giovedì 23 aprile 2015

A RIDATECE SARMI !?!

All’ombra dello striscione con la scritta “A RIDATECE SARMI !” gli attivisti della Cisl di Milano hanno manifestato contro l’attuale Amministratore Delegato di Poste Italiane Francesco Caio diffondendo poi su giornali e web i filmati dell’iniziativa.
A ciascuno il giudizio sulla qualità dell’opera.
Per quanto ci riguarda noi ci asteniamo dal giudicare, ognuno si assumerà la responsabilità del proprio operato.
Sui contenuti della protesta non c’è molto da dire.
Per quanto ci riguarda da tempo abbiamo posto i problemi relativi alla carenza di personale, alla cattiva gestione, allo stato dei mezzi aziendali, alla sicurezza, dei dati contraffatti sulla qualità, ecc. ecc.
Tant’è che, solo come Cgil purtroppo, nel corso di buona parte del 2014, fino alla presentazione del Piano Industriale a dicembre, abbiamo tenuto aperto un conflitto di lavoro in tutta la Regione su questi temi denunciando l’immobilismo aziendale, nonostante i continui annunci dell’ing. Caio, che ha aggravato una situazione oltremodo disastrosa per la Lombardia.
Nel momento in cui si è aperto un confronto sul Piano Industriale a livello centrale riteniamo importante che ogni iniziativa vada rapportata a quel livello. Il prossimo incontro con Caio agli inizi di maggio dovrà essere determinante.
Una opinione condivisa unitariamente tanto è vero che nel frattempo abbiamo aperto una vertenza regionale unitaria per affrontare i problemi che riguardano gli Uffici Postali.
In questo contesto, dopo le assemblee unitarie tenute anche a Milano, abbiamo appreso con stupore
dell’apertura unilaterale da parte della Cisl di Milano di un procedura di conflitto di lavoro sul Recapito.
Evidentemente la Cisl si crede autosufficiente tanto da non ricercare e ritenere inutile la condivisione con le altre organizzazioni sindacali. Spiace che, in questo modo, si butti alle ortiche il lavoro fatto a livello regionale per ricostituire un livello minimo di unità sindacale, assolutamente necessario per affrontare i problemi che avremo davanti nei prossimi mesi e per evitare che l’immobilismo che prosegue dopo la bocciatura europea del Piano si scarichi sui lavoratori con un taglio del costo del lavoro per poter privatizzare entro l’anno.
Ma lo stato attuale del recapito non deriva solo dall’immobilismo dell’ultimo anno, deriva in primo luogo da tutto quello che è successo precedentemente, nell'epoca tanto decantata di Sarmi che, in quanto a stipendi e liquidazione (la bellezza di 6 milioni di euro nel silenzio generale) non è stato secondo a nessuno.
E’ bene ricordare anche che nel 2013, ultimo anno dell’era Sarmi, retribuzioni sono aumentate complessivamente del 1,2% mentre l’incremento per i dirigenti è stato del 12,5%.
Dal 2006 si sono succedute tre riorganizzazioni che hanno comportato solo tagli lineari e nessun investimento, il recapito è stato lasciato andare alla deriva gonfiando i bilanci che, alla prova della privatizzazione, non stanno reggendo.
Per la Lombardia ha portato una pessima gestione dei Servizi Postali che ha coperto carenze, inefficienze, scadimento della qualità nonché il consolidamento e il rilancio in grande stile delle pratiche clientelari.
NE’ CON CAIO NE’ CON SARMI NOI STIAMO DALLA PARTE DI CHI LAVORA.

Aprile 2015 SLC CGIL MILANO

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