venerdì 5 novembre 2010

Blindata l'area della cartiera «Così non si potrà costruire»

Convocato in seduta straordinaria e aperta a interventi esterni, il consiglio comunale di toscolano Maderno, svoltosi nella sala riunioni della cartiera Marchi-Burgo, ha posto un vincolo industriale permanente sull'area dello stabilimento, evitando così il rischio che in futuro venga messa in vendita con l'intenzione di trasformarla in un comparto residenziale.
«Meglio ribadire in maniera chiara le nostre intenzioni - ha detto il sindaco Roberto Righettini -. Se qualche losca figura pensa a strane operazioni deve capire che aria tira. Ne abbiamo piene le scatole dei signori come Marchionne, che ridimensionano l'attività perchè gli utili sono diminuiti del 30 per cento da un anno all'altro. Nella vita bisognerebbe accontentarsi. E la politica non può concedere incentivi a chi porta le aziende all'estero». Il voto sul vincolo è stato espresso all'unanimità.
L'ipotizzata chiusura dal 1° gennaio della linea produttiva X, che comporterebbe il licenziamento di 110-120 degli attuali 300 dipendenti, ha seminato sbigottimento nell'intera zona, e sollevato tanta rabbia. Righettini ha tuttavia parlato di spiragli positivi. «Qualcosa si è mosso ha spiegato - Le trattative sono ancora in corso, ma il clima è cambiato. Spero che prima di Natale possano arrivare buone notizie».
Il sindaco ha aggiunto di avere spedito una lettera a Papa Benedetto XVI, ricordandogli come tutti i libri della Mondadori stampati a Cles, quindi anche i suoi, vengano realizzati con la carta prodotta a toscolano Maderno, ...
e lo ha sollecitato a «illuminare le menti dei dirigenti della Burgo. Una parola del Papa può aprire i cuori». La risposta è giunta attraverso la Segreteria di Stato e il vescovo di Brescia Luciano Monari che a sua volta ha scritto alla proprietà, chiedendo il massimo impegno a risolvere la vicenda. Dopo avere ringraziato l'amministrazione comunale per le iniziative prese, Luca Bertanza, a nome dei rappresentanti di fabbrica, Marina Bordonali e Renato Zaltieri, dei sindacati confederali, hanno rimarcato l'assenza di un piano industriale e i silenzi dell'azienda. «Stiamo rivendicando il diritto al lavoro - hanno detto -. I posti vanno difesi, perchè non esiste possibilità di occupazione all'esterno. Finora non abbiamo ottenuto grandi risultati, ma non dobbiamo scoraggiarci. Occorre premere sulle associazioni degli industriali, su partiti e parlamentari. Vorremmo sentire la voce della controparte. I silenzi dell'azienda stanno diventando preoccupanti».
Fonte: Sergio Zanca - BresciaOggi 

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