mercoledì 12 luglio 2017

La campagna l'Italia sono anch'io torna a chiedere con forza: Il Senato discuta e approvi la legge sulla cittadinanza entro fine luglio

È successo ancora una volta.
Ieri il Senato avrebbe dovuto avviare la discussione in Aula del Disegno di Legge di riforma sulla
cittadinanza. Così non è stato. La discussione del Decreto legge sui vaccini ha impegnato la gran parte della seduta.
La recente scelta del Governo di porre la questione di fiducia su altri due decreti legge (per il salvataggio delle Banche Venete e sul Mezzogiorno), ma non sul disegno di legge sulla cittadinanza, rende sempre più probabile un ulteriore slittamento della discussione della riforma a settembre.
La campagna 'L'Italia sono anch'io' esprime la sua più forte preoccupazione perché questo potrebbe comportare la definitiva archiviazione di una legge che più di un milione di bambini e ragazzi nati e/o cresciuti in Italia aspettano da lunghissimo tempo. La campagna elettorale alle porte e l'apertura della sessione di bilancio renderebbero sempre più difficile una definitiva approvazione della legge in autunno.
Le organizzazioni promotrici della campagna tornano dunque a chiedere al Parlamento e al Governo un atto di giustizia, di responsabilità e di lungimiranza e di mettere in agenda prima della
pausa estiva la discussione e la definitiva approvazione della riforma.
Gli annunci e le dichiarazioni hanno fatto il loro tempo.
È giunto il momento di scegliere: tra le presunte convenienze elettorali e la garanzia dei diritti di migliaia di bambini e giovani che sono cittadini di fatto, ma sono trattati ancora come ospiti dalla legge.
La Campagna "L’Italia sono anch’io" è promossa da Acli, Arci, Asgi, Anolf, Caritas Italiana, Centro Astalli, Cgil, Cisl, Cnca, Comitato 1° Marzo, Comune di Reggio Emilia, Comunità di Sant'Egidio, Coordinamento Enti Locali Per La Pace, Emmaus Italia, Fcei, Legambiente, Libera, Lunaria, Migrantes, Il Razzismo è Una Brutta Storia, Rete G2 - Seconde Generazioni , Tavola Della Pace, Terra del Fuoco, Ugl, Uil, Uisp
Fonte: Ufficio Stampa Cgil

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