mercoledì 22 giugno 2016

Massimo Cestaro al XX anniversario dell'SLC: una visione e un forte progetto politico

Abbiamo voluto dare senso alla ricorrenza dei 20 anni di Slc, tornando a Montecatini e provando a fare riflessioni sul primo periodo e provando a immaginare cosa potrà succedere nel sistema della comunicazione nel suo insieme. I nostri settori avrebbero bisogno di una regia politica più ampia. Siamo stati di fronte a profondissima trasformazione tecnologica che ha riguardato tutti i nostri settori, anche nella produzione culturale ove sono sorte nuove figure professionali. Non abbiamo avuto un governo in grado di leggere questi processi per mettere insicurezza i punti più sensibili dei nostri settori. Pensando alla Rai è imbarazzante, ad esempio, l’iniziativa del Governo sulla riforma del servizio pubblico radio televisivo, da cui si è voluto escludere i sindacati. Come si fa a sostenere che l’organizzazione interna del lavoro sia slegata dalla riforma?
La crisi, che ha toccato in maniera diversa i settori produttivi e del lavoro, ha visto peggiorare la situazione dei lavoratori. Nell’aprile 2013, licenziammo un documento
con cinque punti: tutelare la specificità di grande respiro, la crescita della rappresentanza, l’efficacia della funzione sindacale, il ruolo di Slc nel sistema dei servizi, maggiore tutela anche delle nuove forme di lavoro.
I risultati della raccolta firme della Carta dei diritti è frutto di un percorso lungo. La Carta dei diritti ha trovato immediatamente una categoria pronta a recepirla.
Abbiamo di fronte una vertenza molto importante in Poste Italiane: rischia di venire meno una parte importante del servizio pubblico universale. Riscontriamo l’idea che la produzione culturale sia in realtà il turismo. C’è la necessità, vitale, che le grandi istituzioni culturali siano collegate col territorio in cui si trovano.
Un’ulteriore riflessione sul libero accesso alla rete, a partire dall’antico dibattito su radio e tv libere. E’ una discussione che riguarda anche la rete. Le cosiddette net companies sono tutte americane e globali. Avanzo dei dubbi sul fatto che la liberalizzazione della rete comporti e significhi libertà assoluta. Qual è il linguaggio che queste piattaforme determinano? Il linguaggio dell’informazione è per definizione sintetico.
Quali sono le nostre prospettive? Penso che bisogna mantenere un forte impianto politico di Slc e, se si dovessero immaginare convergenze con altre categorie, ragionare sulle omogeneità di prodotto e non di processo. In fondo il valore di Slc risiede anche nella visione ampia dei dirigenti che 20 anni fa traghettarono settori tra loro apparentemente disomogenei verso la costituzione di Slc.

Massimo Cestaro

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