mercoledì 3 marzo 2010

CONGRESSO DELLA CAMERA DEL LAVORO TERRITORIALE DI BRESCIA 2 E 3 MARZO 2010 DOCUMENTO FINALE

Le delegate ed i delegati al Congresso della Camera del Lavoro di Brescia, del 2 e 3 marzo 2010, richiamano all'attenzione generale la gravità della crisi: con il crollo delle produzioni e la crescita abnorme dell'uso della cassa integrazione, che sta passando da ordinaria a speciale, il raddoppio della disoccupazione, l'inarrestabile aumento di richieste di cassa in deroga. La perdita di lavoro causa immediatamente perdita di reddito, coinvolgendo decine di migliaia di famiglie nella sola nostra Provincia. Fin dalle lotte dell'autunno scorso a difesa di produzione e di occupazione in numerose aziende è risultato evidente l'obiettivo prioritario di tutta la nostra iniziativa: no ai licenziamenti. L'inizio del 2010 conferma il crollo delle produzioni: non c'è ripresa, né produttiva, né, tanto meno, occupazionale. Vengono persino rilanciate la rendita e la speculazione finanziaria: si stanno così ripercorrendo le vie che hanno determinato la crisi del 2008. Troppo tempo è passato dalla tarda estate del 2008, senza risposte positive e forti da parte del Governo, al contrario delle rivendicazioni sostenute anche dalla CGIL. Né sostegno al reddito dei disoccupati, né sostegno alla domanda interna con sconti fiscali su lavoro dipendente e pensioni, né sostegno agli investimenti delle imprese per nuove produzioni, né investimenti in opere pubbliche subito cantierabili. Di fronte alla stagnazione susseguente la caduta nel 2009 di 5 punti di PIL, la via che si impone per la tenuta del tessuto produttivo e sociale è la distribuzione del lavoro che c'è, vale a dire una riduzione degli orari di lavoro. Il contratto di solidarietà diventa lo strumento principale per contrastare perdita del posto di lavoro e perdita di reddito a livello di massa. Le norme legislative devono agevolarne l'utilizzo e devono garantire coperture di reddito certe ed adatte ad affrontare il breve termine.
Una tassazione capace di mordere sulla insopportabile evasione fiscale, sulla rendita finanziaria ed ...
immobiliare, è la sola misura in grado di reperire le risorse necessarie a questo sforzo nazionale. A motivo di queste argomentazioni aderiamo convintamente allo sciopero generale nazionale proclamato dalla CGIL per il 12 marzo 2010, da noi inteso come una prima tappa di una vertenza per la rivalutazione di salari e pensioni. Insieme ad una doverosa redistribuzione della ricchezza a favore dei lavoratori e delle lavoratrici dipendenti,delle pensionate e dei pensionati, ribadiamo l'esigenza di politiche industriali e di sviluppo del terziario avanzato, sostenute dal finanziamento pubblico per aprire all'Italia la via alta alla competitività.
Anche a Brescia è necessario che investimenti pubblici rilancino il lavoro in: opere pubbliche immediatamente cantierabili, piani locali di edilizia economica e popolare, oltre che in quella sociale, nel riuso edilizio di aree dismesse dall'industria, nel recupero dei centri storici, al fine garantire il diritto all'abitazione e migliorare la vivibilità delle aree urbane, produzione di energia da fonti rinnovabili, riassetto idrogeologico della montagna e delle valli, difesa e recupero dell'ambiente, quale leva essenziale per l'utilizzo della risorsa turistica depurazione delle acque inquinate dall'industria e dall'agricoltura, messa in sicurezza degli edifici pubblici , in particolare di quelli scolastici di ogni ordine e grado, qualificazione della rete e dei mezzi del trasporto delle persone su ferrovia, senza dimenticare quello pubblico su gomma, per i pendolari e per una mobilità sostenibile, soprattutto nelle aree congestionate rete di servizi sanitari ed assistenziali (a costi sostenibili per gli assistiti e per le loro famiglie), oltre la rete ospedaliera, per garantire una rete pubblica di prevenzione e riabilitazione sanità pubblica con alta qualità tecnologica per la cura e l'emergenza ricerca ed alta formazione con le università. Il valore del lavoro dipendente è colpito dalla frammentazione del sistema produttivo, dalla riorganizzazione del sistema distributivo e dalla privatizzazione dei servizi pubblici, dalla precarizzazione dei contratti di lavoro nel pubblico e nel privato.
Avvertiamo chiaramente il pericolo che i futuri nuovi posti di lavoro possano avere come normalità un contratto precario: l'esatto opposto del bisogno di sicurezza sociale e di prospettiva sul futuro che la società, innanzitutto per ragazze e ragazzi, e l'economia pretendono per la coesione e gli investimenti di lungo termine. L'impegno contro la precarietà richiede iniziative determinate ad unificare l'organizzazione della rappresentanza nei diversi luoghi di lavoro, rivendicazioni unificate tra lavoratori e lavoratrici, che vadano oltre i contratti nazionali di inquadramento. Il ruolo unificante di garanzia per tutte e tutti i lavoratori del Contratto Collettivo Nazionale di Lavoro deve farsi carico della crescita del loro reddito e del diritto ad un lavoro stabile e buono.  
La Camera del Lavoro è impegnata a dare nuove forme alla esigenza di informazione, consulenza, tutela mostrate dai singoli lavoratori e dalle singole lavoratrici precarie, dipendenti delle aziende artigiane e di piccole dimensioni, articolando ulteriormente la presenza nei centri Provincia. L'impoverimento diffuso riguarda diverse fasce della popolazione, a cominciare da quella più anziana, ma colpisce quante e quanti sono privi di una rete di sostegno familiare. Lo Stato Sociale va riscritto alla luce delle trasformazioni indotte dalla crisi. Il sistema previdenziale deve misurarsi con le conseguenze della caduta dell'andamento del PIL e con la perdita del potere d'acquisto delle pensioni. Il sistema di ammortizzatori sociali va esteso ed incrementato a garanzia per tutti i lavoratori, precari compresi. Il sistema assistenziale con l'invecchiamento e la solitudine. Il sistema scolastico con le nuove generazioni di immigrati da altri Paesi, con le mutazioni della divisione internazionale del lavoro. Rifiutiamo l'idea di tutele sociali corporative ed aziendaliste, perciò regressive, gestite da Enti Bilaterali, contenuta nelle recenti proposte del Libro Bianco: un'idea che nega l'eguaglianza nei diritti universali garantiti dalla Costituzione.  
Respingiamo la politica dei tagli nella spesa sociale che comporta un immediato maggiore carico di spesa sui redditi dei dipendenti e dei pensionati, alla ricerca di prestazioni non più erogate. Questi problemi hanno gravi ricadute sulla sicurezza sociale: attorno ad essi si fa sempre più stringente il dovere di una stretta collaborazione nella contrattazione sociale con i Comuni e con la Regione, tra categorie, innanzitutto tra Camera del Lavoro, con il suo Dipartimento dello Stato Sociale, Sindacato dei Pensionati e Funzione Pubblica La sicurezza sul lavoro rimane tra i grandi problemi affrontati: dalla lotta per la legalità, dalla sorveglianza degli organismi ispettivi, alla contrattazione di anticipo, al ruolo dei RLS, al controllo della organizzazione del lavoro. Dal confronto su questi temi non possono dirsi esenti le tante e diverse Associazioni delle Imprese, come l'Associazione Industriale Bresciana: prima di tutto da quelli inerenti il governo del territorio e dell'ambiente. In generale non può più essere assente dagli argomenti confrontati quello dell'azione della Giunta della Regione Lombardia, tanto presente nelle agenzie di informazione e propaganda e tanto sfuggente al confronto sulle scelte da essa compiute e dettate in materia di sanità, assistenza, sociale, formazione, ambiente, trasporti, agricoltura.....  
E' auspicabile che all'assemblea delle corporazioni, convocata ogni tanto in Amministrazione Provinciale, per ascoltare pareri sulla crisi, si sostituisca in breve un vero e proprio osservatorio sulla crisi che utilizzi competenze professionali ed istituzionali al servizio di un'attenta analisi dell'andamento nei diversi settori e delle ricadute occupazionali. E che quest'opera costituisca base per un confronto serrato attorno alle possibili risposte ed interventi sia dei soggetti pubblici, sia dei privati. L'Amministrazione Provinciale deve assumere il ruolo di riferimento per definire elementi di programmazione delle attività economiche, verso politiche industriali mirate a produzioni sostitutive di quelle dismesse, verso sinergie nella ricerca tra università ed industria, per coordinare la pianificazione urbanistica ed impedire ulteriore saccheggio del territorio, per monitorare la situazione ed i possibili sviluppi dei servizi a rete e degli investimenti delle multiutility, per aggiornare i servizi di trasporto pubblico alle continue modificazioni della pendolarità per lavoro e per studio e per cura, per coordinare le attività previsionali dei Piani Sociali di Zona e la relazione tra politiche ambientali e patologie diffuse nella realtà bresciana Il Congresso della Camera del Lavoro di Brescia ribadisce il proprio impegno alla eliminazione di ogni discriminazione razzista: soltanto l'accoglimento dei migranti nella comunità può garantire un futuro non dominato dal conflitto tra le diverse etnie. Per questo continueremo a contrastare, sul piano politico e culturale e sul piano legale, le decisioni di Amministrazioni Locali che escludono dai diritti sociali, sulla base della nazionalità e della permanenza nella residenza, i lavoratori e le lavoratrici immigrati dall'estero.  
Dopo la manifestazione di sabato 6 febbraio e dopo il 1° marzo, “un giorno senza di noi”, iniziative alle quali abbiamo dato fattiva collaborazione e che hanno registrato una vasta partecipazione, dobbiamo saper dare continuità ed estensione alla battaglia antirazzista. Convivenza e corresponsabilità, per potersi verificare, hanno bisogno di parità di diritti e di doveri nei luoghi di lavoro, nelle case, nei paesi e nei quartieri. Per questo va eliminato dal quadro normativo il contratto di soggiorno, introdotto dalla Bossi-Fini, insieme al reato di clandestinità. Il buon vicinato è possibile se sorretto da un'opera delle istituzioni locali a favorire reciproca conoscenza e situazioni liberate da tensione e degrado. Le stesse politiche di contrasto alla criminalità ed alla maleducazione hanno bisogno di condivisione e di rispetto della pari dignità di tutte le donne e di tutti gli uomini che convivono nello stesso spazio urbano. A proposito anche a Brescia c'è bisogno di più Stato per contrastare la illegalità economica, a cominciare da quella che opprime il lavoro dipendente, che si arricchisce evadendo fisco e contribuzione sociale, contravvenendo ai contratti di lavoro. Forte è la preoccupazione per l'espandersi di una economia gestita dalla criminalità organizzata, che può andare dalle fatturazioni false alla gestione dei grandi appalti: per questo la nostra lotta per un fisco capace di aggredire l'evasione e l'economia in nero si qualifica anche come lotta per la civiltà. Ci interessa l'indipendenza della Magistratura, insieme al buon funzionamento della macchina giudiziaria, quelli della Polizia di Stato, dei Carabinieri, della Guardia di Finanza. Un'adeguata dotazione di organici e mezzi, il loro coordinamento effettivo risulta decisivo per mettere su un piano accettabile il senso della sicurezza contro il crimine. La lotta alla corruzione politica è certo compito degli organi inquirenti, ma, nello stesso tempo, dovere tra i principali per quanti, come noi, informano la loro funzione sociale ed il loro impegno democratico ai principi della Costituzione.  
Il Congresso impegna la Confederazione alla sindacalizzazione in modo diffuso del lavoro oggi frantumato e precarizzato, al rafforzamento della funzione contrattuale, a riconquistare un sistema contrattuale condiviso, ad ottenere l'abrogazione del Decreto Legislativo 150 del 2009 che annulla la contrattazione nel sistema pubblico. Inoltre impegna la Confederazione a promuovere iniziative per la legge sulle regole democratiche e sulla rappresentanza sindacale. Il Congresso dà il sostegno della Camera del Lavoro alla mobilitazione contro la privatizzazione dell'acqua, a cominciare da quella della giornata del prossimo 20 marzo. Il Congresso della Camera del Lavoro sottolinea la preoccupazione per la crisi di ogni modello partecipativo alla vita delle istituzioni democratiche locali, le cui assemblee elettive sono deprivate di ogni funzione di proposta e di controllo rispetto alle Giunte. Lo svuotamento delle pratiche democratiche è sempre parte di progetti autoritari: tentazione ricorrente da parte dei potenti di fronte alla propria incapacità a risolvere situazioni di grave crisi economica e sociale, soprattutto in presenza di una disoccupazione di massa.  
Va difesa la libertà di informazione, anche sulle intercettazioni, sul malaffare: essa è elemento decisivo per impedirne il controllo totale da parte di pochi, innanzitutto del Presidente del Consiglio dei Ministri, nella formazione del consenso, attraverso la censura di ogni notizia per essi negativa. Il rapporto, emerso nuovamente, tra esponenti del potere politico, pezzi di criminalità organizzata, arnesi della destra eversiva forniscono un quadro che noi non sottovalutiamo. Proponiamo alla intelligenza dei lavoratori, lavoratrici, pensionati e pensionate l'esigenza di forte allarme e chiediamo la disponibilità alla mobilitazione democratica a difesa dell'ordinamento costituzionale. Infine, il Congresso sollecita una aperta riflessione sull'esperienza che stiamo vivendo, sul dibattito, sul voto ed il percorso congressuale, in modo da giungere, da parte del Comitato Direttivo nazionale, alla definizione di novità, anche in materia di regole, utili alla chiarezza e soprattutto ad una effettiva partecipazione di iscritti ed iscritte.
VOTATO ALLA UNANIMITA', con una astensione

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