martedì 2 dicembre 2014

OPZIONE DONNA : Tempo scaduto per i requisiti

Domenica, 30 Novembre 2014, è scaduto il termine entro il quale le lavoratrici del settore privato, avrebbero dovuto maturare i requisiti per poter accedere al sistema previdenziale denominato “Opzione Donna”.
Si è concluso così, senza alcun provvedimento legislativo nonostante le risoluzioni in commissione parlamentare, il secondo atto (il primo è scaduto per le lavoratrici autonome il 31 maggio 2014 e per le lavoratrici del settore pubblico la scadenza sarà quella del 30 Dicembre 2014).
Si tratta della conclusione amara di una vicenda che non mancherà di produrre i suoi effetti attraverso migliaia di ricorsi (già oltre 1.500) promossi da un apposito Comitato che ha avuto anche l'appoggio degli On.li DAMIANO e GNECCHI del Partito Democratico
Il caso è ormai noto e trae origine da una “famigerata” (così è stata definita) interpretazione restrittiva da parte dell'INPS su ispirazione dell'allora Ministra Fornero che, retrodatando di fatto il termine originario dei requisiti già previsto dalla Legge 243/04 per il 31 Dicembre 2015, ha anticipato tale termine di un anno più tre mesi (18 mesi più tre per le lavoratrici autonome) attraverso l'applicazione delle cosiddette finestre mobili più tre mesi di speranza di vita.


Il problema è particolarmente sentito e colpisce quelle lavoratrici che, pur assoggettandosi ad una drastica riduzione dell'assegno pensionistico, sono spesso costrette ad una tale scelta antieconomica da particolari vicende di natura famigliare come l'assistenza alle persone anziane della famiglia o la cura dei minori i cui genitori sono impegnati in attività lavorativa.
La scelta rappresenta anche un notevole valore sociale aggiunto in quanto sopperisce molto spesso all'assenza di strutture pubbliche adeguate.
Inoltre non si comprende come l'INPS non veda al di là del proprio naso se si considerano i corposi risparmi di denaro pubblico che la scelta dell' “Opzione Donna” comporta negli anni a venire in termini di minor esborso derivante dal pagamento degli assegni di pensione ridotti dal sistema contributivo e se si considera che il ripristino del termine originario previsto dalla legge 243/04 interesserebbe, solo per l'anno 2015, oltre 6.000 lavoratrici.

Ermanno Ricci per Slc Cgil Brescia

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