mercoledì 22 ottobre 2014

Legge Stabilità: Cgil, nessuna risposta ai bisogni sociali.

Vera Lamonica
Nessun vero investimento sul sociale, anzi un arretramento nelle politiche di finanziamento dei diversi capitoli d'intervento”. E’ quanto afferma la segretaria confederale della Cgil, Vera Lamonica, commentando quanto previsto dalla bozza della legge di stabilità della quale si ha notizia.“
“Sui principali capitoli che compongono gli interventi al sostegno del nostro sistema di welfare per le politiche sociali e dell'assistenza - precisa la dirigente sindacale - non si intravede alcuna svolta e si continua a perseguire la strada di un sotto-finanziamento, evitando di ristabilire un adeguamento dei fondi che poi saranno ripartiti alle regioni”.
Il fondo per le politiche sociali - prosegue Lamonica - sarà finanziato con una dotazione di 300 milioni di euro, inferiore allo stanziamento per il 2014. Il fondo per le non-sufficienze avrà una dotazione di 250 milioni di euro, comprensivo per gli interventi di sostegno per le persone affette da sclerosi laterale amiotrofica: ben 90 milioni in meno rispetto al 2014 quando la dotazione era stata di 340 milioni di euro. Sugli interventi di contrasto alla povertà ci si limita al rifinanziamento della cosiddetta social card - per 250 milioni di euro - e
non si da avvio, anche in termini graduali, a strumenti che possono avere un carattere universale e strutturale.
Tra l'altro non si persegue neanche il modello introdotto con la sperimentazione nell'ambito delle 12 città metropolitane”.
La crisi genera bisogni sociali, anche nuovi, - sottolinea la segretaria della Cgil - e il governo sceglie di non rispondere: né attraverso le necessarie dotazioni finanziarie e neanche attraverso l'introduzione di servizi, ciò che occorre alle persone nei territori. Inoltre i tagli ‘imposti’ al sistema delle autonomie locali, regioni e comuni, rischiano di avere profondi riflessi sul capitolo del welfare: sulla sanità e sul sociale”.
“Anche per queste ragioni - conclude Lamonica - la Cgil manifesterà il 25 ottobre: per cambiare la legge di stabilità sotto il segno dei diritti e dell’uguaglianza che insieme al lavoro sono i temi della nostra iniziativa".

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