venerdì 1 ottobre 2010

Cartiera Toscolano, ora inizia la battaglia

Solo tre anni fa, la Cartiera di Toscolano (gruppo Burgo) ha festeggiato cento anni di vita. Oggi il clima è completamente diverso, perché l'annuncio dell'azienda di chiudere un reparto produttivo entro fine anno ha seminato il panico nella fabbrica (dove lavorano 300 addetti) e nel paese gardesano.
Uscire dal mercato carte naturali
«La direzione dello stabilimento - spiega il rappresentante sindacale Luca Bertanza - ha annunciato la volontà di uscire dal mercato delle carte naturali, fermando così la macchina 11». Una decisione che, secondo le rsu e i sindacati provinciali Slc Cgil, Fistel Cisl e Uilcom Uil, non ha ragioni industriali. Il bilancio del gruppo Burgo (costituito da 13 cartiere, per un totale di 4.500 addetti) è infatti positivo: i primi sei mesi del 2010 si sono chiusi con un profitto pre-tasse di 6,3 milioni di euro.
«In un quadro sostanzialmente positivo - aggiunge Bertanza - la Cartiera di Toscolano ha fatto anche meglio di altre fabbriche del gruppo, raggiungendo i livelli di efficienza e produttività tanto nella produzione di carta naturale, quanto in quella di carta patinata».
L'azienda non ha ancora quantificato il numero degli esuberi. I sindacati parlano di cento addetti, ma potrebbe anche essere una stima al ribasso considerando i lavoratori indiretti. E poi c'è un'altra preoccupazione, molto più seria. «Il ridimensionamento dello stabilimento - spiegano Angelo Andreoli della Slc, Marina Bordonali della Fistel e Mario De Allegri della Uilcom - rischia di essere il primo passo verso la chiusura definitiva della Cartiera di Toscolano: è infatti evidente che esistono costi fissi che non possono essere sostenuti con una riduzione della produzione».
Il legame con il territorio
Ma la sensazione è che, a difesa della Cartiera, non si stiano muovendo solo sindacati, lavoratori e Amministrazione comunale (con il sindaco Roberto Righettini che è anche un dipendente dell'azienda). È tutto un territorio che non ci sta a subire un nuovo impoverimento industriale (si pensi che, negli anni Quaranta, alla Cartiera lavoravano 1.600 persone e, ancora negli anni Ottanta, i dipendenti erano circa 500).
Il presidio dei lavoratori davanti ai cancelli della fabbrica è infatti simbolico, per sensibilizzare i cittadini di Toscolano, e non solo... La Cartiera è infatti l'unica grande fabbrica dell'alto Garda, e un pesante ridimensionamento o, peggio ancora, una lenta agonia che porti verso la chiusura, rischiano di creare gravi conseguenze anche sul piano sociale.
La Cartiera è entrata a far parte del gruppo Marchi nel 1989 e, dopo una fusione avvenuta nel 2005, è oggi uno stabilimento di eccellenza del gruppo vicentino Burgo (Girolamo Marchi è l'amministratore delegato, mentre Aldo Marchi è il vicepresidente). Peraltro, l'insediamento industriale è collocato all'interno di un territorio dove si produce carta da secoli, ed è inserito in un parco protetto di grande interesse turistico. Proprio per questo, sono stati effettuati negli ultimi anni investimenti per ridurre l'impatto ambientale (con l'introduzione di un impianto di cogenerazione e di un sistema per il trattamento delle acque reflue).
«Vogliamo dimostrare - dicono i lavoratori - che è possibile un progetto alternativo alla fermata del reparto: si possono realizzare qui nuove produzioni». Un'occasione si presenterà il 15 ottobre, in occasione della riunione sindacale di tutto il gruppo Burgo. Prima, però, si svolgeranno scioperi e manifestazioni che vedranno in prima linea tanti gardesani pronti a cominciare una battaglia (molto difficile) per difendere una fabbrica che rappresenta molto di più dei posti di lavoro che garantisce.

Fonte: Guido Lombardi - Giornale di Brescia

Nessun commento:

Posta un commento

Tutti i commenti saranno pubblicati purché privi di volgarità, offese, denigrazioni o attacchi personali.
I commenti che non rispettano queste regole elementari di buona educazione verranno cancellati.