mercoledì 5 settembre 2012

Incontro con il Vescovo di Brescia Mons. Monari: Intervento di Luca Bertanza Slc- Cgil di Brescia

È con vero piacere ed estrema gratitudine che sono qui oggi, in nome di S.L.C. C.G.I.L. di Brescia, per portare il mio modesto contributo a questo incontro con il Vescovo di Brescia Monsignor Luciano Monari; per me un re-incontro, in quanto ci siamo visti in occasione della sua visita alla Cartiera di Toscolano il 10 dicembre 2010.
Visita che credo sia stata l’apice dell’impegno del sindacato con i lavoratori e di tutta la comunità a difesa dei posti di lavoro e della dignità dei lavoratori di Toscolano.
Nell’ambito della vertenza, il Suo intervento tra i lavoratori e verso l’azienda è stato importante, anche a sostegno della trattativa che portò all’accordo di Natale 2010 e per il successivo accordo sui contratti di solidarietà, fortemente da noi voluto; che permette e consente di lavorare tutti salvaguardando l’occupazione, dividendo il lavoro che c’è in modo solidale.
In questa occasione è da parte mia doveroso citare e riportare testualmente un’analoga vicenda, avvenuta circa 90 anni fa, durante gli scioperi della primavera del 1925 che rivendicavano: libera scelta di rappresentanza sindacale, aumenti salariali ed eventuale ricorso ad arbitrato in caso di peggioramento delle condizioni lavorative (temi estremamente attuali anche oggi).
Questi avvenimenti sono narrati nel libro: “ I lavoratori, tutti, alzarono la mano”, cent’anni di storie e vita sindacale nella Cartiera di Toscolano, edito dall’archivio storico della nostra Camera del Lavoro, in occasione del centenario della C.G.I.L. nel 2006; che poi donerò copia al Vescovo con un saluto da parte dei rappresentanti sindacali di S.L.C.
In tale libro si narra che i nostri nonni 87 anni fa, accomunati nella ricerca di un risultato comune, diedero vita ad una lotta capeggiata dal Curato di Toscolano Don Fava e dagli operai sindacalisti della
Cartiera.
Questa unione sostenne una grande protesta contro il fascismo ed il tentativo di imporre le proprie idee.
Cito testualmente un passaggio dal discorso di Antonio Forini, sindacalista ed antifascista Bresciano: …..”Lo sciopero cessò, quando le autorità si impegnarono ad allontanare dalla zona i fascisti, per lasciare agli operai la facoltà di scegliersi il sindacato di loro godimento. Alle 13:30 del nono giorno di sciopero, le maestranze con il capo lega in testa, si radunarono nella piazza circostante lo stabilimento. Un forte nugolo di carabinieri, in servizio pubblico, spiava le mosse e la fierezza dei vincitori. Va dato atto che la lega bianca guidata dal curato di Toscolano, Don Fava ( il quale intervenne direttamente presso il Vescovo di Brescia, affinché quest’ultimo potesse mediare presso il prefetto per una soluzione della vertenza della Cartiera di Toscolano) e la lega rossa guidata dall’operaio Pasini di Cecina, che hanno saputo infondere nelle maestranze della cartiera il senso della solidarietà che si diffuse in tutta la popolazione della zona rivierasca”.
Mi tornano alla menta quelle giornate, quelle nottate di due anni fa, incontri, contatti, discussioni, assemblee, telefonate, comunicati e grandi manifestazioni quali l’assemblea pubblica e la fiaccolata che hanno visto tutta la popolazione di Toscolano sotto un’unica bandiera a difesa della fabbrica storica del paese e della storia stessa del paese.
Sono stati mesi intensi ed ora a mente serena, possiamo affermare di aver raggiunto i presupposti per salvare la fabbrica.
Il lavoro fatto e l’esperienza di vedere unita una comunità in un progetto d’intenti, valorizzato e riconosciuto sindacalmente anche dal nostro Segretario Generale Nazionale, Susanna Camusso a Toscolano il 15 Luglio 2011, non ci deve però far sentire soddisfatti ed appagati, è indispensabile proseguire con i contratti di solidarietà in questo difficile momento che colpisce tutto il mondo del lavoro a livello globale.
La C.G.I.L. da tempo sollecita e chiede di intervenire a fondo per combattere la crisi che sta raggiungendo livelli mai visti, gesti di disperazione tra i lavoratori ne abbiamo purtroppo gia visti, è indispensabile agire, non con editti e spot, ma con i fatti, se non vogliamo che tutto ciò che è stato costruito dal dopoguerra in poi ci cada addosso.
I lavoratori, i pensionati, gli studenti, i disoccupati non possono essere sempre coloro i quali devono sopportare il peso dei sacrifici, chiediamo equità sociale, equità fiscale, chiediamo la fine degli sprechi, degli sperperi, della mala-politica, della mala-sanità, della mala-scuola, del malaffare.
I nostri lavoratori, noi, chiediamo una svolta, chiediamo che ciò per il quale hanno combattuto i nostri nonni ed i nostri padri: Lavoro, Dignità, Solidarietà e Speranza, siano una certezza per noi e per i nostri figli.

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