lunedì 11 luglio 2016

Lavoro: Cgil, decreto modifiche Jobs act altra occasione persa

Da un lato il Governo avvia un confronto con i sindacati sul mercato del lavoro, e dall’altro presenta un decreto che contiene molti dei temi in discussione a quel tavolo: si tratta di una scorrettezza formale. Chiediamo all’Esecutivo di garantire la certezza di uno strumento normativo che permetta di recepire l’eventuale intesa tra le parti”. È stata questa la premessa di Serena Sorrentino, segretaria confederale della Cgil, all’audizione presso la Commissione Lavoro della Camera dei deputati sulle disposizioni integrative e correttive dei decreti sul lavoro, tenutasi questa mattina.
Scendendo nel merito del provvedimento in esame, Sorrentino ha illustrato i punti principali su cui la Cgil richiede all’organo parlamentare stralci o modifiche. Il primo nodo affrontato è stato quello del riordino della disciplina sul lavoro accessorio. La dirigente sindacale, dopo aver ricordato che la Cgil ha promosso una legge di iniziativa popolare in cui si prevede che questo torni ad essere “meramente occasionale”, ha chiesto lo stralcio dal decreto delle norme riguardanti il settore agricolo. “Esprimo la totale non condivisione della Cgil alle modifiche introdotte, sia la cancellazione del limite per gli imprenditori agricoli committenti ad avvalersi di tale tipologia per compensi non superiori a 2.000 euro, sia per quanto attiene la mancata integrazione di questi ultimi nelle norme introdotte sulla tracciabilità”. “Il combinato disposto delle due cose – spiega Sorrentino – comporta un elemento di dumping contrattuale e crea una discriminazione tra lavoratori
stagionali a tempo determinato e lavoratori assunti con i voucher”.
Per quanto riguarda la previsione della trasformazione dei cosiddetti contratti di solidarietà difensivi in contratti di solidarietà espansivi a fronte della capacità assunzionale dell’impresa, Sorrentino sostiene che “non è comprensibile la ratio dell’intervento, eccessivamente premiante per le imprese a scapito dei lavoratori, perché le stesse, anche una volta uscite dallo stato di crisi, potrebbero mantenere l’agevolato regime di solidarietà”.
Il decreto correttivo in esame interviene anche su Anpal e Ispettorato nazionale del lavoro, ma per la Cgil “non affronta i veri problemi, ossia la costituzione dell’organico, l’armonizzazione contrattuale, la condivisione delle banche dati e, almeno per Anpal, il sistema di governance dei nuovi servizi per il lavoro”. Sorrentino ha ricordato poi che “permane la situazione di incertezza per i lavoratori dei Centri per l’impiego, in particolare per quanto riguarda la proroga dei tempi determinati e il necessario avvio di un processo per la loro stabilizzazione”.
Viene accolta invece come “apprezzabile” la modifica, più volte richiesta dalla Cgil, che “conferma la possibilità di computare all’interno della quota dei lavoratori disabili coloro che, non assunti tramite il collocamento obbligatorio, hanno almeno il 60% di invalidità”.
Infine Sorrentino si sofferma sulla disciplina dei controlli a distanza. Il sindacato di Corso d’Italia chiede lo stralcio della parte di decreto che introduce la possibilità per le aziende multilocalizzate di collocare strumenti di videosorveglianza sulla base di una richiesta unilaterale e senza accordo sindacale. “Se l’accordo non viene raggiunto – sostiene Sorrentino – significa che non ci sono i termini per garantire la tutela dei lavoratori in caso di controllo a distanza. Ci sembra quindi una forzatura che sterilizza il riequilibrio del decreto 151 a cui si era arrivati proprio grazie ad un emendamento di questa Commissione, orientato appunto – conclude – a mantenere in capo agli accordi con le organizzazioni sindacali la tutela rispetto alla collocazione degli strumenti per la videosorveglianza”.
Fonte: Ufficio Stampa Cgil

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