martedì 5 ottobre 2010

Cartiera, gelo al Tavolo: «Sui tagli è già deciso»

Al tavolo istituzionale riguardante la Burgo (chiusura della linea che produce carte normali, con 110-120 dipendenti che perderanno il posto, su un totale di 300), convocato dal sindaco di toscolano Maderno Roberto Righettini, e riunitosi per la prima volta ieri pomeriggio nella sala consiliare di Palazzo Bonometti, non si è registrato alcun passo avanti.
Tre ore di incontro non sono servite a smuovere il rappresentante della proprietà, Rodolfo Magosso, che ha mantenuto la sua posizione, affermando come la macchina XI (lunga più di cento metri, capace di sfornare 850 metri al minuto di carta per libri, block notes, lettere) non sia più redditizia, e di conseguenza smetterà dal 1 gennaio.
Non un segno di apertura, non un cenno di speranza.
Proseguirà invece la macchina X, da cui esce il patinato, ma il timore è che in futuro anche questa cessi l'attività. All'incontro, svoltosi a porte chiuse, hanno partecipato sindaci della zona o loro delegati (Tignale, Limone, Gargnano, Gardone Riviera, Salò), l'assessore provinciale Giorgio Bontempi, funzionari della Regione e della Prefettura, sindacalisti. Il Sottosegretario Stefano Saglia ha inviato una lettera, confermando il suo impegno. Proprio lunedì, il giorno prima che la notizia venisse diffusa, aveva incontrato gli operai della Rsu, garantendo appoggio. All'esterno un gazebo con le bandiere di tutti i gruppi politici del paese (uniti).
Al termine i dipendenti che avevano atteso sono stati ricevuti nella sala consiliare. Angelo Andreoli, segretario Slc Cgil, e Marina Bordonali della Fistel Cisl hanno osservato: «L'azienda è rimasta ferma. Nonostante le aperture di tutti i presenti, dalla Regione (che ha prospettato contributi e finanziamenti) alle organizzazioni sindacali (disposte a riesaminare le modalità di lavorazione), non abbiamo ottenuto niente. Bisogna tenere presenti le gravi ricadute sociali ed economiche sul territorio in caso la decisione della Burgo passasse. Alla nostra osservazione che la cartiera di toscolano è produttiva e ha dato utili, ci siamo sentiti rispondere che non è più competitiva. Scelta che non rientra in nessuna logica industriale».
Sostiene infatti l'azienda che, altrove in Italia, la Burgo ha stabilimenti «monomacchina» (tale diverrebbe anche toscolano) che sono efficienti e redditizi. Ma è difficile non temere che, invece, gli scenari per una fabbrica «dimezzata» non siano rosei come viene detto. E già questi tagli sono una dolorosa mutilazione per la fabbrica e per il paese.
Il sindaco Righettini: «Da una parte la nostra disponibilità a cercare una soluzione, dall'altra una chiusura totale dell'azienda. Il tavolo istituzionale verrà riconvocato. Le battaglie si possono perdere, l'importante è vincere la guerra».
Prossimo appuntamento: venerdì nell'aula magna delle scuole medie l'assemblea pubblica. Poi il 15, a Vicenza, un incontro per fare il punto su tutto il gruppo Burgo. Nell'attesa, grande è l'amarezza.
Fonte: Sergio Zanca - BresciaOggi

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