domenica 3 ottobre 2010

Cartiera in lotta contro i tagli. Il Governo convocato al tavolo

Dipendenti della cartiera, che da mercoledì hanno allestito un presidio nel piazzale davanti allo stabilimento, e cittadini di toscolano Maderno, si sono dati appuntamento per domani pomeriggio davanti alla sala consiliare di Palazzo Benamati. Intendono far sentire la loro voce ai partecipanti al tavolo istituzionale di crisi riguardante la Burgo, convocato per le ore 15.
CHIUDERE dal prossimo 1° gennaio una delle due linee di lavorazione, la macchina continua XI, che sforna 870 metri di carta normale (per libri, agende, block notes, lettere), comporterebbe un taglio di 110-120 posti sul totale di 300.
La notizia, comunicata martedì dal direttore Fiorenzo Pesenti e dal capo del personale Di Fiore, ha seminato in paese rabbia e sconcerto, poichè piovuta come un fulmine a ciel sereno. «Visto che i primi insediamenti industriali nella valle risalgono al 1400, si vogliono cancellare 600 anni di storia», è il commento generale.
Il sindaco Roberto Righettini ha invitato alla riunione di domani il Sottosegretario Stefano Saglia, il Prefetto Narcisa Brassesco Pace, l'assessore regionale Giovanni Rossoni, quello provinciale Giorgio Bontempi, l'amministratore delegato della Burgo Girolamo Marchi (a capo di un gruppo di 13 aziende) i segretari delle segreterie territoriali di categoria (Marina Bordonali, Angelo Andreoli, Angelo Zanelli), il presidente dell'Associazione industriale bresciana Giancarlo Dallera e quello di Assocarta Paolo Culicchi, oltre alle Rsu della fabbrica.
Dall'Associazione lavoratori anziani, guidata da Giorgio Bombardieri, un appoggio convinto. «Esprimiamo piena e sincera solidarietà alle maestranze della cartiera e alle loro famiglie, in questo grave momento che colpirebbe l'occupazione di molti –scrivono i componenti del direttivo-. Ribadiamo che la fermata della macchina XI e un ridimensionamento dell'organico comporterebbero un grave danno per l'intera comunità. Approviamo tutte le iniziative promosse dal sindaco Righettini, condivise dal consiglio comunale e da quello di fabbrica, e condividiamo l'immediata attivazione del tavolo istituzionale di crisi».
Fonte: Sergio Zanca - BresciaOggi

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