giovedì 26 maggio 2016

Banda Larga: Cestaro, non attuabile doppia rete in concorrenza

La scelta adottata da Cassa Depositi e Prestiti di aprire una trattativa in esclusiva con Enel per la cessione di Metroweb sembra più rispondere a indicazioni “politiche” che a strategie di mercato.
Tutto questo è inquietante. Infatti, tutti coloro che si occupano di infrastrutture e reti di nuova generazione nonché gli studenti di economia e commercio sono consapevoli che in tutto il cluster B e in gran parte di quello A (che definiscono le zone “di mercato”) la costruzione di una doppia rete in concorrenza non è possibile in quanto raddoppia i costi degli investimenti e abbatterà drasticamente i futuri utili, condizionati dalla concorrenza.
Non è un caso che altri Paesi abbiano optato per modelli che dividono il territorio per aree di competenza, ogni operatore si concentra e realizza la rete su un’unica area, che rappresenta l’unico vero modello per dotare il Paese in tempi rapidi di un rete di nuova generazione.
La sponsorizzazione da parte del Presidente del Consiglio dei Ministri al progetto Enel, che sembra essere all’origine della scelta adottata da Cassa Depositi e Prestiti, produrrà ulteriori ritardi nello sviluppo della nuova infrastruttura con un danno allo sviluppo del Paese.
Le due aziende inizieranno a competere sugli stessi luoghi e negli stessi tempi trascurando le aree
di minor interesse, con una crescita del Digital Divide nel Paese.
Inoltre, le conseguenze per le oltre 20.000 persone oggi impiegate sulla rete di Telecom saranno drammatiche. Lo sviluppo di una nuova rete e il contestuale depauperamento della vecchia rete in rame, in un processo privo di governo, porterà ad un esubero strutturale delle unità oggi utilizzate, scaricando per l’ennesima volta gli errori della politica sulla parte più debole del Paese: i lavoratori.
Tutto questo in un assordante silenzio di tutte le forze politiche che sembrano incapaci di aprire una discussione sulle politiche industriali necessarie allo sviluppo reale del Paese.
Una situazione che non sarà passata sotto silenzio e, soprattutto, i lavoratori non accetteranno di essere sacrificati sull’altare dell’arroganza con cui si pensa di dirigere il Paese.

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