mercoledì 8 agosto 2012

Esodati delle Poste: Operazione Svincolo

A margine del problema anche l'operazione “Svincolo” si è rivelata una bufala economica a danno dei lavoratori dipendenti dell'Azienda Poste. 
CHE COS'E' L'OPERAZIONE SVINCOLO. 
Detta anche Blitz, consiste nel proporre al lavoratore il licenziamento volontario in cambio dell'assunzione con contratto part-time. di un figlio o una figlia che abbiano i requisiti di età e studio per essere inquadrati a tempo indeterminato negli organici dell'Azienda, Naturalmente tutta l'operazione esclude la corresponsione dell'incentivo economico che normalmente viene proposto nei casi di esodo anticipato. 
Molti lavoratori o lavoratrici giustamente preoccupati delle scarse possibilità di occupazione da parte dei propri figli, pur di assicurare loro un posto di lavoro ritenuto “sicuro” hanno aderito alla proposta anche se ciò ha comportato una notevole perdita economica. Quello che inizialmente appariva un privilegio di casta riservato ai figli dei propri dipendenti da parte di un'Azienda che mette in atto il possesso di un requisito genetico per l'assunzione di personale e che se si osserva dall'esterno, non appare certamente condivisibile, alla fine si è rivelata una “bufala” che sotto il profilo economico ha comportato e comporta tutt'ora un notevole sacrificio a carico della famiglia del proprio dipendente. 
Infatti oltre all'allungamento dei tempi necessari al conseguimento della pensione a seguito dell'entrata in vigore della riforma previdenziale Monti/Fornero, l'assunzione del figlio viene proposta con contratto part-time e con applicazione agli sportelli per periodi di 15 giorni mensili con conseguente retribuzione ridotta pari a circa 700 euro mensili. Tale importo non è nemmeno sufficiente per pagare i periodi di contribuzione volontaria necessari al genitore esodato per raggiungere i nuovi requisiti previsti dalla riforma previdenziale e per conseguire il diritto al pagamento della pensione. Attualmente l'importo della contribuzione volontaria per
un 5° livello si aggira intorno ai 900 euro mensili.
E' vero, l'obiettivo finale è comunque quello di assicurare al proprio figlio una stabilità occupazionale in previsione del passaggio del rapporto di lavoro da part-time e full-time, ma il costo dell'operazione è tutto a carico del dipendente e per l'Azienda rappresenta un risparmio economico notevole. Appare sempre più come una manovra promozionale da supermerceto: Paghi mezzo ed acquisti uno. Solo che, in questo caso, l'unico a pagare è il lavoratore il quale si trova a dover provvedere al mantenimento della propria famiglia senza stipendio, senza pensione per un notevole periodo di tempo oltre al pagamento per contribuzione volontaria solo in minima parte attenuato dal ridotto stipendio del figlio. 
E' troppo facile addossare al lavoratore che ha scelto di aderire al progetto Mix la responsabilità delle infauste conseguenze che il danno economico comporta per sè e per la propria famiglia. In effetti si tratta di una iniziativa unilaterale dell'azienda per la cui attuazione non sono state coinvolte le organizzazioni sindacali di categoria. Una transazione di fatto avvenuta tra lavoratore e Azienda Poste spa. 
Rimane tuttavia il coinvolgimento aziendale per aver contribuito con simili iniziative a creare le premesse perchè, anche a seguito dell'operato governativo, si arrivasse ad una situazione insostenibile per tante famiglie di lavoratori. Ed a nostro parere, tale coinvolgimento esige da parte di un'azienda come Poste Italiane tanto sensibile all'immagine di efficienza e correttezza nei confronti della collettività nazionale, la necessità di un intervento riparatore. 
La segreteria S.C.L. - CGIL di Brescia

Nessun commento:

Posta un commento

Tutti i commenti saranno pubblicati purché privi di volgarità, offese, denigrazioni o attacchi personali.
I commenti che non rispettano queste regole elementari di buona educazione verranno cancellati.