mercoledì 6 aprile 2016

Call center: Slc Cgil, Governo e istituzioni “complici” di licenziamenti e pratiche scorrette?

Altra giornata calda per i call center. Oggi è partito un agguerrito tweetbombing da parte dei lavoratori di Almaviva verso il Governo, il Premier Renzi e il sottosegretario Bellanova in particolar modo, per ricordare la scadenza di legge della richiesta di 3000 licenziamenti da parte del gruppo Almaviva (“-58 il tempo stringe 2988licenziati #RenziSveglia @TeresaBellanova Sanzionali Soluzioni Reali Non Pezze #iosonoAlmaviva #siamoTuttiAlmaviva”) – così annuncia una nota di Slc Cgil nazionale. “Il Premier inoltre non ha incontrato il folto presidio di lavoratori di Almaviva, Gepin ed appalti postali che si è svolto oggi a Napoli nel corso della visita ufficiale di Renzi.”
Una vertenza aperta cui si aggiunge quella di Gepin Contact: il 12 e 13 aprile sono in programma due distinti tavoli al Mise, ed in contemporanea lo sciopero dei lavoratori di entrambe le aziende, in cui il Governo deve dare risposte chiare e soluzioni certe per evitare un effetto domino in tutto il comparto dei call center, particolarmente in subbuglio per le ricadute della mancata applicazione delle legge sulle clausole sociali e per un mancato riassetto
complessivo a partire dalla regolazione del mercato degli appalti e della pratica del massimo ribasso.”
Ormai il Governo Renzi dovrà rispondere del concreto rischio di licenziamento direttamente a questi lavoratori che sono interessati dalle procedure e a tutti gli altri che, nel solo settore dei call center, con ogni probabilità si vedranno recapitare lettere di licenziamento nei prossimi mesi. In sostanza il Governo e le istituzioni si stanno rendendo complici di pratiche scorrette, che violano la legge e della rovina di migliaia di famiglie cui però vengono assicurate riforme, tutele e quant’altro il lessico della politica recita in questi mesi – dichiara Michele Azzola, segretario nazionale Slc Cgil.
Eppure le soluzioni sono a portata di mano ed attuabili: intervento sull’arti. 24 bis per le delocalizzazioni, netto contrasto a gare assegnate a prezzi non sostenibili, piena applicazione delle clausole sociali anche da parte di imprese governate dallo stato (Poste ed Enel), nonché un intervento sulla qualità del servizio da erogare ai cittadini italiani – prosegue il sindacalista. Gli esuberi possono essere riassorbiti: c’è quindi da chiedersi se il Presidente Renzi desideri in realtà vedere ridotti in miseria dei propri concittadini.”

Manca inoltre una reale politica del settore, nell’interesse dei cittadini/clienti e dei lavoratori, e manca anche un certo scatto d’orgoglio sulle eccellenze italiane e sui beni dello Stato.”

Fonte: www.slc-cgil.it/

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