domenica 4 ottobre 2009

LE POSTE NON SONO UNA BANCA


DICHIARAZIONE DI EMILIO MICELI SEGRETARIO GENERALE SLC/CGIL
Ci pare quanto meno discutibile che di fronte allo scontro tra le banche e il governo si pensi che le Poste possano supplire facendo un mestiere che in atto non è il loro. Qualche giorno fa le Poste dovevano entrare nella compagine azionaria di Telecom per favorire la fuoriuscita di Telefonica; adesso dovrebbero sottoscrivere i bond di Tremonti quasi che il gruppo delle Poste non avesse dei suoi obiettivi da raggiungere.
Tutto questo rischia di distrarre le Poste dall’obiettivo di migliorare la sua capacità di recapitare le lettere in Italia e in Europa. E’ il classico uso disinvolto delle (ex) aziende di stato che più che obbedire alla loro missione servono alla bisogna. E’ un’idea vecchia che non ha riscontro in Europa dove le aziende postali hanno caratteristiche più specifiche e sono dunque più competitive.
Una banca non si inventa da un giorno all’altro: non serve alle imprese, non serve al paese e non serve ai lavoratori postali. La logica dell’emergenza può portare a fare errori che poi si pagano. Un gruppo postale con 14.000 sportelli si giustifica, una banca no.
Emilio Miceli

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