martedì 29 settembre 2009

Pensioni: no ai nuovi coefficienti a partire dal 2010, si perde il 3%

CGIL organizza nelle prossime settimane un'iniziativa pubblica per spiegare le ragioni del NO all'applicazione automatica dei nuovi coefficienti e chiedere un applicazione 'pro rata'

La CGIL è contraria all'applicazione automatica dei nuovi coefficienti di calcolo per la pensione a partire dal primo gennaio 2010. L'applicazione, prevista dalla legge 247 del 2007 - spiega la Segretaria Confederale Morena Piccinini - avrebbe dovuto essere preceduta dal lavoro di una commissione sullo studio di una modifica di questi coefficienti di trasformazione del montante contributivo, Commissione però che non è mai stata costituita.
La revisione dei coefficienti previsti per il sistema contributivo, legati all'età alla quale si va in pensione (sono più bassi se si esce dal lavoro prima e più alti se si esce dopo), è stata prevista a fronte dell'allungamento della vita media. Ipotizzando che si riceva l'assegno per più tempo, infatti, a parità di età di uscita dal lavoro, l'importo, legato ai contributi versati nella propria vita lavorativa, sarà abbassato.
L'applicazione dei nuovi coefficienti - avverte la sindacalista - produrrà una riduzione consistente delle pensioni erogate a partire dal 2010 e soprattutto segnerà differenze di circa il 3% dell'assegno mensile tra chi uscirà dal lavoro a dicembre 2009 e chi andrà in pensione a gennaio 2010. “Si tratta – dice Piccinini - di circa 1.000 -1.200 euro l'anno per chi ha una pensione di 1.800 euro al mese. Alla fine, una misura che avrebbe dovuto spingere le persone a restare di più al lavoro le convincerà ad uscire entro quest'anno”.
La differenza tra gli importi di pensione, secondo Piccinini,sarà ancora più consistente tra chi va a riposo con il sistema retributivo (coloro che avevano almeno 18 anni di contributi ai tempi della riferma Dini, nel 1995). “In questo caso – spiega la segretaria confederale - la differenza tra gli assegni può arrivare al 7% tra chi ha la pensione calcolata con il sistema retributivo e chi va in pensione con il sistema contributivo dall'anno prossimo”.
La CGIL, che nelle prossime settimane farà una iniziativa pubblica per spiegare le ragioni del no all'applicazione automatica dei nuovi coefficienti, in particolare chiede che l'applicazione non sia “retroattiva” e quindi fatta sull'intero montante contributivo. Sarebbe invece possibile discutere su un'applicazione “pro rata”, e quindi solo sui contributi accumulati a partire dal 2010.
Ecco una tabella sui vecchi e i nuovi coefficienti di trasformazione (i numeri per i quali viene moltiplicato il montante contributivo versato rivalutato ogni anno in base al PIL):


ANNI
VECCHI COEFFICIENTI
NUOVI COEFFICIENTI
57
4,720
4,419
58
4,860
4,538
59
5,006
4,664
60
5,163
4,798
61
5,334
4,940
62
5,514
5,093
63
5,706
5,257
64
5,911
5,432
65
6,136
5,620

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