giovedì 29 marzo 2012

Mobilitati per cambiare la riforma del lavoro


No ai licenziamenti facili
L’Articolo 18 è una questione di civiltà: se il licenziamento è illegittimo
l’unico modo per evitare gli abusi è l’obbligo di reintegro
No alla precarietà
Il Governo ha detto che avrebbe ridotto la precarietà ma con la riforma proposta continueranno a esserci oltre 40 tipologie contrattuali precarie.
Il Governo ha detto che le imprese avrebbero pagato di più la precarietà, ma il lavoro parasubordinato continuerà a costare meno del lavoro subordinato.
L’ASPI, l’assicurazione sociale per l’impiego proposta dal Governo, esclude proprio i precari: contratti a progetto, cococo, partite Iva, assegnisti di ricerca continueranno a non avere diritto all’assegno di disoccupazione In futuro la copertura degli ammortizzatori sociali sarà minore per chi già ce li ha e sarà affidata alla contrattazione per chi non ha nulla. In sostanza, non c’è stato alcun allargamento del sistema di ammortizzatori sociali, anzi.
La Cgil si batte per conservare i diritti previsti dall’articolo 18
Questo obiettivo è raggiungibile: è già positivo aver impedito al Governo l’adozione di un decreto legge dall’iter blindato. Il ricorso al disegno di legge rende possibile il dibattito parlamentare con possibilità di modifica del testo.
La Cgil ha proclamato 16 ore di sciopero, otto delle quali si terranno a livello nazionale con manifestazioni locali in concomitanza con la discussione in parlamento. Le altre otto ore di sciopero sono invece articolate a livello territoriale.
Martedì 17 aprile 
sciopero generale a livello territoriale 
per l’intera giornata (salvo diverse articolazioni di categoria) manifestazione ore 9 piazzale Iveco via Volturno 
Per la crescita del Paese meno tasse per chi lavora, 
più investimenti, più innovazione, 
più lotta alla corruzione e all’illegalità

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