martedì 22 gennaio 2019

Europa: Cgil, serve azione globale per gestire cambiamenti futuri

Senza un’azione globale il sindacato non sarà in grado di affrontare fenomeni così complessi. Populismo, crisi della democrazia, innovazione digitale rappresentano le sfide più importanti che attendono i sindacati nei prossimi anni. Per questo è opportuno offrire una dimensione globale alla nostra discussione”. Questo il nodo centrale del dibattito che la Cgil ha affrontato quest’oggi, insieme alle circa cento delegazioni sindacali internazionali riunite a Bari per l’iniziativa dal titolo ‘Il futuro del movimento sindacale europeo e internazionale. 
Crisi della democrazia e populismo, rivoluzione digitale e tendenze della globalizzazione’, alla vigilia del XVIII Congresso della Cgil, in programma da domani alla Fiera del Levante. Dai vari interventi che si sono alternati nella sala dell’Archivio di Stato è emersa una chiara richiesta rivolta alla Ces, la Confederazione Europa dei sindacati, ossia quella di “assumere una proposta forte per cambiare l’Europa, subendo in misura minore il condizionamento della Commissione europea” e affinché venga garantita “la tradizionale dialettica tra ‘potere’ e parti sociali in tutto il mondo”. Inoltre, “si auspica che i cambiamenti del mondo del lavoro, la rivoluzione 4.0, vengano gestiti a livello globale”. Inoltre, dalla Conferenza Internazionale è stata espressa solidarietà a Luis Inácio Lula da Silva, ex sindacalista, ed ex Presidente del Brasile che continua ad essere “ingiustamente” in carcere. “Confidiamo nella
dichiarazione del Consiglio per i diritti umani delle Nazioni Unite, ci auguriamo confermi la grave violazione dei diritti che si sta perpetrando nei confronti di Lula. Purtroppo, il governo di Bolsonaro, dopo solo 21 giorni dall’insediamento, ha già dimostrato di favorire le vecchie e nuove oligarchie e non di favorire gli interessi della popolazione brasiliana”. A chiusura dell’evento il segretario generale della Cgil Susanna Camusso ha dichiarato: “L’Italia è un Paese che ha avuto la fortuna di vivere 70 anni democratici. Purtroppo, ora viviamo in un’Europa in cui è in atto un cambiamento profondo dei rapporti di forza. Il mondo del lavoro è stretto tra vari populismi, di Governi di classe, che non vogliono tenere conto dei diritti dei lavoratori, ma si occupano solo di affossarli”.
Per questo – ha concluso – serve creare una solidarietà e unità tra lavoratori e sindacati di tutto il mondo, e il ruolo della Ces e della Csi è fondamentale e per questo devono cambiare”. Infine, sulle prossime elezioni europee, Camusso ha concluso dicendo “se non diciamo che vogliamo riformare l’Europa non avremo un voto europeista. Dobbiamo far sì che prosegua quel processo di Stati Uniti d’Europa”.
Fonte: Ufficio Stampa Cgil

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