giovedì 17 giugno 2021

Dl Semplificazioni: Cgil, governance va rafforzata per garantire coesione sociale

Un decreto di straordinaria complessità e importanza, che dovrà riuscire a coniugare i temi del Piano di ripresa e resilienza, a partire dalle due grandi transizioni ambientale e digitale, con la tutela e la creazione di lavoro. È necessaria la rapidità, ma accelerare non può significare deregolare e creare vulnus di partecipazione”. Così la vice segretaria generale della Cgil, Gianna Fracassi, oggi in audizione alla Camera su dl Semplificazioni e governance.

Per la dirigente sindacale “la governance va rafforzata per garantire coesione sociale”, e la principale criticità è che “il processo di partecipazione delle parti sociali è gravemente insufficiente. Pensiamo vada subito rivisto, considerati gli impatti, diretti e indiretti, che il Pnnr avrà sul lavoro. Per questo con Cisl e Uil abbiamo inviato un documento alla Presidenza del Consiglio”. Inoltre, sempre sul tema governance Fracassi propone di “rafforzare il rapporto con la Cabina di Regia, prevedendo una fase di consultazione preventiva sia sulle riforme sia sugli investimenti; istituire tavoli di confronto permanenti nei singoli Ministeri; definire il livello di confronto debba realizzarsi sui territori, visto che almeno 87 miliardi saranno finalizzati dagli enti locali”.

Di fronte ad un investimento così imponente per il Paese – avverte Fracassi – andrebbero rafforzati i controlli per contrastare la criminalità organizzata”. “Grazie all’iniziativa delle organizzazioni sindacali – afferma – si è evitata la disarticolazione del Codice degli appalti. Ora rileviamo dei punti di condivisione, dalla cancellazione del massimo ribasso ad analoghi trattamenti economici, nel rispetto dei ccnl, tra lavoratori in subappalto e appalto principale. Restano aperte però alcune questioni dall’innalzamento delle soglie per gli affidamenti diretti, al potenziamento dell’Anac, alla qualificazione e riduzione delle stazioni appaltanti, alla clausola occupazionale”.

In particolare, secondo la dirigente sindacale “per la creazione di lavoro femminile e giovanile gli obiettivi vanno rafforzati così come le condizionalità. Il decreto legge nel suo complesso dovrà essere coerente agli obiettivi definiti con l’Unione Europea a partire dal ‘non fare danni significativi all’ambiente’ ed evitare di riproporre vecchie ricette che, in passato, non solo non hanno accelerato gli investimenti, ma addirittura li hanno rallentati”, conclude Fracassi.

Fonte: Ufficio Stampa Cgil

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