mercoledì 18 gennaio 2012

Sindacati a governo: "Cambi politica Serve svolta su lavoro ed equità sociale" - su Repubblica

Cambiare la politica economica del governo e attuare politiche che favoriscano la crescita, il lavoro, l'equità fiscale e sociale: è questo il passaggio principale del documento unitario varato oggi da Cgil, Cisl e Uil, contenente le proposte che saranno inviate al governo nelle prossime ore in vista del confronto sulla riforma del mercato del lavoro. Il documento è stato illustrato nel corso di una conferenza stampa dai segretari generali Susanna Camusso, Raffaele Bonanni e Luigi Angeletti al termine della riunione delle segreterie unitarie.
Il giudizio dei sindacati sull'operato dell'esecutivo è netto: "Si e' realizzato un intervento volto solo a fare cassa, prelevando ingenti risorse dai lavoratori e dai pensionati, determinando così gravi ripercussioni anche sul mercato del lavoro, stante l'attuale situazione di difficoltà occupazionale".
La gravità della crisi economica e le conseguenze negative che colpiscono in particolare famiglie, giovani, lavoratori e pensionati impongono un "cambiamento" nella politica economica del governo, si legge nel documento unitario di Cgil, Cisl e Uil. I sindacati confederali sollecitano ora l'apertura di un "negoziato vero" che favorisca la crescita, senza la quale è impossibile dare risposte anche al tema dell'occupazione.
"L'obiettivo prioritario - aggiungono i sindacati - è far ripartire la crescita e invertire la pericolosa tendenza recessiva in atto da alcuni mesi. Bisogna poi sostenere una svolta coerente della politica economica europea verso obiettivi di sviluppo e occupazione". Per quanto riguarda i tempi della convocazione delle parti sociali da parte del governo il leader della Uil, Luigi Angeletti, ha detto: "non abbiamo idea di quando saremo convocati". Il numero uno della Cisl, Raffaele Bonanni, ha riferito che "ci hanno detto che l'incontro è imminente".
Liberalizzazioni. Nell'ambito delle proposte di Cgil, Cisl e Uil per la crescita ci sono le liberalizzazioni, ma
queste non devono tradursi in una privatizzazione, si legge nel documento. "Prioritariamente al rilancio dello sviluppo vanno finalizzate le liberalizzazioni per le quali il sindacato confederale richiede al governo un confronto di merito affinché vengano definite caratteristiche di omogeneità nei diversi ambiti, una maggiore concorrenzialità e le condizioni per realizzare investimenti e occupazione". I sindacati chiedono quindi che il governo "apra subito un tavolo di confronto con le parti sociali".
Lavoro. "È necessario un piano organico per dare sostegno all'occupazione, in particolare con strumenti rivolti ai giovani, alle donne, agli over 50 e al reimpiego dei lavoratori in cassa integrazione e ai disoccupati, valorizzando, con le necessarie correzioni, gli istituti esistenti che promuovono ed incentivano il lavoro stabile", scrivono Cgil-Cisl-Uil. Secondo i tre sindacati confederali, "contemporaneamente, vanno ridotte e semplificate le altre tipologie di lavoro flessibile, armonizzando costi e tutele. Allo stesso tempo vanno assicurate le risorse per gli ammortizzatori sociali in deroga anche nel 2012".
Articolo 18. Il confronto con il governo sulla riforma del mercato del lavoro "si apre sulle nostre proposte. Non consideriamo l'articolo 18 risolutivo dei problemi" che abbiamo, ha precisato Susanna Camusso, leader della Cgil, durante la conferenza stampa seguita alla riunione delle segreterie. Poi, le è stato chiesto un giudizio sulle parole di Emma Marcegaglia, che è tornata sul tema dicendo: La Confindustria si siederà al tavolo sulla riforma del lavoro con "senso di responsabilità e senza ideologia. Ci auguriamo i sindacati facciano lo stesso".
"Parlerà per se, no? - ha detto Camusso - è un tema che non c'è: se il governo ne approfitta e lo introduce significa che non vuole discutere con il sindacato".
E il leader della Cisl, Bonanni: "Lo dico io che non ho nessun tabù. Vedo che sull'articolo 18 c'è ideologia in altri ambienti. La discussione non verte su questo aspetto e anche il governo ha capito che è fuorviante e che non porta da nessuna parte".
"Sgombriamo il campo - ha proseguito -. Lo faccia chi vuole davvero individuare una soluzione sul lavoro. Ci sono più aree di ideologismo nel Paese su questo tema. Non vogliamo tirare per i capelli nessuno, ma se vogliono aprire una discussione vera facessero più attenzione. L'articolo 18 non è sul tavolo. Vediamo come va il tutto e questo basta e avanza". "Il confronto con le parti sociali non è una perdita di tempo e non richiede molto tempo", ha aggiunto poi Luigi Angeletti. "L'importante è avere la volontà di affrontare i temi proposti". Per i tre sindacati, ha poi spiegato, la priorità è il lavoro, la ripresa dell'economia e la creazione di posti di lavoro.
La posizione di Confindustria. La Confindustria si siederà al tavolo con il governo sul lavoro "senza ideologie e senza dire dei no prima di sedersi" e si aspetta che i sindacati facciano la stessa cosa, aveva detto in mattinata il presidente di Confindustria, Emma Marcegaglia, rispondendo a una domanda sull'opposizione dei sindacati a modifiche all'art.18. Marcegaglia ha ricordato che i temi su cui si discute sono la flessibilità in entrata, gli ammortizzatori sociali e la flessibilità in uscita: "Gli ammortizzatori sociali si possono anche rafforzare - ha detto a margine di un convegno dell'Anm - sulla flessibilità in uscita, in linea con quanto dicono la Bce e la Commissione Europea, dobbiamo fare passi avanti e modernizzare il mercato del lavoro anche su questo lato".

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