giovedì 18 febbraio 2021

Inps: Cgil, dati indicano che bisogna dare continuità a misure di protezione lavoro

“Senza la cassa Covid e il blocco dei licenziamenti, che ci consentono di leggere l’unico dato positivo ossia il calo delle cessazioni dei rapporti di lavoro, avremmo dati ancora più drammatici”. Così la segretaria confederale della Cgil, Tania Scacchetti commenta le rilevazioni dell’Inps di oggi, e aggiunge: “bisogna dare quindi continuità alle misure di protezione del lavoro”.

Da quanto diffuso dall’Istituto nazionale di previdenza sociale, Sacchetti evidenzia alcuni dati: “Sono oltre 650 mila in meno i rapporti di lavoro attivati nel 2020 rispetto al 2019, 30% in meno le assunzioni, crollano soprattutto tempi determinati, somministrazione e prestazioni occasionali. Drammatico anche il dato riferito ai lavoratori indipendenti”. Inoltre, prosegue nell’analisi la dirigente sindacale, “sono 4,2 miliardi le ore di cassa Covid autorizzate al 31 gennaio e, anche se si vede un decremento dell’utilizzo in quel mese, siamo ancora in una situazione di grande incertezza sulle prospettive future”.

Per Scacchetti occorre intervenire subito su più fronti. “Innanzitutto – sostiene – è necessario dare continuità alle misure di protezione del lavoro, dal rifinanziamento della cassa Covid alla proroga del blocco dei licenziamenti e ad una indennità per tutti i lavoratori non coperti dagli ammortizzatori; e allungare la copertura per i lavoratori che terminano la Naspi e la Discoll”. “Come discusso anche nel primo incontro con il ministro Orlando – prosegue la segretaria confederale della Cgil – bisogna avviare la discussione per la costruzione di un sistema di ammortizzatori sociali universale e inclusivo, fortemente collegato allo sviluppo delle politiche attive e con un ruolo centrale della formazione, poiché l’innalzamento dei livelli di istruzione, il diritto alla formazione permanente e la valorizzazione delle competenze sono decisivi nel mondo che cambia”.

“Non ultimo – aggiunge Scacchetti in conclusione – occorre condizionare le scelte di investimenti all’incremento dell’occupazione di qualità, che guardi soprattutto a giovani e donne e che deve vedere da subito scelte orientate alla generazione di nuove occasioni di lavoro”.

Fonte: Ufficio Stampa Cgil

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