lunedì 27 giugno 2016

Immigrazione: Cgil, Cisl, Uil, 28 giugno mobilitazione nazionale per rinnovo permessi di soggiorno per attesa occupazione

Dal 2011 ad oggi sarebbero quasi un milione i permessi di soggiorno non rinnovati, di cui almeno 400 mila per motivi di lavoro. È questo il quadro elaborato, sulla base di dati del Ministero dell’Interno e di Istat, che ha portato Cgil, Cisl, Uil a indire per il prossimo 28 giugno – nelle principali città italiane – una giornata di mobilitazione nazionale, con presidi davanti alle prefetture e richiesta d’incontro con il prefetto.
La crisi economica in Italia ha colpito duramente anche il lavoro degli stranieri negli ultimi anni, tanto che il loro tasso di disoccupazione ha raggiunto quota 17%. Sono moltissimi i lavoratori migranti che hanno abbandonato il Paese o che hanno perso il permesso di soggiorno e sono finiti nella trappola del lavoro sommerso, un tunnel da cui è difficilissimo uscire e in cui vengono virtualmente cancellati i diritti fondamentali, civili e del lavoro. In effetti, da una parte gli attuali 12 mesi concessi dalla legge a chi ha perso il lavoro non sono sufficienti a trovarne un altro, dall’altra non tutte le questure applicano alla lettera la circolare del Viminale del 9 luglio 2012, secondo la quale il permesso può essere rinnovato anche oltre i dodici mesi, in presenza di un “reddito minimo derivante da fonti lecite non inferiore all’importo annuo dell’assegno sociale”.
Cgil, Cisl, Uil hanno chiesto ripetutamente al governo:

– la proroga della durata del permesso di soggiorno per attesa occupazione a 24 mesi;
– la messa in atto di politiche attive del lavoro, tese ad una maggiore inclusione sociale di tutti;
– di rivedere la posizione dei lavoratori stranieri che hanno perso lavoro e permesso;
– di combattere il lavoro nero e lo sfruttamento, purtroppo sempre più diffuso.

In assenza di risposte da parte dell’Esecutivo, abbiamo deciso di indire una giornata di mobilitazione nazionale per il prossimo 28 giugno, con richiesta d’incontro ai prefetti.
Fonte: Ufficio Stampa Cgil

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