martedì 13 gennaio 2015

Il Jobs Act favorisce le imprese e penalizza i lavoratori

il volantino in pdf
I lavoratori nuovi assunti con contratto a tutele crescenti (operai, impiegati e quadri) potranno essere licenziati anche senza giusta causa ottenendo il solo indennizzo e questo varrà per i licenziamenti economici, per quelli disciplinari e per quelli collettivi.
Il Governo, con la Legge di Stabilità, ha elargito alle imprese un contributo annuo di 8.060 euro per ciascun lavoratore assunto con il nuovo contratto a tutele crescenti, senza alcun vincolo che garantisca la stabilità delle assunzioni. L'impresa prenderà comunque l'incentivo anche se a fine anno licenzierà quel lavoratore.
Con il JOBS ACT si è stabilito che le imprese avranno tutele certe quando licenziano senza giusta causa e i lavoratori avranno un contratto più incerto e meno protezioni.


Avremo quindi regimi differenziati a seconda della data di assunzione, della dimensione dell'impresa e del contratto di lavoro perché sui contratti atipici non si prevede nulla.
Un mondo del lavoro più diviso e meno sicuro, tutti i nuovi assunti saranno "precari a tempo indeterminato".
Ai nuovi contratti di lavoro in caso di licenziamento illegittimo non sono più applicabili le tutele fino ad oggi previste dall'art.18 dello Statuto dei lavoratori legge 300/70 e dalla legge 223/93.
Il reintegro può essere riconosciuto dal giudice solo in caso di :
  • Licenziamento discriminatorio, nullo o intimato in forma orale.
  • Licenziamento disciplinare quando si dimostra che il fatto non sussiste ( l'onere della prova è a carico del lavoratore).
In tutti gli altri casi di licenziamento illegittimo accertato il giudice condanna l'azienda a risarcire il
lavoratore con:

  • una indennità pari a due mensilità per ogni anno di anzianità, con un minimo di 4 e un massimo di 24 mensilità per le imprese con più di 15 dipendenti;
  • per le imprese con meno di 15 dipendenti, associazioni, partiti e sindacati il risarcimento minimo è ridotto a 2 mensilità e il risarcimento massimo a 6 mensilità.

Offerta di conciliazione al fine di evitare il giudizio il datore di lavoro potrà offrire al lavoratore una mensilità per ogni anno lavorato nella misura minima di due e massima di 18 mensilità non soggetta a tassazione irpef né a trattenute previdenziali.
Il Jobs Act introduce il risarcimento in caso di licenziamenti collettivi riconosciuti illegittimi quando l'azienda non rispetta i criteri e gli obblighi previsti dalla legge ( procedure previste dalla 223, criteri di scelta dei lavoratori, carichi di famiglia, anzianità esigenze tecniche produttive ed organizzative).
Con il Decreto approvato in Consiglio dei Ministri lo scorso 24 dicembre si cancellano i diritti dei lavoratori e delle lavoratrici e non si crea occupazione.
Per queste ragioni la Cgil continuerà la mobilitazione in modo forte e deciso sino a riconquistare ed estendere i diritti a tutti.

Le nuove norme dal 2015

Sostegno in caso di disoccupazione: Dal 1° maggio 2015, è istituita una indennità mensile di disoccupazione con la funzione di sostegno al reddito denominata "NASpI - Nuova Assicurazione sociale per l'impiego"; questa nuova prestazione sostituisce le prestazioni fornite dall'ASpI e dalla miniASpI introdotte dalla legge Fornero.
Il decreto riconosce il diritto all'indennità mensile a tutti i lavoratori disoccupati che hanno
congiuntamente i requisiti di:

  • disoccupazione involontaria;
  • almeno 13 settimane di contribuzione nei quattro anni precedenti il periodo di disoccupazione.


Rimangono esclusi dal nuovo trattamento i dipendenti a tempo indeterminato delle Pubbliche amministrazioni e i lavoratori agricoli, per i quali continuano a valere le regole precedenti.

Contratti di solidarietà: per l'anno 2015 il Governo non integrerà la maggiorazione economica che sino al 31 dicembre 2014 era vigente. Pertanto le lavoratrici ed i lavoratori in contratto di solidarietà percepiranno il 60% della retribuzione e non più il 70%

LEGGE DI STABILITA' 2015

Interventi previdenziali

Cancellate le penalizzazioni per le pensioni anticipate prima dei 62 anni di età, con effetto sui trattamenti pensionistici decorrenti dal 1 gennaio 2015, la cancellazione delle penalizzazioni è limitata ad un periodo transitorio dal 2015 al 31 dicembre 2017.

Pensioni: limitazione della quota contributiva ( comma 707-708-709) ai trattamenti pensionistici, con effetto retroattivo,è prevista una limitazione della quota contributiva nei confronti di quei lavoratori che riescono ad accedere ad un trattamento pensionistico di importo superiore rispetto a quello calcolato con le vecchie regole.

Amianto: ( commi 112,115,116 e 117) le certificazioni Inail di esposizione all' amianto annullate con norme precedenti ne viene riconosciuta la validità; viene estesa la prestazione del fondo per le vittime dell'amianto anche ai malati di mesotelioma; vengono riconosciute maggiorazioni all'anzianità contributiva per i lavoratori esposti ad amianto ( certificato da Inail) dipendenti da imprese che hanno cessato l'attività; per i lavoratori che hanno svolto attività di scoibentazione e bonifica e che hanno cessato il loro rapporto di lavoro per effetto di chiusura, dismissione o fallimento dell'impresa presso cui erano occupati viene riconosciuta salvaguardia pensionistica.

Interventi fiscali

TFR mensile in busta paga: ( comma 26) dal 1° Marzo 2015 al 30 giugno 2018, i lavoratori dipendenti privati, esclusi i domestici e agricoli, con rapporto di lavoro da almeno 6 mesi con il medesimo datore di lavoro possono richiedere di percepire in busta paga, la quota maturanda di TFR, compresa quella destinata ad una forma pensionistica complementare,sulla quota di TFR viene applicata la tassazione ordinaria inoltre è prevista la non imponibilità ai fini previdenziali della parte ad integrazione della retribuzione.

Fondi pensione: la tassazione dell'11,50% passa al 20%. Viene incrementata la tassazione della rivalutazione TFR dal 11% al 17%.

Bonus 80 Euro: nel 2015 il bonus Irpef di 80 Euro diventa strutturale, ne hanno diritto i lavoratori e lavoratrici con un reddito compreso tra 8.145 euro e i 24.000 euro, l'importo di 960 euro annui ( 80 mensili) è fisso se l'importo complessivo non supera i 24.000 euro decresce fino ad azzerarsi a 26.000 euro.

Bonus Bebè: (comma 125) per ogni figlia/o nato o adottato dal 2015 al 2017 viene riconosciuto un assegno di 960 euro annui ( 80 mensili) a decorrere dalla data di nascita fino al compimento del 3° anno d'età del bambino, nella condizione economica non superiore a 25.000 euro annui

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