giovedì 12 aprile 2012

CGIL Brescia: sciopero generale martedì 17 aprile 2012

La CGIL Brescia annuncia otto ore di sciopero territoriale per il prossimo 17 aprile, un giorno prima dello stesso sciopero in terra milanese e in attesa della grande mobilitazione nazionale già prevista ma in data da destinarsi. La nuova risposta del primo sindacato italiano a quella che in molti già definiscono la controriforma del lavoro, che colpisce indiscriminatamente i soliti salariati, i lavoratori precari, gli esodati e i disoccupati, i lavoratori in mobilità, i pensionati. Otto ore di sciopero a cui si affiancherà un lungo corteo, con partenza dal piazzale dell'Iveco di Via Volturno (ore 9) e gran finale nei pressi dell'Ortomercato.
Nella sede della Camera del Lavoro di Via Folonari la segreteria al gran completo, accompagnata dai rappresentanti di tutte le sigle e di tutte le categorie, ha presentato ufficialmente le dinamiche e le motivazioni dello sciopero di martedì. "Vogliamo esprimere il nostro pieno dissenso alla nuova riforma del mercato del lavoro - spiega Damiano Galletti - Sappiamo tutti che il nostro Paese ha bisogno di interventi veri, per la crescita, e che questa riforma non faciliterà le assunzioni, anzi. Si discute di licenziamenti più facili, si discute della manifesta insussistenza, quando invece si dovrebbe garantire la tutela dei lavoratori, quelli che muovono ancora l'Italia".
La bozza ora in discussione prevede infatti una procedura conciliativa "che di fatto scoraggia la richiesta del reintegro prima ancora di arrivare davanti al giudice", la perdita di ogni garanzia per quello che riguarda gli ammortizzatori sociali (e il ricorso alla sola Assicurazione Sociale per l'Impiego), l'ennesimo taglio alle pensioni, nuove difficoltà per i precari e per i giovani, perché "continueranno ad esserci oltre 40 tipologie contrattuali" di questo tipo. Mentre in Europa si discute di clamorose restrizioni sul diritto allo sciopero, e il
premier Mario Monti sembra essere tra i primi promotori.
"A maggior ragione oggi più che mai c'è bisogno di continuare con le mobilitazioni - aggiunge Pierluigi Cetti - Lo sciopero e il conflitto uniche armi di difesa, le ultimissime possibilità rimaste ai lavoratori per ottenere risultati concreti". Uno sciopero per chiedere nuova giustizia sociale, per parlare di lavoro, di futuro e di pensioni, per fare in modo che (come è giusto che sia) la FIOM torni in FIAT, e da subito. Dimenticando per un momento il marketing finanziario del Governo dei professor-banchieri, impegnati a dare un'immagine nuova dell'Italia peggiorando le condizioni dei "soliti noti".
A pagare sono i lavoratori, come sempre; le stesse categorie, come sempre. Ma la partita non è finita: "Non abbiamo intenzione di consegnare la rappresentanza sociale ai partiti, noi difendiamo la nostra autonomia - conclude Silvia Spera - La CGIL reagisce, e reagirà ancora. La nostra rappresentanza sindacale non la consegniamo a nessuno!".
Fonte: Alessandro Gatta - BresciaToday

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