domenica 10 ottobre 2010

Un paese intero si ribella ai tagli decisi per la Cartiera

I lavoratori della cartiera nell´assemblea di venerdì
Fare barriera, insieme e ad oltranza, contro la chiusura della «Macchina 11» della Cartiera di Toscolano Maderno,.
La posizione è stata ribadita a più riprese davanti ad almeno 600 persone durante l'assemblea dell'altra sera nella palestra gremitissima della scuola di Toscolano.
TUTTI D'ACCORDO sul non cedere neppure di un centimetro alla decisione della proprietà Marchi-Burgo, con Luca Bertanza (Rsu della Cartiera) e il sindaco Roberto Righettini, ad alzare subito il tiro. Nel mirino è finita la stessa proprietà, chiamata a spiegare la volontà di fermare una linea di produzione che funziona e che ha chiuso il 2009 in attivo.
Sono in molti a sostenere che la chiusura della «Macchina 11», già di per sé gravissima in quanto provocherebbe il licenziamento di 120 operai (sui 300 totali), porterebbe fra pochi anni alla conseguenza logica dello stop dell'altra macchina, la 10, e quindi dell'intero stabilimento. Si sostiene che una sola macchina non possa sostenere i costi che adesso sono suddivisi su due.
Bertanza ha lanciato un monito: «Gli operai chiedono il sostegno di tutte le forze politiche e delle istituzioni, ma non vogliono essere strumentalizzati da nessuno perché la situazione è davvero preoccupante, al pari dell'impegno degli operai che la affrontano».
Gli ha fatto seguito Raffaele Merigo (Uil): «Nessuno pensi che l'eventuale chiusura dello stabilimento pesi solo sui possibili licenziati e sulle loro famiglie. Il danno per l'indotto sarebbe pesantissimo e l'intera comunità ne risentirebbe».
A NOME DEGLI OPERAI della «Macchina 11» ha parlato Sergio Crucianelli, accompagnato dai colleghi e particolarmente applaudito: «Siamo rimasti sconvolti dall'inaspettata proposta di fermare la macchina e licenziarci. Verrebbe distrutta la serenità e la stabilità economica delle nostre famiglie. La nostra richiesta? È una sola. Solamente quella di lavorare».
GLI INTERVENTI della serata sono stati concordi a garanzia del posto di lavoro degli operai e per la prosecuzione della produzione.
Con un interrogativo di base che ha permeato l'assemblea: come si spiega l'atteggiamento della proprietà di chiudere una linea produttiva in attivo?
L'attività è certificata con riconoscimenti Isu ed Emas ed ha ottenuto i complimenti della stessa proprietà in occasione della pubblicazione di un libro celebrativo dell'attività dello stabilimento.
UN ALTRO DUBBIO lo ha sollevato anche Bertanza: nel 2008 fu previsto un investimento di quasi un milione e mezzo proprio sulla «Macchina 11». Perché è rimasto lettera morta?
Sono emersi dubbi sulla possibile speculazione attorno all'area su cui sorge lo stabilimento, con migliaia di metri quadri a lago ed una cubatura colossale molto appetibile per altre destinazioni.
Il sindaco Righettini, che è anche presidente della Comunità Montana Parco, è venuto allo scoperto ed ha ammonito la proprietà: «Non si prende in giro così una comunità. Con le minoranze abbiamo concordato un Consiglio Comunale che vogliamo tenere proprio nella Cartiera. Se non ci autorizzeranno - ha aggiunto Righettini - installeremo un capannone davanti allo stabilimento e da lì ribadiremo il forte vincolo industriale per quell'area. Andremo oltre, inserendo un ulteriore vincolo nel Piano territoriale di coordinamento della Comunità Montana Parco».
NEL FRATTEMPO la Rappresentanza sindacale unitaria della fabbrica ha organizzato una fiaccolata per la sera giovedì 14 ottobre, a partire dalle 20, con percorso dalla piazza di Maderno fino allo stabilimento, invitando a partecipare a tutti i sindaci gardesani, con fascia tricolore ufficiale e gonfalone comunale. Ci vuole una grande mobilitazione di tutto il territorio.
Fonte: Bruno Festa - BresciaOggi

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