività produttive.
Solo garantendo la sicurezza e la salute nei luoghi di lavoro si può sconfiggere l’epidemia in corso: è questa l’unica condizione necessaria per determinare la salvaguardia dell’occupazione e la ripresa dello sviluppo del nostro Paese.
Fonte: Ufficio Stampa Cgil

mercoledì 11 marzo 2020

Coronavirus: Landini, Furlan e Barbagallo scrivono ai presidenti delle associazioni datoriali e per conoscenza al Presidente del Consiglio dei Ministri Conte

Di seguito riportiamo la lettera inviata da Cgil, Cisl e Uil a tutte le associazioni datoriali e, per conoscenza, al Presidente del Consiglio alla luce del nuovo decreto della Presidenza del Consiglio.

Cari Presidenti,
la drammaticità della situazione e le misure urgenti, varate ieri dal Governo, per contenere la diffusione del virus COVID-19 sull’intero territorio nazionale, ci impongono di affrontare insieme una nuova situazione e valutare iniziative immediate a salvaguardia della salute delle lavoratrici e dei lavoratori, in tutti i luoghi di lavoro e nel Paese. Ad oggi registriamo in molti luoghi di lavoro l’estrema difficoltà di rispettare le disposizioni previste dei diversi DCPM per il contenimento dell’infezione da coronavirus.
Fermo restando la diversità delle situazioni nelle singole Regioni e la necessità di garantire i servizi essenziali e le attività che si ritengono indifferibili, pensiamo sia il momento di concordare, ove ritenuto necessario, una riduzione modulata (dal rallentamento fino alla sospensione momentanea) della attività lavorativa manifatturiera e dei servizi, utilizzando al tal fine gli ammortizzatori sociali legislativamente disponibili o che saranno resi disponibili dai provvedimenti che sono in discussione e, ove se ne

martedì 10 marzo 2020

Coronavirus: Cgil e Fp lanciano petizione, sosteniamo operatori Ssn

Cgil e Fp lanciano una petizione a sostegno degli operatori del Sistema sanitario nazionale, alle prese con l’emergenza Coronavirus, per rivendicare nuove assunzioni e risorse. “Da settimane le lavoratrici e i lavoratori del nostro Servizio sanitario nazionale sono alle prese con la battaglia per contrastare l’epidemia del virus Covid-19 – recita il testo della petizione della Cgil che si può firmare a questo indirizzo http://chng.it/JZzDxGt9Mw -. Turni massacranti, esposizione della propria salute ma anche spirito di servizio pubblico e grande professionalità: questo hanno dimostrato gli operatori del Servizio sanitario nazionale”.
Il Paese, spiega il sindacato, “ha il dovere morale di riconoscere questo sacrificio e questa dedizione alla cura delle persone. Il personale, principalmente (ma non solo) quello delle zone rosse, sta lavorando senza pause, a volte in carenza degli strumenti e dei dispositivi di protezione individuali necessari, operando in un contesto di assoluta emergenza e a rischio per la propria incolumità personale”.
Per queste ragioni, osservano Cgil e Fp, “c’è bisogno di un gesto concreto che testimoni agli operatori del Sistema sanitario quanto il nostro Paese riconosca il loro valore. Come Cgil e Funzione Pubblica Cgil chiediamo che alle prime assunzioni autorizzate si affianchi subito un nuovo provvedimento che a regime riporti l’organico del Ssn a un fabbisogno adeguato e che stanzi risorse tali da incrementare la retribuzione di quei lavoratori per ogni settimana di lavoro svolto in emergenza, oltre il valore dello straordinario per ogni ora lavorata. Chiediamo il riconoscimento di un’indennità specifica oraria Covid-19 per chi ha lavorato e lavora in questa battaglia per salvare la nostra salute. Servono assunzioni e il riconoscimento adeguato per chi lavora in sanità”, concludono.

Fonte: Ufficio Stampa Cgil

lunedì 9 marzo 2020

Lavoro: Cgil, criticità strutturali aggravate da Covid-19

L’occupazione in Italia è al massimo storico di 23,4 milioni di unità, un dato che deve essere correttamente interpretato poiché nasconde pesanti criticità strutturali del nostro mercato del lavoro che si ripercuoteranno nel 2020, aggravate purtroppo anche dagli effetti del Covid-19”. Così in una nota la Cgil Nazionale commenta il Rapporto annuale di ministero del Lavoro, Istat, Inps, Inail e Anpal sul mercato del lavoro 2019.
I dati sul lavoro del 2019, sottolinea la Confederazione “segnano, a partire dalla fine dell’estate, un costante calo complessivo degli occupati, in particolare dei tempi determinati e dei lavoratori indipendenti, meno di quelli a termine. Nel dettaglio: gli occupati a tempo indeterminato a dicembre sono il 64,2 % del totale, – 1,4% rispetto al massimo storico del 2015; gli occupati a termine raggiungono il loro massimo  storico al 13,4%, mentre gli indipendenti registrano il minimo storico 22,5%. Sostanzialmente – afferma – un fine anno di marcata sofferenza occupazionale”.
Per la Cgil “la tendenza occupazionale, oltre a essere caratterizzata da una bassa crescita, si contraddistingue per la sua bassa intensità lavorativa (a gennaio 2020, rispetto al 2007, registriamo -2,3mld di ore lavorate complessive) e per la sua scarsa qualità più di 2,7mln di italiani, il 107% in più