venerdì 28 maggio 2010

28 maggio 1974 - 28 maggio 2010 trentasei anni dalla strage di Piazza Loggia

La mattina del 28 maggio 1974 una bomba esplode sotto i portici di piazza della Loggia a Brescia, mentre è in corso una manifestazione antifascista indetta dai sindacati e dal Comitato antifascista. L’attentato rivendicato da Ordine Nero, provoca otto morti L’attentato rivendicato da Ordine Nero, provoca otto morti
Giulietta Banzi Bazoli, Livia Bottardi, Clementina Calzari Trebeschi, Euplo Natali, Luigi Pinto, Bartolomeo Talenti, Alberto Trebeschi e Vittorio Zambarda, ferendo anche 103 persone.
Oggi, dopo 36 anni, il 28 maggio del 1974 è una ferita aperta per Brescia, è un pugno nello stomaco per tutti quelli che hanno vissuto quegli anni.
Vi portiamo tutti nel cuore! Non vi dimenticheremo

Livia Bottardi Milani
Anni 32 - CGIL Scuola -
Queste righe non sono sufficienti per ricordare l'attività e l'impegno di Livia.
La CGIL scuola, l'AIED, il circolo del cinema, proprio per i problemi politici, sociali e umani che proponevano, furono certamente i centri maggiori dei suoi interessi. Fra i vari documenti ritrovati, c'è una frase molto significativa che rivela di quanto sia stato profondo il suo contributo per le libertà civili: "Esistiamo, quando prendiamo coscienza di noi e del mondo in cui lavoriamo "

Clementina Calzari Trebeschi
Anni 31 - CGIL Scuola -
Fra i fondatori del Sindacato scuola CGIL con Livia Bottardi Milani e Alberto Trebeschi. La costante ricerca per un impegno politico e culturale e in stretto collegamento anche operativo con la realtà di ogni giorno, hanno spinto Clementina a potenziare e rinnovare quegli ideali di giustizia sociale che erano alla base della sua scelta politica. Clementina collaborò alla stesura del libro di Alberto Trebeschi, compagno della sua vita, caduto anch' egli in quel mattino del 28 maggio a Brescia.

Giulietta Banzi Bazoli
Anni 34 - CGIL Scuola -
Nella mozione della loro assemblea del 1 Giugno 1974, gli studenti di Giulietta hanno scritto: "Di fronte al tentativo di mistificare i connotati politici di questi caduti, facendoli passare per individui casualmente coinvolti nella strage, é necessario testimoniare l'impegno politico che li ha portati al sacrificio" ... I giovani sanno essere giudici attenti e sagaci. Giulietta era così: non per nulla dietro la sua bara c'era una semplice bandiera rossa.


Alberto Trebeschi
Anni 37 - PCI - CGIL Scuola - Circolo del Cinema
Studioso, ricercatore, aveva elaborato la massima parte di un'opera dal titolo "Fisica e filosofia", Alberto era anche l'uomo che agiva per realizzare quanto teoricamente riteneva giusto e serio. In una delle pagine del suo diario si legge: ..." Se mi andasse di perdere il sapore del travaglio intellettuale, in me rimarrebbe esclusivamente l'animale e questo rappresenterebbe il primo passo verso la morte, la vera morte che è quella dello spirito..."

Euplo Natali
Anni 69 - PCI
Nativo di Cereto d'Esi, in provincia di Ancona, nel 1941 viene licenziato dal reparto Sider per le sue idee antifasciste. Durante la Resistenza opera nei Gruppi d'azione Partigiana e alla liberazione è uno dei tre rappresentanti del CNL della provincia di Brescia. Le ultime testimonianze di amici raccontano di Euplo e delle sue esternazioni;egli diceva: "E' inutile, il problema è sempre quello, bisogna sconfiggere quella indifferenza che è la matrice del fascismo "....

Bartolomeo Talenti
Anni 56 - FLM
Era iscritto al sindacato. Era il "papà" per tanti giovani. Gli amici lo chiamavano "Batolo" e non aveva tanti grilli per la testa. Fu lavoratore a domicilio quando non esistevano né Mutua e né assicurazione. Era un bravo armaiolo, un mestiere che i Talenti si tramandavano da padre in figlio. La sua morte fu appresa a tarda sera, era stato riconosciuto tramite un vecchio cartellino paga.

Luigi Pinto
Anni 25 - CGIL Scuola -
Luigi lasciò Foggia agli inizi degli anni "70, tecnico in Sardegna fino ai primi incarichi di insegnamento delle Applicazioni Tecniche nella scuola media dell'obbligo, per andare a Rovigo, a Ostiglia ed infine a Siviano di Montisola, nella provincia di Brescia. Un percorso difficile ma maturo con la consapevolezza delle proprie forze, ereditate da una civiltà che non è solo mafia, ma cultura intesa non solo come espressione della natura dei nostri modi di vivere, ma anche come passione per la dolcezza e la luce, e ciò che più conta, la ragione di farle prevalere.

Vittorio Zambarda
Anni 60 - PCI
Era andato in pensione da pochi giorni. Per lui non sono riusciti neppure ad aprire la pratica, la bomba neofascista l' ha stroncato prima dei termini stabiliti dalla legge. Era un lavoratore edile, umile compagno ed un amico per tanti; la sua giovialità non l'aveva nemmeno persa nei giorni più difficili della sua travagliata vita. Venne a mancare il 15 giugno 1974, in seguito alle ferite riportate nell'attentato.


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