giovedì 29 ottobre 2015

SUNIA Brescia: «Emergenza abitativa, meno elemosina e più politica per la casa in Lombardia»

«Sostegno ai cittadini per il mantenimento dell'abitazione in locazione». Il titolo della delibera della Regione Lombardia approvata pochi giorni fa lasciava ben sperare: stai a vedere che stanno facendo qualcosa per le famiglie in diffi coltà è stato il primo pensiero. (Qui il volantino con tutte le informazioni).
La lettura del testo, però, è stata deludente. Il provvedimento è infatti il solito bonus una tantum da 800 euro destinato a chi ha redditi con indicatore ISEE-FSA compreso tra i 7 e i 9 mila euro, che vive in Comuni ad alta tensione abitativa e che non abbia usufruito il bonus affitto messo a bando mesi fa. Insomma, poche briciole per pochi. I dati sulla disoccupazione e sulla crescente povertà sono noti, e non è qui il caso di ripeterli, ma è certo che in qualsiasi Comune della provincia e della Regione il tema della casa è tornato da tempo alla ribalta.
La realtà è che la giunta Maroni, in continuità con la precedente di Formigoni, non ha in comune solo il farsi notare sulle pagine delle cronache giudiziarie, vedasi la recente vicenda che ha coinvolto il numero due del Pirellone - Mantovani, ma anche il disinteresse per il problema dell'abitare in Lombardia. La strada, come peraltro si può leggere nella bozza di riforma presentata dall'assessorato regionale alla casa, va nella direzione della riduzione del patrimonio pubblico destinato alla locazione, della vendita ai privati di parte di tale patrimonio, della riduzione degli alloggi destinati ad accogliere le situazioni famigliari in crisi. In pratica l'esatto opposto di ciò che si dovrebbe fare.
Da tempo, in modo unitario con le altre sigle di rappresentanza degli inquilini, avanziamo proposte
per invertire l'attuale rotta. Tra queste, la principale è di sostenere che debba essere destinato l'1% del bilancio della Regione all'edilizia residenziale pubblica. Solo in questo modo si potrebbe davvero riqualifi care il patrimonio ALER-ERP, sostenere una politica di canoni equi, superare i limiti e le esclusioni attuali nell'accesso alla casa, sostenere i Comuni, che con i loro assessorati alla casa sono il primo interlocutore dei crescenti problemi dei cittadini nelle politiche abitative.
Così come abbiamo fatto in primavera ed in estate, anche in autunno torneremo al Pirellone, sperando di trovare una giunta meno sorda non tanto alle nostre richieste, ma ai problemi sociali che avanzano a partire dall'esplosione del numero degli sfratti esecutivi per morosità incolpevole (perdita lavoro/malattia) sia in provincia (1411 nel 2014) quanto nel capoluogo (957 nel 2014), quasi raddoppiati rispetto al 2008 quando è iniziata la crisi.
Simone Cardin 
- Segretario provinciale SUNIA Brescia -

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