martedì 10 marzo 2015

Cgil: l'economia "in nero" vale fino a 290 miliardi l'anno. Evasione a 93 miliardi

Un buco nero nei conti pubblici che arriva a 290 miliardi. Risorse che sfuggono alla lente del Fisco e si traducono in un minore gettito per le casse statali. Da lì, derivano minori stanziamenti a favore delle famiglie bisognose, dell'imprenditoria, del sostegno dei consumi.
L'economia 'non osservata' nel nostro Paese in un anno è valutabile tra i 250 e i 290 miliardi, dei quali tra i 180 e i 210 tra economia sommersa ed economia informale (che si traducono in un mancato gettito tra 85 e 100 miliardi) e tra i 70 e gli 80 miliardi di economia illegale. E' questa l'analisi di uno studio su "L'economia non osservata" dell'Istituto Bruno Trentin sulla base dei dati del Cer. Secondo l'istituto della Cgil, sulla base di questi dati l'evasione totale è valutabile in 93 miliardi, con un mancato gettito di 55 miliardi dei quali 14 miliardi possono essere recuperati. Secondo lo studio, infatti, basterebbe rendere più efficienti le norme già in vigore e mettere in pratica le misure di contrasto già esistenti, nella lotta all'evasione, ma che devono ancora essere totalmente attivate per arrivare a quei 14 miliardi di recupero.
Per il sindacato, queste risorse aggiuntive andrebbero concentrate su due interventi: estensione del bonus di 80 euro a pensionati e incapienti ed ampliamento degli investimenti. In particolare, "destinando 7,3 miliardi di euro ai lavoratori dipendenti (circa 4 milioni) e pensionati (circa 3,5 milioni) incapienti attraverso l'estensione del bonus di 80 euro. Si sosterrebbe così, si legge ancora nello studio, con particolare attenzione alle categorie più deboli il reddito di queste famiglie e si
fornirebbero impulsi significativi alla dinamica dei consumi di circa 1,7 punti in quattro anni. Gli altri 6,7 miliardi di euro (dei 14 recuperati) potrebbero essere destinati a investimenti con un aumento dell'occupazione.
"L'aumento degli investimenti pubblici, componente di spesa pubblica a cui è associata la massima creazione di nuove occupazione, rispetto al 2014, sarebbe del 18% e, nell'ambito di un quadriennio, l'aumento dell'occupazione risulterebbe di circa 144 mila occupati".

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